Il recupero del legame di attaccamento nei bambini adottati

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tesi, ph Giorgio Montersino, (c.c. Flickr)

Se nella tua tesi di laurea o di dottorato hai trattato argomenti quali l’adozione o l’affido, contattaci: redazione@italiaadozioni.it. Saremo ben lieti di valorizzare la tua ricerca e di diffonderla tra operatori e famiglie che hanno a cuore questi temi. 

L’attaccamento nell’adozione. Un recupero possibile, questo il titolo della mia tesi. La scelta dell’argomento del mio elaborato nasce da un interesse molto personale, che mi riguarda in prima persona in quanto figlia adottata. Anche se in realtà mi definisco semplicemente figlia. L’essere adottata per me non ha mai costituito un difetto, anzi per me è sempre stato motivo di orgoglio: sono sempre stata fiera di far parte di un mondo così vario e bello quale quello dell’adozione.

Perché ho scelto questo argomento?

Il tema dell’adozione ha sempre suscitato un grande interesse in me, perché non se ne parla mai abbastanza, ma anche perché, data la mia esperienza, non ho mai percepito un’attenzione specifica verso i bambini adottati a partire proprio dalla scuola. Da qui è maturato il mio interesse per il mondo dell’educazione. I bambini adottati certamente sono bambini come tutti gli altri, ma hanno una storia alle spalle ben diversa e su questo va posta un’attenzione particolare.

La maggior parte delle volte si parla della ricerca dei genitori naturali, ma la mia curiosità mi ha spinta ad analizzare invece il rapporto che il bambino ha con la sua nuova famiglia e come essa può aiutarlo a recuperare quel legame di attaccamento che ha perso e che caratterizza la natura umana fin dai primi istanti di vita.

L’attaccamento è una motivazione innata a ricercare la vicinanza protettiva di un caregiver, ossia un adulto che rappresenti una figura stabile cui rivolgersi in caso di pericolo o necessità. Oggi non abbiamo ancora un’immagine definita di bambino istituzionalizzato: egli viene descritto come precocemente attivo e capace di resilienza e al tempo stesso come un soggetto che presenta maggiore vulnerabilità e rischio per un armonico sviluppo socio-emotivo. In molti casi i bambini istituzionalizzati hanno subito una rottura dei legami affettivi o possono aver sperimentato modalità di accudimento trascuranti o maltrattanti. Queste esperienze possono aver lasciato dei segni sulla mente dei bambini. È importante sottolineare però che questi segni non sono indelebili, ma sono dei comportamenti sensibili e che si possono trasformare.

La formazione del legame affettivo è un passaggio fondamentale nelle famiglie, siano esse naturali o adottive. Per quanto riguarda le famiglie naturali, il processo di formazione del legame di attaccamento si sviluppa in tempi fisiologici. Per le famiglie adottive, invece, il percorso non è sempre semplice e lineare, poiché ci sono molti fattori che lo influenzano.

È possibile un recupero del legame di attaccamento nei bambini adottati?

Un recupero del legame di attaccamento nei bambini adottati è possibile, sia quando sono arrivati nella nuova famiglia molto piccoli sia quando sono più grandi. Non è un percorso facile, poiché sono bambini che hanno perso quel legame affettivo primario che contraddistingue l’essere umano. Essi hanno subito un trauma, ossia una separazione, che ha cambiato radicalmente la loro esistenza, e questo deve essere sempre tenuto in considerazione.

Un aspetto molto importante per il recupero del legame di attaccamento del bambino è che i genitori adottivi devono saper ascoltare il bambino, capire i suoi bisogni e le sue esigenze. Essi devono saper riconoscere e regolare le emozioni, affinché i figli si sentano sicuri e possano così sviluppare fiducia nei loro confronti.

Cosa la tesi di Laurea ha fatto per me

Ho deciso di trattare l’adozione come argomento della mia tesi perché, facendo parte di questo mondo, so quanto esso sia speciale. Quello dell’adozione sicuramente non è un percorso semplice, ma porta con sé tanta gioia e soprattutto tanto amore. Se mi chiedessero di definire l’adozione la definirei un puro atto di amore e ritengo che essa sia uno dei modi più belli di diventare una famiglia. Con l’adozione si realizza il sogno di una coppia che desidera un figlio, ma anche il desiderio di un bambino che non ha più niente, che magari vive in un orfanotrofio e non sa neanche il perché, di un bambino che ha dei sogni e il più importante è quello di avere una famiglia. Quando una coppia sceglie di adottare, sceglie di amare incondizionatamente un bambino che non è frutto dei loro geni, ma può essere il frutto del loro amore, perché essi scelgono di crescerlo e di amarlo per il resto delle loro vite, indipendentemente dal sesso, dal colore della pelle o dalla lingua che parla.

Il problema, a mio parere, è che c’è ancora disinformazione sul tema dell’adozione. L’adozione è ancora vista come un percorso che crea dolore e disagi e gli adottati come portatori di traumi e problemi. L’adozione è in realtà un’esperienza di trasformazioni che contiene enormi potenzialità e spesso è considerata come una sorta di “terapia naturale” per i bambini che hanno subito una rottura del legame di attaccamento o che non lo hanno mai sviluppato.

Scrivere questa tesi mi ha aiutata a consolidare l’idea che l’adozione è sicuramente un mondo complesso, ma anche meraviglioso, che ha tante potenzialità al suo interno. C’è però ancora molto lavoro da fare a riguardo, sostenendo i genitori adottivi ma anche, e soprattutto, i minori, perché sì, il recupero del legame di attaccamento nei bambini adottati è possibile!

Anastasia Pietrini
Università degli Studi di Firenze
Scuola di Studi Umanistici e della Formazione
Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione
Anno accademico 2019/2020
Tesi di Laurea: L’attaccamento nell’adozione. Un recupero possibile
Relatrice: Prof.ssa Annalaura Nocentini

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ITALIAADOZIONI
Redazione