Nell’interesse dei minori

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Affido familiare

Cosa rimane dopo lo scandalo della Val d’Enza e di tanti altri casi (si pensi allo scandalo “veleno” del modenese e i fatti di Biella)? Tanta amarezza e poi? La voglia che la tutela degli ultimi, dei più piccoli, di quelli che non hanno voce, sia finalmente e concretamente attuata e che le parole si trasformino in fatti.

Questo è quello che pensiamo e che desideriamo dal profondo, affinché non accadano più casi analoghi. Ecco che dopo questi fatti eccezionali -perché, va detto, la stragrande maggioranza di assistenti sociali, psicologi e psicoterapeuti lavorano seriamente e in modo professionale -, il legislatore viene interpellato e cerca di rispondere.

Come? Con un disegno di legge presentato il 4/07/19 al Senato sotto la spinta del Presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia, Licia Ronzulli. Ne seguiremo l’evoluzione parlamentare, perché per ora è presto per dire quali saranno gli sviluppi. L’augurio è che giunga velocemente alla fine del percorso legislativo e che aiuti a evitare che si ripetano vicende come quella di Bibbiano.

Non possiamo dimenticare che le famiglie affidatarie sono una grande risorsa il cui impegno, spesso silenzioso, consente di aprire le proprie case per offrire una famiglia a un bambino in difficoltà. Cosa si renderà necessario allora affinché i minori siano pienamente tutelati?

Occorrerà senz’altro un maggior controllo, anche di tipo economico, delle organizzazioni accoglienti. Si dovrà vigilare affinché chi ha incarichi all’interno delle cosiddette case famiglia o nelle comunità per minori, non assuma l’incarico di giudice onorario nei Tribunali per i minorenni.

Quest’ultimo e drammatico caso può rappresentare l’occasione per apportare tutti i miglioramenti necessari al fine di evitare che gli adulti che dovrebbero occuparsi dei minori tutelando il loro interesse, facciano l’esatto contrario.

Monica Ravasi

A proposito dell'autore

Monica Ravasi
mamma adottiva e avvocato