Legami adottivi e punti di vista

Print Friendly

Riflessioni di una donna, figlia adottiva

Ho partecipato al secondo incontro di Legami adottivi. Il convegno era improntato sulla restituzione delle tematiche emerse nei gruppi di lavoro del primo incontro di giugno rivolto ad adulti adottati. Gli workshop di giugno vertevano su: l’io adottivo nelle relazioni di amicizia, in quelle di coppia e con l’arrivo dei figli.

Anche io, come le referenti di Legami, sono stata adottata e negli ultimi mesi mi sono avvicinata al mondo dell’adozione, non solo come figlia, ma anche come donna adulta, con curiosità, interesse, consapevolezza di quello che è stato il mio vissuto.

Ho trovato affinità con i loro pensieri e li ho avvertiti come fossero i miei, quando ci hanno detto che gli adottati ad un certo momento della loro vita, dovrebbero uscire dal ruolo di figli e dirigersi verso quello di adulti, nell’essere compagni, genitori e amici.

Si è dato anche spazio ai partners che attivamente hanno partecipato all’incontro e sono sicuramente le persone più coinvolte nel vissuto dell’adulto adottato. Ho trovato, personalmente, questo aspetto molto positivo, in quanto non è usuale dare voce a chi nella quotidianità vive il rapporto con l’io adottivo.

Il momento  dove mi sono sentita più arricchita, è stato sicuramente la seconda parte del convegno, dove una vasta tavola rotonda ha permesso uno scambio diretto tra tutte le persone che vivono a stretto contatto con il mondo adottivo e che hanno collaborato alla realizzazione del convegno.

Alla fine della giornata si è dato ampio spazio al pubblico e ho trovato decisamente interessante vedere come i partecipanti siano intervenuti un po’ tutti nel dibattito, ognuno ponendo delle domande e portando un pezzo della propria esperienza sempre nel confronto diretto con gli operatori.

Al riguardo mi ha fatto molta tenerezza l’intervento di una giovane ragazza adottata che ha espressamente chiesto alle organizzatrici quale era stato il loro percorso e quanto tempo avevano impiegato per arrivare ad essere le donne che sono ora.

Credo che la risposta più appropriata sia che ognuno deve intraprendere il proprio percorso e che il cammino di maturazione è finalizzato allo stare bene, nonostante la strada da percorre possa essere lunga e faticosa. Mi sono ritrovata ampiamente  in questo passaggio perché l’ho vissuto sulla mia pelle.

Quattro donne, quattro amiche, stanno facendo nascere il loro progetto sulla base dell’interesse che hanno per il mondo adottivo, chi a livello professionale, chi personale, con l’obiettivo comune di riuscire a realizzare qualcosa di utile per loro e per gli altri nel mondo adottivo.

Ci tengo a nominarle una ad una: Devi, Maria, Sangeetha, Juliana, grazie, io tifo per voi!

Jenis

Riflessioni di una donna, mamma adottiva

Molto interessante ascoltare il punto di vista della persona adulta adottata, quanto la storia precedente l’adozione influisca su tutti gli ambiti relazionali(amici/patner) inducendo modalità di attaccamento talvolta distorte (vedi necessità di testare continuamente i limiti di tenuta della relazione, necessità di continue conferme , necessità di essere costantemente “visti”), sintomo di una fragilità interiore .

Nello stesso tempo però capisci che se viene intrapreso un cammino di crescita interiore fin dall’inserimento del bambino adottato nella famiglia, queste difficoltà possano essere contestualizzate e superate brillantemente  non condizionando in modo sostanziale la vita adulta.

Altro importante capitolo emerso è stato quello dell’importanza di un rapporto costruttivo  con i genitori adottivi, da loro riferiti come frequentemente iperprotettivi . Credo sia un atteggiamento inconscio , non voluto. Credo fermamente nel compito di noi genitori, soprattutto adottivi, di rendere progressivamente autonomi e indipendenti i nostri figli che devono divenire “unici” protagonisti della loro storia con  luci ed ombre, come del resto è la storia di ognuno di noi.

Altrettanto interessante è stato ascoltare quale sia il rapporto che i figli adottati adulti hanno con la propria maternità/paternità . Come la visione che essi hanno dei propri genitori biologici si rifletta poi sulle paure (vedi paura di trasmettere i geni dell’incapacità all’accudimento) , sui sentimenti di rabbia/comprensione da loro provati durante questo momento estremamente importante del passaggio all’età adulta .

Anche qui credo molto nel ruolo svolto da noi genitori adottivi evitando di avere un ruolo giudicante nel bene e nel male nei confronti dei genitori biologici, condannando eventualmente le loro  azioni( abbandono, maltrattamento /incuria) ma salvando la loro persona.

Ultimo argomento che mi ha colpito è stato il viaggio di ritorno alle origini   e l’importanza che questo venga effettuato senza alcuna interferenza da parte del genitori come vero e proprio passaggio all’età adulta.

In conclusione mi è sembrato un incontro pieno di spunti di riflessione per noi genitori e sicuramente molto arricchente sia per chi ha partecipato attivamente ai lavori sia per chi era presente in sala.

Maria Giovanna

A proposito dell'autore

ITALIAADOZIONI
Redazione