Rischio giuridico? Si, accetto la sfida.

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Progetto grafico per ItaliaAdozioni di Katia Ranalli, illustratrice e fumettista (diritti riservati). Blog: Katiaranalli.blogspot.com

Nell’adozione nazionale spesso ci si deve confrontare con il concetto di rischio giuridico.


In questo articolo affrontiamo l’argomento dal punto di vista dell’esperienza personale. Cosa ne pensiamo?

Cosa provoca in noi genitori quando ci viene prospettato nei colloqui in tribunale?

Per l’approfondimento sull’aspetto giuridico, vi rimandiamo alla pagina rischio giuridico nell’area legale di questo sito.

 

Cosa pensavo quel giorno al colmo della gioia? Un giudice onorario pronuncia un nome e io?
Io chiedo “scusi può ripeterlo?”

Sì, perché è un nome unico, ma non nel senso in cui voi che mi leggete, e che siete depositari di un animo molto più poetico del mio, pensate. Ma in senso letterale.

Il suo è un nome straordinario e solo lui si chiama così. Appunto, solo lui. E questo, nell’istante successivo diventa un problema da gestire. Lui è un bambino italiano e il suo nome lo rende riconoscibile, ci dice il giudice. E poi ti parla di rischio giuridico.

Non importa, ti dici, lo ami già, lui e il suo nome strano e unico e riconoscibile. Non lo hai ancora incontrato e sai già che darai la vita per lui. Se mi avessero chiesto prima di quell’istante se credevo ai colpi di fulmine, avrei risposto di no. Ma da quel momento ho cambiato idea.

Ma il giudice ti riporta alla realtà: rischio giuridico… che significa tempo… notifiche… possibilità che i genitori e i parenti si oppongano alla decisione del Tribunale di far adottare quel bambino.

Tu sei del mestiere, i Tribunali li frequenti anche se non ti occupi di adozione, conosci i termini della questione. Eppure fatichi a seguire il discorso. Sei troppo felice e quella persona che ti sta davanti vuole rovinarti tutto. Insiste e ti dice il peggio. Ma tu sei già avanti, vuoi correre il rischio. D’altra parte che cos’è diventare genitori se non accollarsi il rischio della crescita dei figli. Io voglio correrlo il rischio. Non lo vuole capire il giudice?

Lui continua: tuo figlio non è tuo. Ma questo i genitori tutti, naturali e adottivi (forse più facile per questi) dovrebbero saperlo. I figli non sono mai nostri. Avrà dei documenti provvisori. Tu pensi al Battesimo e scopri che lo potrai far amministrare a tuo figlio ma nel registro dei battesimandi il cognome verrà posto in matita. Non si sa mai se i genitori naturali dovessero opporsi e vincere!
Non importa, si affronterà anche questa. Di dolore e attesa sei esperta, tu e tuo marito.

Sono passati quattro anni da quel giorno e nessuno ha preteso. Tutto è confermato.
Lui-figlio, noi-genitori… e la storia, da scrivere insieme.

A proposito dell'autore

Monica Ravasi
mamma adottiva e avvocato