Storie di mamme adottive. Asia non sente e non lo sapevamo

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Bambini al lago

 

La scoperta della sordità una volta tornati a casa. In questo articolo, una mamma ci racconta la sua esperienza di adozione con una bambina affetta da ipoacusia.

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La seconda adozione

La nostra seconda adozione è stata travagliata sin dall’inizio; nonostante una bellissima relazione dei servizi sociali, il giudice onorario che incontrammo in Tribunale, la pensava in modo diverso. Secondo il giudice infatti per ogni famiglia era sufficiente un solo bambino, per non sconvolgere l’equilibrio creatosi; parole dettate sicuramente dalla  sua esperienza, ma questo non giustifica una decisione comune nei confronti di tutte le coppie.

Comunque non ci siamo arresi, con tanta pazienza e testardaggine siamo andati avanti e dopo un approfondimento della relazione, finalmente è arrivata l’idoneità. A questo punto riponiamo la nostra fiducia di nuovo nell’ente che ci aveva guidato verso il nostro primogenito, un bellissimo bimbo dagli occhi a mandorla!

La proposta di una bimba con bisogni speciali

Diamo quindi il mandato nel 2011 per ritornare in Vietnam. L’anno dopo arriva dalla lista dei bisogni speciali la segnalazione di una bimba di sei mesi bellissima: sulla sua scheda medica era scritto che durante la gravidanza aveva contratto la rosolia e il citomegalovirus, aveva inoltre un soffio al cuore, un ritardo psicomotorio e la tubercolosi, per la quale stava seguendo una profilassi.

Anche se nel nostro cuore avevamo già deciso, consultammo la pediatra che prescrisse ulteriori esami da farle eseguire, poiché i bambini positivi al citomegalovirus possono presentare diverse patologie. Dopo una settimana di snervante attesa arrivano gli esiti: tutti negativi. Felicissimi iniziamo a sognare il nostro secondo viaggio d’amore!!! Per abbracciarla dobbiamo però aspettare 13 mesi per un problema nei suoi documenti, ma finalmente il 1 giugno 2013 voliamo nella nostra amata terra per conoscere il nostro pezzettino di cuore mancante; un’emozione grandissima mista ad ansia e paura, anche per il nostro primogenito che in qualche modo avrebbe rivissuto la sua storia.

Dopo qualche giorno finalmente l’incontro con la nostra stellina d’oriente: uno scricciolino impaurito, ma passato un giorno di pianto, arrivano anche i primi sorrisi. Durante il periodo di permanenza notiamo che chiamando la nostra piccola, quando è girata di spalle non si volta, ma pensiamo che magari è ancora un problema di lingua e suoni diversi.

La scoperta della sordità

Giunti in Italia però i nostri dubbi aumentano. A lei piacciono molto i giochi sonori, ma notiamo che ogni volta li avvicina alle orecchie per sentirne la melodia, e che allo sbattere delle mani o di una porta lei non si gira. Durante un check up ne parliamo con i medici e decidiamo di farle fare i potenziali evocati uditivi mentre dorme ed ecco che arriva la diagnosi che conferma i nostri sospetti: ipoacusia percettiva bilaterale. Ovviamente non sapendo bene come affrontare questo nuovo ostacolo eravamo un po’ preoccupati, ma con l’aiuto della nostra famiglia e di persone competenti abbiamo superato tutto.

Con l’utilizzo delle protesi acustiche la nostra stellina è rinata! Ricordo ancora il giorno che tornammo a casa dall’ospedale e prese uno dei suoi giochi preferiti, un paperotto sonoro, che prima provò ad avvicinare alle orecchie, ma che poi allontanò. Ci guardò stupita, perché lo sentiva anche da lontano… da quel giorno è passato più di un anno. Un anno ricco di progressi, anche se la strada è ancora lunga, piena di impegni, ma per i figli si affronta tutto con tanta energia e amore: sono la nostra vita.

Asia ora ha tre anni ha iniziato la scuola materna, si è integrata benissimo, è una bimba allegra e solare e le “orecchiette” sono diventate delle amiche inseparabili, guai a chi le tocca! Ci hanno insegnato a considerarle un vezzo, non un problema da nascondere un po’ come succede per gli occhiali. Proprio per questo non le abbiamo scelte il solito color carne, ma viola, uno dei colori più amato dalle bambine. Con lei stiamo facendo un percorso di logopedia e psicomotricità, sia per rinforzare le basi del linguaggio che per l’equilibrio destabilizzato dall’udito.

Da poco ha iniziato a chiacchierare, ballare e cantare ed è una grande gioia vederla giocare col suo amato fratello. Non avremmo potuto desiderare di più!!!

Angela

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