Storia di un’adozione, la mia

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Girl sitting on the grass, ph freestocks.org, (c.c. Flickr)

Mi chiamo Monica, un nome che mi piace davvero tanto, un nome che non so chi mi abbia dato, ma che continua ad accompagnare ogni mia presentazione.

Sono stata adottata e questa scelta avvenuta in un lontano passato, molte volte mi ha fatto sentire sbagliata, non voluta  e  incapace.

Mi sono sentita ingessata in questa parola, che a volte mi ha fatto scivolare in burroni di vittimismo e pena.

Non è  stato facile riconoscermi e riconoscere il dono di quell’incipit, ma il tempo ha trasformato, dentro di me, quel granello di sabbia perso in un universo di rabbia e rancore, in un sole di consapevolezza che splende al centro del mio cuore.

Ci si rifiuta di stare nel dolore, perché si pensa non sia giusto, eppure per poter apprezzare la Luce, è necessario includere anche esso, che alcune volte è maestro non solo per noi ma per milioni di persone.

Purtroppo siamo così focalizzati al nostro perimetro personale, che non riusciamo a vedere l’altro come parte integrante del nostro viaggio.

Immagino i miei genitori attraversare il mondo con l’unico obbiettivo di avere un bimbo.

Un gesto difficile, laborioso dove anche il colore della pelle andava ancor più ad acuire il dolore di una mancata maternità. Eppure queste scelte, compiute da  tante anime convinte dell’uguaglianza e della genitorialità  hanno aperto squarci di luce infiniti, permettendo alle coppie che oggi si affacciano all’adozione di vivere con molta più naturalezza  questa volontà.

Noi Adottati

E noi adottati? Noi siamo esseri che hanno scelto di fare l’esperienza del perdono, della pace e dell’Amore incondizionato  della  vita.

La nostra strada sta nel condurci ad un’elevazione spirituale molto alta, dove abusi, torture, abbandoni ci hanno segnato, ma condotto a creare ancora più Luce e possibilità.

Siamo dei veri  amanti della vita, profondamente legati al suo senso profondo dove non esistono figli e genitori, ma solo l’esistenza  e la sua bellezza.

Le dinamiche spiacevoli, che non si augurerebbero mai,  possono dar vita a girasoli che non si dimenticano di guardare il sole per tutto l’arco della giornata e si inchinano la sera riconoscendo con un grazie le possibilità che gli  vengono date.

Nonostante le difficoltà che ho incontrato, mi volto e sono riconoscente verso tutti gli  scogli più o meno grandi che ho superato, perché mi hanno permesso di costruire  un’ identità che ingloba sia il passato, sia il presente che il futuro e ho osservato  il valore della vita tramite il contributo di quattro esseri collaborativi.

La mia esperienza vuole essere un incito alla vita, nonostante tutto e tutti.

Per ogni anima che guarisce e comprende di essere puro amore senza se e senza ma, ne esistono  altre che esultano e non vedono l’ora di abbracciarci per dirci che la nostra missione è compiuta.

Provate, riprovate, cadete e rialzatevi senza giudizio, perché non c’è cosa peggiore che gettare la spugna continuando ad attaccarsi ai “ Non ho avuto”, ma correte verso i campi del tutto è possibile.

Io sono innamorata della vita, delle mie mamme, dei miei papà e delle nuove vite che ho chiamato nella mia esistenza e le mancanze hanno solo fortificato la voglia di Vivere onorando ogni giorno i doni che ho saputo cogliere.

Monica Secchi

 

 

 

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ITALIAADOZIONI
Redazione