Mediatori didattici, come parlare di adozione a scuola

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Mediatori didattici e adozione

A scuola il mediatore didattico può costituire una importante risorsa  per insegnanti e alunni, anche adottivi.

Cos’è il mediatore didattico?

Il mediatore didattico rappresenta uno strumento, un mezzo mediante il quale, l’insegnante, può aiutare gli alunni ad avvicinarsi, a comprendere un concetto ed a potenziare un nuovo apprendimento.

Quante categorie di mediatori didattici ci sono 

Come indicato da Damiano [1], i mediatori didattici si possono suddividere in quattro macro categorie: mediatori iconici (immagini), mediatori attivi (esperienza diretta), mediatori analogici (drammatizzazioni, giochi di simulazione) e mediatori simbolici (lettere e cifre).

Come scegliere il mediatore didattico?

La varietà dei mediatori didattici utilizzabili risponde alla molteplicità delle strategie d’apprendimento e alle diverse intelligenze degli alunni; c’è infatti, per esempio, chi acquisisce con più facilità ed immediatezza un nuovo concetto presentato attraverso mappe concettuali, immagini e filmati piuttosto che mediante la semplice spiegazione dell’insegnante.

I mediatori iconici attivano l’intelligenza visivo-spaziale del bambino, quelli attivi creano la possibilità di esperienze dirette coinvolgendo in prima persona l’alunno, i mediatori analogici parlano il linguaggio del gioco e della simulazione e quelli simbolici si allontanano dalla realtà per avvicinarsi alla concettualizzazione.

Sta all’insegnante la capacità di integrare la propria spiegazione con differenti mediatori didattici al fine di rispondere alle diverse vie privilegiate d’apprendimento di ciascun alunno.

I film di animazione per spiegare l’adozione

I film d’animazione rappresentano un canale comunicativo significativo per avvicinare i bambini anche a tematiche delicate e complesse; possono essere utilizzati dagli insegnanti come mediatori didattici per parlare correttamente a scuola di adozione ma anche in famiglia, per raccontare l’adozione, ad esempio, a un cuginetto o per trasporre in chiave fantastica una realtà, a volte difficile, di cui si ha esperienza.

Dal “Principe d’Egitto” all’”Era glaciale 2″, da “Tarzan” a “Cattivissimo me” o “Kung Fu Panda 1 e 2″: l’offerta di film d’animazione legati al mondo dell’adozione è molto ampia. In particolar modo la Disney ha prodotto frequentemente storie che ruotano attorno al concetto di abbandono; il suo fondatore, l’americano Walt Disney, fu a sua volta figlio adottivo di origini spagnole.

Nell’“Era glaciale 2″, solo per fare un esempio, si racconta indirettamente la storia adottiva della mammut Ellie che, cresciuta in una famiglia di opossum, si crede a sua volta una di loro tanto da dormire a testa in giù appesa ad un albero come i fratelli opossum Eddie e Crash. Solo con l’aiuto del protagonista riuscirà a riconoscere e valorizzare la sua identità senza scalfire il forte legame con i fratelli. Questo film d’animazione mette ampiamente in evidenza l’estremo bisogno del bambino di sentirsi parte della famiglia ma anche la necessità d’imparare ad armonizzare la sua doppia appartenenza; gli insegnanti possono proporre in classe la visione di questo film solo se si sentono successivamente pronti a rispondere alle domande degli alunni, in merito all’intreccio fra origini, diversità e appartenenza, con sensibilità e competenza.

Libri dell’infanzia sull’adozione

Un altro possibile mediatore è sicuramente un libro per l’infanzia sulla tematica adottiva. Il panorama editoriale conta molte pubblicazioni per la fascia d’età della scuola dell’infanzia e primaria mentre sicuramente meno numerosi sono, ad oggi, i libri di narrativa su questa tematica rivolti alla fascia d’età della scuola secondaria.

Alcuni esempi rispetto a percorsi didattici che vedono coinvolte letture per l’infanzia è visionabile nella sezione Schede organizzative per gli insegnanti

Canzoni e famiglia adottiva

Si può pensare di introdurre il concetto di adozione tramite l’ascolto di una canzone quale può essere, ad esempio, “Emilio”, canzone relativamente conosciuta, arrivata quinta al 47° Zecchino d’Oro. “Emilio” è il papà adottivo della bambina raccontata dalla canzone; un uomo somaticamente a lei molto differente ma profondamente vicino nell’ambito degli affetti. La musica è un linguaggio che riesce talvolta a veicolare significati profondi che vanno oltre il semplice testo della canzone e che coinvolgono pienamente i bambini.

La rosa di Gerico

La rosa di Gerico può rappresentare un mediatore didattico insolito, molto suggestivo e sicuramente affascinante per i bambini. Si tratta di una piccola pianta che si adatta a vivere in luoghi ad elevata siccità e si acquista sostanzialmente secca; una volta reidratata, nel giro di qualche minuto, i rametti si aprono, assumono una colorazione verde intensa e si assiste ad una vera e propria sua rinascita. Metaforicamente si può spiegare agli alunni che ogni bambino che nasce e cresce senza l’amore di una famiglia è un po’ come quella piantina secca; quella stessa rosa, se “innaffiata” dall’amore di mamma e papà, ha in sé tutte le potenzialità per trasformarsi in una vitale piantina verde brillante.

La gamma di scelta del mediatore didattico per parlare a scuola di adozione non è certamente limitata. Sta ad ogni bravo insegnante scegliere consapevolmente il mediatore più adeguato al proprio grado di conoscenza e/o approfondimento della tematica adottiva, al gruppo classe e  al percorso programmato.

Materiale per parlare di adozione a scuola

In questo sito è disponibile del materiale didattico:

A proposito dell'autore

Francesca Carioni
Mamma biologica, insegnante di scuola primaria e referente per l'adozione.