Adolescenza e Adozione

Print Friendly

La relazione con i coetanei

Nella relazione con i coetanei, il ragazzo adottato può essere molto più sensibile dei ragazzi della sua età, anche quando sono ben inseriti nel gruppo. Rifiuti, critiche possono metterlo in crisi, tende ad avere amici intimi con cui il rapporto è molto stretto perchè ciò lo rassicura, può avere atteggiamenti seduttivi e cercare con i suoi comportamenti di attirare continuamente l’attenzione. Atteggiamenti polemici con i professori o in casa, o scelte che preoccupano e sconcertano, possono essere lette anche come tentativi in tal senso. Inoltre il ragazzo adottato è spesso quello che si allontana da una relazione appena c’è un problema, per evitare di sentirsi rifiutato un’altra volta.

Un ragazzo adottato vive dunque l’adolescenza con maggiore complessità: egli sperimenta la tematica dell’identita personale con maggiore intensità, e si confronta con la paura della separazione, che riattiva sentimenti abbandonici mai del tutto risolti.

Riemergono vecchie problematiche

Si riattivano problematiche che sembravano risolte ed emergono nuove domande nella mente del ragazzo: A chi assomiglio? I miei fratelli biologici dove saranno? Parti del corpo e tratti di carattere vengono studiati e ingigantiti, e le domande sembrano senza fine e irrisolvibili: molte informazioni si sono perse, gli stessi genitori biologici non hanno risposte valide e definitive a queste domande.

Per gli adolescenti adottati da piccoli, quando non c’era ancora un’elaborazione mentale e una comprensione chiara della situazione, sono frequenti problematiche relative al proprio corpo, che viene vissuto come sporporzionato e inadeguato.

Quale risposta?

E’ necessario in questa fase che i genitori considerino la diversità della situazione e sappiano accettare che il figlio viva le problematiche legate alla sua età con vissuti specifici diversi da quelli dei suoi coetanei. E’ importante che i genitori non si sentano minacciati dal vissuto del figlio e dalle sue inquietudini, ma si mantengano sereni nella consapevolezza di una relazione conquistata e acquisita, anche se in continua evoluzione e crescita. Questo atteggiamento permetterà al figlio di vivere ed esprimere i suoi vissuti senza doverli nascondere dietro comportamenti devianti o eccessivamente oppositivi. Appare indispensabile in questa fase curare la relazione col figlio senza irrigidirsi nelle proprie posizioni, mantenendo tuttavia saldi i principi e la trasmissione di valori, che andranno proposti al ragazzo con fermezza e serenità, e aiutarlo a prendere la responsabilità di sè stesso e delle proprie azioni.

La fase adolescenziale appare spesso al genitore come un viaggio in barca durante il mare in tempesta: alcune volte sembrerà di cadere in acqua, ma gli opportuni aggiustamenti permetteranno alla barca di rimettersi in equilibrio e procedere nella vita con sempre maggiore sicurezza.

Altre pagine correlate:

Pagine: 1 2

A proposito dell'autore

Mariangela Corrias
Mamma biologica, psicologa, esperta in Psicologia dello sviluppo e dell'educazione https://mariangelacorrias.wordpress.com/