Quando l’adozione diventa difficile

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Happy Girl Hopscotch..., ph Pink Sherbet Photography, (c.c. Flickr)

La spiritualità dell’ascolto empatico

Da molti anni svolgo la professione dell’assistente sociale, per la maggior parte in un servizio per le tossicodipendenze, dove tutt’ora mi occupo prevalentemente di adolescenti e giovani adulti.

Nel mio percorso professionale mi sono trovata ad ascoltare tante storie di vita dai toni scuri e gravi, perché dirottate dal rapporto ingombrante con la droga o con l’alcol, un rapporto capace di mettere in ombra ogni altro legame d’affetto e di stravolgere i ruoli all’interno di una famiglia.

Spesso ho assistito impotente al doloroso piegarsi sotto il peso della dipendenza, di padri, madri, figli, cercando di radicarmi fortemente a “qualcosa” per non permettere alla mia visione delle cose di essere schiacciata e oppressa.

Percorrendo controcorrente la strada che priva del suo valore il senso dell’umano, alla fine  ho incontrato nell’ascolto più profondo dell’altro, l’essenza spirituale della vita.

Piena di gratitudine, vorrei restituire, per come potrò riuscire, qualche parola colma di emozione a chi ha scelto di vivere la sua storia fino in fondo, a chi ha scelto di “stare”,  anche nella fatica e nel dolore, cercando sempre il buono, la leggerezza, il sollievo, quello che nasce nella più profonda intimità di noi stessi quando, attraverso le parole e il poterle condividere, le cose trovano un loro posto e un senso.

A proposito di Karma: dialogo interiore di una madre disperata

Ero convinta di poter scrivere una storia su un nuovo foglio di vita, bianco e pulito come solo il futuro può esserlo.

Pensavo che l’avremmo scritto insieme, con nuovi colori diversi dal prima.

In effetti, c’era un “prima”, un inizio a cui non avevo partecipato, una sorta di premessa che mi era parso semplice “saltare” per non lasciarmi distogliere dal racconto vero, il mio.

Invece, proprio quella “premessa” aveva cominciato a tornare e tornare, sovrapponendosi alla mia voce, inframmezzando le mie parole e le tue.

Potevo scorgerla guardarmi torva  nel tuo desiderio di sapere, mi trovava smarrita, nella festa del compleanno che arrivato a 15 anni non volevi più fare.

Ti vedevo stare male, in bilico sui tacchi di un’impotenza crudele. Non smettevo di parlare, tu alzavi il volume nelle cuffiette. Con il respiro spezzato da una porta chiusa, inghiottivo le parole che avrei voluto dire, ascoltando solo il rumore dei colpi del mio incessante bussare e i tuoi “vaffanculo”.

Ora ti guardo e non ti riconosco, mi chiami ancora mamma, ma diventa difficile restarlo con questa paura che ho di te.

Inavvicinabile e muto, chiuso in una incomprensibile ostilità. Provo a dare la colpa alla droga, alle compagnie, alla scuola che non ti comprende, a tutti e a tutto, ma alla fine, mi ritrovo sempre sola con me stessa, spaventata, arrabbiata per quel “lieto fine” che mi è stato rubato.

Riconosco i miei errori, non li nego, ma ci deve essere qualcosa che mi sfugge, una forza più grande che regola i colpi del destino, un frutto che matura, perché in un tempo che va oltre la mia stessa comprensione, quel seme è stato piantato.

Allora provo a prendere le distanze, provo a guardare tutto come fossi soltanto una spettatrice.

Vorrei  imparare ad accettare che le persone non cambiano, perché lo desidero e che l’amore può diventare la peggiore delle sciagure quando confini la tua pienezza, quando ti “sacrifichi” ricevendo in cambio male, quando permetti che quello straordinario dono d’amore che sei stata capace di fare,  diventi oggetto di uno spregevole  ricatto. Maltrattata dall’oscurità, che come un’ombra  ti avvolge, la tua “luce” si spegne.

Cercando disperatamente sollievo, scoprirai allora che devi attraversare anche la tua di oscurità, i sentimenti ambivalenti che ti fratturano il cuore, i ripensamenti, quando piangi di nascosto e ti senti sporca, perché hai pensato che in fondo la vita senza di lui sarebbe stata migliore.

Ma, nessuno dovrebbe sentirsi in colpa perché desidera prendere distanza dal male. E’ normale temere la violenza con orrore, e se  permetti a tuo figlio di distruggerti quale bene gli fai? Ci sono momenti in cui dobbiamo costruire argini, argini forti e impenetrabili.  Non è che smetti di amare l’acqua quando il fiume è in piena, stai solo mettendo un freno alla sua capacità distruttiva. Non puoi controllare la pioggia, né fermare l’onda che impetuosamente scorre, tutto ciò che puoi fare è non permetterle di spazzare via tutto e attendere.

Ci sono momenti in cui dobbiamo essere coraggiosi e amare solo con il cuore, sbarrando la strada all’oscurità. Se tutto questo sia questione di Karma non saprei, ma  nessun figlio nasce come una pagina bianca, ciascuno porta con sé una storia propria, un proprio bagaglio di destino, che a volte può essere duro, poi di nuovo bellissimo, poi…

Ma se potessi tornare indietro, stare da sola con la mia pagina bianca, non credo che davvero lo farei. Sorrido e guardo la nostra foto insieme il tuo primo giorno di scuola.

 

Glossario che cura

Accettare: acconsentire a ricevere o ad accogliere. Può implicare un atteggiamento passivo e rassegnato, può essere confuso con il verbo  “sopportare”.

Armonizzare: dotare di un contesto armonico, accordare un suono ad una melodia. Implica un atteggiamento attivo, se il suono è dissonante alzate il volume alla melodia, suonate con maggiore intensità e passione.

 

Breve presentazione dell’autrice                                                                                             

Svolgo la professione dell’Assistente sociale da 25 anni. Alla mia formazione tecnica (Laurea triennale, Corso di formazione per operatori dell’affido familiare organizzato dal Centro Ausiliario per i problemi minorili di  Milano nel 1997, formazione specifica sul tema del maltrattamento e abuso, etc.) si affianca un profondo interesse per l’utilizzo della narrazione come strumento professionale e terapeutico, nonché diverse esperienze nel campo del volontariato e nell’accoglienza di ragazzi in difficoltà.

 

 

 

A proposito dell'autore

ITALIAADOZIONI
Redazione