Lettera di Roberta

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Questa lettera è per voi figli miei. Figli fortemente voluti, desiderati, attesi, cercati…

A te Edoardo mio piccolo-grande Principino biondo,
A te che come il sole dopo un uragano, sei entrato inaspettatamente nella nostra famiglia.
Con te è iniziato il nostro percorso per diventare genitori. Un percorso tutto in salita, ma che ci ha regalato la nostra gioia più grande…TU!

Sono stati anni non facili di attesa. Anni trascorsi faticosamente e con dolore. Dove giorno dopo giorno innalzavo una barriera per non soffrire. Dove, ti confesso, ho pensato a volte di mollare. Per la paura di non diventare mai mamma. Nonostante lo desiderassi ardentemente. Perché il tempo trascorreva senza di te e la tua assenza faceva male. Ma tanto male! Anche se non sapevo nulla di te. Quanti anni avevi, se eri maschio o femmina… Ma cercavo il modo di proteggermi. Per riuscire a “sopravvivere” nell’attesa di abbracciarti.
Ed invece ho fatto bene ad ancorarmi al tuo pensiero con le unghie e con i denti. Ad attaccarmi al tuo papà più che mai. Lui è stato la mia roccia. Perché ora il primo pensiero del mattino sei tu. Così come l’ultimo prima di addormentarmi. Sei la mia vita.
La ragione più profonda di ogni mio gesto.

Tu… Arrivato a pochi giorni di vita, dopo averti cercato per anni in Vietnam, fino a scoprire che eri a pochi passi da casa.
Solo quando ci hanno parlato di te ho capito che la nostra lunga e sofferta attesa era stata necessaria. Necessaria a darti il tempo per nascere, per prima cosa. E rinascere, poi, per noi.
Ed è così che mi hai sconvolto la vita… Troppo piccolo, troppo bianco, troppo… TUTTO.
Nel mio immaginario eri tutto l’opposto di come ti sei presentato.
Ma era te che stavo aspettando… dovevo solo fidarmi e affidarmi a te….
Non è stato tutto facile eh! Anzi.
Non ci sono stati rulli di tamburi, o campane a festa al nostro primo incontro.
Non è stato amore a prima vista, ma una fiammella che ha iniziato a bruciare piano piano fino a trasformarsi in un grande e meraviglioso falò.
Avevo paura… paura di lasciarmi andare… paura di essere la tua mamma… paura di amarti.
Perchè la sofferenza del “prima”, non voleva lasciare il posto alla gioia di adesso. Il mio cuore si era come “irrobustito” per proteggersi da altri dolori.
Un po’ come se, amandoti con tutta me stessa, tu potessi ferirmi.

Che sciocca sono stata! Tu non potevi ferirmi.
Tu potevi solo ri-darmi una nuova vita. Una vita ancora più bella di prima.

Ed è così che, anche io sono rinata per te, figlio mio. Piano piano, giorno dopo giorno trascorso insieme.
È con te che sono diventata mamma la prima volta, ed è stato indescrivibile.
Tu che hai metà del mio cuore. Tu che sei stato la mia forza nei momenti difficili di questi ultimi anni. A te, figlio mio, a cui ora stiamo chiedendo molto e ce la stai mettendo tutta per ritrovare un equilibrio a 4. Con fatica, arrabbiature e… tanto amore verso questa sorella appena arrivata. Una sorella arrivata “grande” come dici tu. Una sorella che: “Mamma non cambierei mai con nessuna la mia Chiara, lo sai?!?” Una sorella che adori ma con cui a volte sei in conflitto per le grandi attenzioni che richiede. Una sorella che, hai atteso con noi, e che ti ha fatto rivivere in parte la tua storia.

È a te Edoardo che va il mio grazie stasera e tutti i giorni. E a quasi 5 anni dal nostro incontro ti ri-dedico la “tua” canzone. La canzone che ci ha accompagnato i primi giorni di… NOI!

Eppure sentire (un senso di te) – Elisa.

A un passo dal possibile
A un passo da te
Paura di decidere
Paura di me
Di tutto quello che non so
Di tutto quello che non ho…

E a te Chiara piccola-grande donna…
A te che sei sempre stata nei nostri pensieri. Già al tempo in cui cercavamo tuo fratello.
Forse perché ho sempre sognato 2 figli (anzi a dire il vero 3).
Forse perché adoro essere mamma.
Ed è con queste convinzioni nel cuore e nella mente che dopo qualche anno dall’arrivo di Edoardo abbiamo iniziato a cercarti.

Te, che da pochi mesi, sei entrata come un ciclone nelle nostre vite. Inaspettatamente come è successo per tuo fratello.
Perchè con voi, figli miei, è così. Non c’è niente da fare!!! Vi cerchiamo in un paese, ma siete voi, a decidere dove nascere. E ad indicarci la strada per arrivare a voi. E una volta avervi incontrati, capire che solo voi potevate essere i nostri figli.
Perché c’è un legame, tra voi, che non poteva essere ignorato. Un legame, tra voi, che mi ha fatto sobbalzare il cuore e dire… E’ lei! Siamo così passati da una lunga e difficile attesa sull’Etiopia a scoprire che ci aspettavi in Polonia.

E questa lettera è per te, figlia mia, che mi rivolti come “un calzino”.
Che sradichi le mie certezze di madre…
È, forse, con te che sono diventata pienamente mamma. Nel momento in cui ho avuto due figli.
Perché in questo caso scompaiono gli assoluti, devi riferirti ad ogni figlio secondo modalità diverse, e ti metti più in discussione.
A te che hai preso l’altra metà del mio cuore fin dalla prima volta che ti abbiamo vista.
Con una storia completamente diversa da quella di tuo fratello con cui fare i conti.
2 anni e mezzo senza la tua famiglia. Possono sembrare pochi dal di fuori. Ma non è così.
2 anni e mezzo che pesano, pesano eccome.
Perché, io che ho sempre bisogno di avere tutto sotto controllo, non ci riesco. Fatico a volte a capire il confine di cosa è giusto e cosa no con te.
Dove c’è la tua storia dietro e dove invece sei solo una bimba della tua età.
A volte uso accortezze “esagerate”, perché ho timore di non darti abbastanza.
Abbastanza attenzione, abbastanza coccole, abbastanza baci, abbastanza abbracci…
Razionalmente so che non è così, e ha ragione papà. Che non è che dietro ad ogni pianto ci sia “qualcosa”.
Forse è vero, e mi rendo conto che a volte fatico a dirti di no. Cosa che con tuo fratello non facevo.
Perché tu furba lo sei eccome! E io una “polla”!
Tu caparbia e sensibile cosi come sei. Che piano piano ti lasci conoscere e riconoscere sempre più.
Che mi fai arrabbiare cosi tanto da far crescere in me i sensi di colpa a fine giornata.
Ma che mi insegni a mettermi in discussione sempre. Ad avere pazienza e a rispettare i tuoi tempi.
Che non tutto ciò che vale per tuo fratello vale anche per te e viceversa. Che fare differenze non è sempre giusto, ma nemmeno sempre sbagliato.
A te che sei meravigliosamente complicata come sei.
Sei arrivata dopo una grande prova, e so che se ce l’ho fatta, è stato grazie alla presenza di tuo fratello e al pensiero di te.
Vorrei ri-darti il tempo lontano da noi e dagli affetti, dalle sicurezze, dall’amore di una famiglia.
So che io posso farlo “solo” da quando ci siamo incontrati in avanti. E’ solo che vorrei farlo anche per “il prima di noi”.
Però ti prometto che farò del mio meglio. Per farti capire ogni giorno un po’ di più che Papà, il tuo fratellone ed io saremo il tuo punto fisso, e lo saremo per sempre.

E allora Grazie! Grazie per essere arrivata a completare la nostra famiglia.
E anche a te lascio le parole della “tua” canzone:

Ci sei sempre stata – Ligabue.

Più ti guardo e meno lo capisco
da che posto vieni
forse sono stati tanti posti
tutti da straniera

quando il cielo non bastava
non bastava la brigata
eri solo da incontrare
ma tu ci sei sempre stata

quando si allungava l’ombra
sopra tutta la giornata
eri solo più lontana
ma tu ci sei sempre stata

La vostra mamma felice.


Elenco di tutte le lettere 2013
Elenco di tutte le lettere 2014

 

Nota: L’ordine di pubblicazione non segue alcun criterio di merito

Contenuti e immagini in collaborazione e concessione del

 

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ITALIAADOZIONI
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