Le emozioni e i colori dell’adozione

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Opera di Giulia Salza (tutti i diritti riservati)

La curiosità umana e l’apertura culturale ancora una volta dimostrano di essere ingredienti rilevanti per potersi avvicinare alla realtà adottiva, da qualunque parte la si incontri: a scuola, nel sociale o in occasioni speciali. Proprio come in questa esperienza di ascolto delle voci e delle storie del libro di Italia Adozioni accolte con calore a Torino in una cornice di festa e di colori.

L’idea dell’adozione mi ha sempre affascinata. Avendo vissuto un’infanzia felice grazie a due splendidi genitori, mi sono sempre chiesta come potesse essere la vita di un bambino senza un padre e una madre e ho sempre pensato che l’adozione fosse il miglior modo per donare due genitori a un bimbo e un figlio a una coppia impossibilitata ad averne.

Così, quando mi è stato chiesto di partecipare attivamente all’evento “I colori dell’adozione: tra narrazione e pittura”, che si è tenuto a Torino il 13 maggio nella sede dell’Associazione Outsider Onlus al Cottolengo, non ho esitato. Chi mi conosce sa quanto poco mi piaccia stare al centro dell’attenzione, eppure, dentro me la risposta era pronta prima ancora che mi venisse fatta la domanda: “Vorresti leggere una lettera tratta dal libro Cara Adozione?” “Sì!”

Così, ignara delle emozioni che mi avrebbe suscitato ascoltare i racconti delle persone presenti all’evento, mi sono apprestata a leggere “Il fascino misterioso della tenerezza”, così si intitolava la lettera che mi è stata assegnata, una lettera scritta da una sorella al proprio fratello adottivo, tratta dallo splendido libro “Cara Adozione”, presentato in quell’occasione.

La voce mi tremava, quasi non voleva uscire… e non perché stessi parlando davanti a un pubblico, ma per l’atmosfera colma di emozioni e di colori. Colori, come quelli raccontati da Sveva, mamma adottiva e autrice, insieme a Irina, del blog I colori delle mamme. Considerando che ero la prima a leggere, avevo già compreso che sarei uscita da quell’incontro con i lacrimoni agli occhi.

Dopo l’introduzione di Sveva, che ha spiegato le motivazioni che l’hanno portata alla creazione del blog, il susseguirsi di letture tratte dal libro e intervallate dai post dello stesso blog, interpretate egregiamente dalla voce dell’attrice Eleonora Frida Mino e accompagnate dalle opere di pittura realizzate dal vivo da Giulia Salza, terza anima del blog, hanno riempito la sala di tutte le luci dell’arcobaleno. Sì, perché la domanda ricorrente del pomeriggio è stata: “Qual è per te il colore dell’adozione?”. Diversi i punti di vista: dal nero della scoperta dell’infertilità, all’azzurro del cielo, che ti porta il dono della gravidanza nel momento più inaspettato…fino ad arrivare al bianco della luce…perché l’adozione è un cammino a tratti tortuoso ma che, se si ha il coraggio di intraprendere, porta luce nella propria vita.

Due, in particolare, i punti di vista che mi hanno colpita. Il primo, la distinzione tra mamma di pancia e mamma di cuore…una metafora per indicare la mamma biologica e la mamma adottiva.

Live painting di Giulia Salza

La mamma di cuore, per indicare quest’ultima, è un’espressione che suona come una poesia. Il cuore, centro motore dell’apparato circolatorio e propulsore del sangue, mi ha subito fatto pensare all’amore. L’amore che lega un genitore a un figlio, a prescindere dal legame di sangue. Il cuore, associato al colore rosso dirompente del fuoco, di una nuova energia, di mani piene di vita nell’abbracciare finalmente il proprio figlio…secondo le parole di Sveva.

A smorzare la commozione, l’intervento di un papà adottivo che ha raccontato in maniera giocosa la sua prima telefonata con la figlia cilena e di come il solo sentire la sua voce gli ha fatto superare anche gli ostacoli che può comportare il parlare due lingue diverse. Il tema affrontato anche da una visione maschile, dunque, dal punto di vista dei papà. E ancora, i nonni.

Inaspettato, semplice e al contempo colmo di emozione e amore, l’intervento del papà di Sveva che con poche parole è riuscito a trasmettere in maniera limpida la gioia dei nonni nel vedere per la prima volta il proprio nipote. Quest’ultimo intervento ha inconsapevolmente lanciato un invito: il prossimo evento potrebbe riunire tutti i nonni adottivi…sarebbe bello ascoltare anche le loro esperienze, perché se per una mamma e un papà avere un figlio è una gioia, gioia ancora più grande è quella per un nonno di vedere i propri nipotini.

Io non sono figlia adottiva, non sono madre né tantomeno madre adottiva e proprio per questo sono rimasta colpita dalle emozioni che ha generato in me prendere parte a questo evento. Tante le riflessioni che mi ha suscitato, dalle potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione (il blog in questo caso) nella condivisione di un’esperienza di vita, alla forza dell’essere umano nell’affrontare le difficoltà che comporta intraprendere un percorso di adozione, fino a vedere la luce!

Alla vigilia della festa della mamma, l’evento non poteva che concludersi con un augurio a tutte le mamme…che siano di pancia o di cuore, non fa distinzione!

Simona Fortuna

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ITALIAADOZIONI
Redazione