Lettera di Maria

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Cara mamma,

in tutti questi anni ho pensato a te ogni giorno. Non c’è dolore nel pensiero , ma desiderio di condivisione con te per tutto ciò che entrato nella nostra vita dopo che te ne sei andata.

Vorrei parlarti delle mie figlie e dei miei nipoti. La prima c’era quando ci hai lasciato, ma non sai che è diventata una donna e una mamma meravigliosa. Quando frequentava le superiori, noi le abbiamo portato dall’India la prima sorella e dopo dieci anni la seconda. Era la tua nipote preferita, ma adesso ti piacerebbero molto anche Anju e Puja . Papà ha fatto in tempo a conoscere Puja prima di andarsene anche lui.

Loro sono cresciute e sono diventate due ragazze superando problemi grandi e piccoli. Qualcosa mi dice che tu sapessi tutto anche da lì dove ti trovi e adesso spiego anche perché.

Anju è nata il 22 agosto, stessa data del tuo matrimonio con papà; il decreto di adozione porta la data del 10 aprile, giorno del tuo compleanno ed è stato ratificato in Cancelleria del Tribunale per minorenni il 3 maggio, giorno della tua morte. Naturalmente gli anni cambiano, ma le coincidenze sono troppe.

Con Anju abbiamo dovuto lottare molto per il suo carattere in apparenza forte, ma in realtà chiuso, insicuro e orgoglioso. Quando ormai era diventata adulta, a 21 anni si è ammalata, ma credo che tu ci sia sempre stata vicino insieme a papà. Lei mi ha raccontato che durante il suo ricovero ha sognato il nonno con la signora della foto che teneva un fiore in mano e le diceva: “ Andrà tutto bene !“

Infatti quando abbiamo realizzato ciò che ci stava accadendo siamo entrati in una nuova dimensione, ma ce la stiamo cavando bene. Dobbiamo ringraziare anche la nostra prima figlia che ci ha accudito e sostenuto nei primi mesi della malattia e ci ha introdotto nel mondo del disagio mentale che lei frequenta già da anni per lavoro. Quando si adotta un bambino si immagina che potrà avere qualche difficoltà e si fronteggiano con l’aiuto di associazioni e gruppi per genitori come quelli dell’Anfaa. Si ricorre anche ad uno psicologo, talvolta, ma non si può immaginare tutto quello che dovremo vivere.

Quando non tornava nelle lunghe notti d’inverno, io l’ho attesa; quando non parlava e famiglia era altrove, io l’ho attesa; quando mi mancava e lo negavo, l’ho attesa; quando ho rinunciato ad averla, è tornata per farsi amare.

Abbiamo trascorso mesi a stupirci di tutti i cambiamenti e a darle tutte le attenzioni che prima rifiutava. Pian piano, grazie agli operatori giusti che continuano a lavorare come Franco Basaglia ha insegnato a fare, si può accettare la malattia e trovare conforto dai gruppi di sostegno per famigliari.

Si scopre una realtà nuova e non si tollerano più risolini e battutine rivolti nei confronti di persone che soffrono. La famiglia si è unita per affrontare il problema e adesso, dopo un anno dall’esordio ci sentiamo più forti e fiduciosi.

La tua terza nipote e molto carina e determinata. Ha appena terminato la scuola alberghiera e lavora saltuariamente in un albergo. Ha superato dei problemi fisici importanti e ha dovuto subire un intervento chirurgico. Quando è arrivata era già grande, ma questo non le ha impedito di sentirsi parte della famiglia anche perché ne desiderava una con tutta la sua volontà e la tenacia l’ha aiutata nei primi anni quando tutto pareva insuperabile.

Siamo anche diventati nonni molto giovani grazie alla prima figlia, io avevo 37 anni e mio marito 38! Adesso i nipoti sono due e ne andiamo molto fieri.

Siamo diventati ricchi, mamma cara, con i nostri sogni nelle tasche che ancora non abbiamo svuotato del tutto.
Ogni volta che riuniamo la famiglia ci sentiamo in pace con noi stessi.
Se puoi continua a darci un’occhiata insieme a papà.

Cari saluti,

tua figlia Maria


Elenco di tutte le lettere 2013
Elenco di tutte le lettere 2014

 

Nota: L’ordine di pubblicazione non segue alcun criterio di merito

Contenuti e immagini in collaborazione e concessione del

 

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ITALIAADOZIONI
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