Da figlio a padre: auguri papà!

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Lucie & ses parents-4, ph Thomas sauzedde, (c.c. Flickr)

Auguri a tutti i papà: in attesa, alle prime armi, navigati, nonni e anche a quelli già volati in cielo. A tutti voi che aprite alla vita e vi fate appoggio sicuro perchè i figli possano spiccare il volo, auguri di cuore.

19 marzo 2021 

Mi chiamo William Di Francesco e sono un figlio dell’Amore.
Sì proprio dell’Amore, quello con la A maiuscola. Sono infatti un figlio per scelta!

Ero con mia sorella Ruth in un orfanotrofio di Lima quando avevo 2 anni e lei 7.
Tutto questo molti anni fa. Era il 1981.
I miei genitori adottivi Edda e Quintino erano persone semplici. Lui falegname e lei lavorava in una farmacia che lasciò non appena ci presero, per seguirci meglio che poteva.

Ora non ci sono più. Son mancati negli ultimi anni, a poca distanza uno dall’altro.
Questo ha creato in me un enorme vuoto, soprattutto nei confronti di mia madre con cui avevo un rapporto meraviglioso. Con mio padre non andavo molto d’accordo, soprattutto negli ultimi anni, arrivando anche a non parlarci più per molto tempo.

Nemmeno quando mi sposai venne al mio matrimonio, non volle conoscere mia moglie e quando mi separai, pochi anni dopo, non riuscii comunque a dirglielo. Era difficile come uomo, quelli che se pensavano di aver ragione non sentivano nulla e nessuno, tuttavia lo amavo lo stesso.
Erano mio padre e mia madre.

Oggi all’età di 41 anni sono un Networker (lavoro motivo di molti scontri con mio padre che non lo considerava tale) e dall’età di 19 anni con un buon risultato economico, amo i giochi da tavolo, lo snowboard, leggere e sognare.
Si perché alla fine è quello che mi hanno insegnato a loro modo i miei (e che ritrovo nel mio lavoro).
Non avevano figli e comunque hanno costruito una famiglia che per quanto sgangherata a volte, era una famiglia e ci hanno dato il massimo nei loro limiti.

Io ho sempre sognato una mia famiglia e quando il mio matrimonio si arenò per me fu un fallimento.
Il tempo passò e ritrovai un’amicizia adolescenziale che si trasformò in qualcos’altro.
Aveva già 2 figli e mi ritrovai in una casa con 2 ragazzini di 7 e 13 anni che mi guardavano con curiosità. Essere accettati non è scontato. Ho fatto del mio meglio e penso in parte di esserci riuscito, forse grazie ai ragionamenti insegnatomi dai miei.

Poi pochi giorni fa, il 18 Febbraio son diventato padre.
Quando seppi della notizia ero Felice come non mai. Ero un po’ preoccupato perché l’ultima gravidanza di Roberta (la mia compagna) non era stata bellissima. Avevamo anche considerato l’idea di adottare un figlio. Dopotutto chi poteva sapere meglio di me cosa volesse dire tutto questo? Era una scelta per me giusta e non è ancora detto che non lo faccia tra un po’.

Tutto è filato liscio e Gaia oggi è qui tra noi.
Penso sempre a mio padre che lavorava tanto, troppo, e decisi anni fa, prima che nascesse mia figlia, che non volevo esser proprio come lui. Per certi versi si, ma non volevo le cose che di lui non mi piacevano (come il poco tempo per il troppo dedicato al lavoro). Quindi scelsi un lavoro che mi potesse dare oltre ad un’entrata economica un guadagno di tempo, che oggi ho e di cui sono davvero felice.

Esser padre per me è il coronamento della mia vita. La ciliegina sulla torta di una vita fatta di lavoro e sacrifici… un po’ come mio padre. Strana la vita no? Gli somiglio più di quanto immagino forse.
Mia madre al contrario è stata per me il modello dell’amore puro e totale che mai mi ha fatto sentire la mancanza della mia madre biologica. Non l’ho mai cercata. Per me è morta 2 anni fa ed è lei l’unica. Quando le tenevo le mani morenti di notte nel letto di ospedale mi son accorto quanto davvero sia stata il genitore che vorrei sempre essere.

Voglio trasmettere tutta la mia esperienza a mia figlia, ma non solo. Anche ai figli della mia compagna perché l’Amore, quello con la A maiuscola esiste. Chi adotta lo fa con coscienza in genere (a parte qualche raro caso), l’Amore non ha limiti di sangue. Anzi spesso ho visto più amore tra chi non aveva questi vincoli che in chi li aveva.

Vorrei mia figlia somigliasse a mia madre, per la sua dolcezza, la sua pazienza, il suo essere forte nelle sue fragilità. Vorrei che prendesse anche la cocciutaggine di mio padre (veicolandola meglio). Vorrei soprattutto che imparasse dalla mia storia l’Amore.

Essere genitore oggi è una fortuna. Non tutti forse possono averla, ma sicuramente possono comunque sceglierla. Se qualcuno mai avesse dei dubbi, mi creda sulla parola: se siete disposti ad Amare fatelo. Adottate. Nessuno mai come un figlio adottivo può capire il vero senso di questa parola. Nessuno mai potrà amarvi così tanto una volta capita.

William Di Francesco

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ITALIAADOZIONI
Redazione