Storie di mamme adottive. “Sono Lilli una futura mamma adottiva”

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Lilli, ora felicemente mamma, durante l’attesa ci scrisse uno sfogo accorato che ripubblichiamo volentieri perché rappresenta lo stato d’animo di molti aspiranti genitori adottivi che per vari motivi non riescono a coronare il loro desiderio di un figlio. Spesso arrivano a un passo dalla meta e poi il figlio tanto desiderato rimane a lungo un miraggio.

Mi sono chiesta più volte qual è il bene dei bimbi tanto decantato dagli enti e perché I genitori vengono sempre considerati egoisti perché desiderano un bambino.

Mi sono chiesta più volte perché i genitori si affidano agli enti riconosciuti come autorizzati dalla CAI a svolgere il loro intervento nei paesi stranieri, poi quando ci sono alcuni problemi, dicono che la responsabilità è unicamente degli istituti con cui loro hanno iniziato a collaborare.

Mi sono chiesta perché affermano che concluderai positivamente la tua adozione in un determinato periodo di tempo, poi l’attesa non finisce più, come per noi che siamo in attesa da due anni e mezzo di poter partire per andare a prendere la bimba.

Mi sono chiesta perché se in ogni paese l’ente ha un referente che sulla carta deve collaborare con l’ente stesso, poi come nel mio caso, ci dicono che non può entrare nell’istituto, non può informarsi, ecc..

Mi chiedo come può fare una coppia che si trova in difficoltà, in reale difficoltà. A chi si deve rivolgere, a quale persona, ente, dirigente, organizzazione, associazione.

Chi aiuta le coppie che hanno dei problemi con la loro “pratica” adottiva?

Perché le coppie come soluzione dovrebbero cambiare ente.

Non dovrebbe essere l’ente a dover organizzarsi per aiutare questa coppia?

Non è il bene del bambino, l’interesse ultimo del lavoro degli enti? Qual è il bene?

Lasciare che il bimbo viva più a lungo possibile negli Istituti o dare la possibilità ad un bimbo di uscire da una condizione di istituzionalizzazione ed offrirgli la possibilità di avere una famiglia?

Perché io genitore sono costretto dalla Legge a farmi “rovesciare come un calzino” da assistenti sociali, psicologi, giudici, medici e l’ente non ha nessuna responsabilità quando le cose vanno male?

Perché io genitore sono costretto a preparare tanti documenti, a firmare fogli su fogli, impegni, deleghe, decisioni di abbinamento e poi nessuno è responsabile quando “la cosa” non va per il verso giusto?

Perché nessuno è responsabile del dolore causato a chi non vuol altro che offrire una casa e amore ad un bambino?

Lilli

 

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ITALIAADOZIONI
Redazione