Lutto dell’infertilità e lutto dell’abbandono: come diventare una famiglia

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Elaborazione del "lutto" dell'infertilità e dell'abbandono

 

Se nella tua tesi di laurea hai trattato o intendi trattare argomenti quali adozione o affido, manda l’abstract a redazione@italiaadozioni.it. Saremo ben lieti di valorizzare la tua ricerca e di diffonderla tra operatori e famiglie che hanno a cuore questi temi.

“L’adozione come occasione di incontro ed elaborazione di due lutti”

Con la curiosità di un bambino, che domanda alla sua mamma e al suo papà: “da dove vengo?” e “come sono nato?”, pure io, spesso, mi sono posto e ho posto queste domande. Tuttavia, negli anni, consapevole del mio passato, prima di interessarmi ed interrogarmi rispetto alla nascita che avviene attraverso il grembo materno, la mia attenzione si è prevalentemente soffermata su quella che può essere una “nascita adottiva”: la nascita di una famiglia attraverso l’adozione. “Perché mi avete adottato?” e “Perché sono stato abbandonato?”, sono alcune delle tante domande che, per un lungo periodo, hanno accompagnato il mio crescere e il mio ricercare significati sulla mia storia personale e di coloro che sono uniti a me in un legame familiare.

La perdita del legame materno e il desiderio di genitorialità 

Difatti, io sono stato adottato, o per meglio dire: ci siamo adottati, io e la mia famiglia.

Le continue e costanti ricerche di senso e significato sull’adozione, che mi hanno accompagnato sin dalla tenera età, ben presto mi hanno permesso di trovare molteplici risposte alle mie domande; molte delle quali emerse alla luce di personali esperienze di vita concreta e vissuta.

Tuttavia, per soddisfare a pieno il desiderio e il bisogno di una maggiore ed approfondita conoscenza, non ho trovato sufficiente la sola esperienza individuale e le singolari risposte a qualche domanda di senso e significato. Mi occorreva qualcosa di più, che potesse essere ampliamente esaustivo e, ad ogni modo, complementare.

In linea con la curiosità e la voglia di aumentare maggiormente le mie conoscenze relative ai diversi e molteplici temi sull’adozione, differenti approfondimenti mi hanno permesso di ampliare il focus oltre al campo esperienziale ed individuale, permettendomi di coronare la mia laurea triennale in psicologia.

Il presente lavoro di tesi vuole essere un approfondimento di carattere bibliografico, che possa permettermi di arricchire le mie conoscenze e, non di meno, offrire un percorso che possa condurre il lettore a scoprire o ad approfondire alcuni degli aspetti che intercorrono e interagiscono tra loro nel complesso e sempre più mutevole ambito dell’adozione. In particolare l’approfondimento verte sull’Adozione Internazionale, con il suo Istituto per lo Stato Italiano e i relativi suoi protagonisti: i bambini in stato di abbandono, le richiedenti coppie che danno disponibilità all’adozione e gli Enti Autorizzati dalla CAI, Commissione per le Adozioni Internazionali.

Da numerosi riflessioni e diversi confronti, ritrovo nel tema del “lutto” il minimo comune denominatore che sta alla base di questi protagonisti dell’adozione. Da una parte il lutto del bambino a seguito della perdita del legame materno e paterno, dall’altra il lutto di una coppia che non riesce a adempiere al desiderio di genitorialità e, a permettere l’incontro di questi due lutti, gli Enti Autorizzati.

Adozione, incontro di due “lutti”

Diventa così “L’adozione come occasione di incontro e elaborazione di due lutti”, in cui cerco di comprendere come i bambini in stato di abbandono e le coppie che danno disponibilità all’adozione vivano parallelamente questo loro comune ma differente sentimento di lutto, e di come il percorso adottivo internazionale con gli Enti Autorizzati li porti al loro reciproco incontro. Tale approfondimento, che mi ha permesso di unire un percorso conoscitivo con uno esperienziale, rinforza ulteriormente in me un etico impegno di vicinanza, sostegno e accompagnamento, anche professionale, per chi ha sperimentato una condizione di lutto che lo ha condotto involontariamente o volontariamente ad avvicinarsi all’adozione. Pertanto, trovo importante che, a fronte di un aiuto nel comprendere e risanare gli stati di sofferenza, ci sia una protetta condivisione in processi e percorsi di rielaborazione e resilienza che rendano, per certi aspetti, accettabili le esperienze di lutto. Fermo restando, citando Victor Frankl,: “Tutto ciò che ci è più caro ci può essere strappato; ciò che non può essere tolto è il nostro potere di scegliere quale atteggiamento assumere dinanzi a questo avvenimento”.

Amit Costa

Università Pontificia Salesiana – Roma
IUSVE Istituto Universitario Salesiano  Venezia
Corso di laurea in Psicologia dell’Educazione
Relatrice  Prof. Lieta Dal Mas

Tesi di laurea triennale
“L’adozione come occasione di incontro e elaborazione di due lutti”
Anno Accademico 2013 – 2014

Per leggere l’abstract della tesi clicca qui

A proposito dell'autore

ITALIAADOZIONI
Redazione