La “vulnerabilità unica”

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Crystal Springs Museum of American Art Chinese Sisters Adoption Reunion July 29, 2012 13, ph Steven Depolo, (c.c. Flickr)

Una ricerca svolta dall’Università di Macerata e dall’’Universidad Nacional de San Luis sugli adolescenti e i giovani adottati in Italia e in Argentina e un invito a contribuire all’indagine con la compilazione di un questionario anonimo.

L’adozione presenta molteplici aspetti delicati, sia sotto il profilo culturale e valoriale, sia sul versante specificamente tecnico, clinico e sociale. È una realtà complessa, in cui il valore del biologico, l’eventuale differenza etnica, la costruzione di un legame di attaccamento, le possibilità di recupero di bambini che hanno vissuto esperienze più o meno gravemente sfavorevoli, sono solo alcuni dei temi più significativi. Ciò non significa che tutti i bambini siano destinati ad avere problemi, ma nell’insieme, come gruppo, sono più a rischio, rispetto ai coetanei. In realtà, gli individui hanno modalità e risorse per affrontare l’adozione: alcuni alla fine la vivono in modo resiliente e ne sono scarsamente colpiti, altri percepiscono il fatto di essere stati adottati come stigmatizzante, minaccioso o potenzialmente dannoso. Per tale ragione sembra importante innanzi tutto parlare più di persone che sono state adottate piuttosto che di una persona adottata, spostando l’accento da fattori prettamente disposizionali a variabili più situazionali. Di fronte a tale “vulnerabilità unica”, cioè all’insieme dei vissuti adottivi e degli aspetti individuali, non può esistere un individuo uguale all’altro. Anche se si è convissuto nello stesso istituto, con modalità similari di trattamento e di permanenza, ognuno manifesterà i propri disagi, il proprio attaccamento e la propria gioia di vivere in modo totalmente singolare (Fermani A. e Muzi M., 2014)

Attualmente i ricercatori, gli operatori e gli educatori che si occupano di adozione sono chiamati a riflettere e indagare questioni sempre più profonde. Negli ultimi due decenni le ricerche sull’adozione hanno focalizzato l’attenzione sui bambini che sono stati adottati trascurando la fase adolescenziale. L’adolescenza è caratterizzata da diversi compiti evolutivi biologici e anche psichici come la separazione, l’individuazione, ma soprattutto la costruzione dell’identità. La costruzione di un senso di Sé stabile e sicuro, alla base del senso di identità personale, è uno dei compiti primari dello sviluppo psicologico per tutti gli adolescenti e i giovani. Il compito che si trovano però ad affrontare i ragazzi che sono stati adottati è duplice visto che, da un lato, le condizioni “normali” dell’adolescenza potrebbero essere potenziate e di conseguenza anche più complesse da gestire e, dall’altro lato, i ragazzi dovranno confrontarsi con le specificità del percorso adottivo. In questo percorso di acquisizione dell’identità il ruolo dei genitori può essere determinante, così come il gruppo dei pari e la cultura del Paese di adozione. A questo punto Il confronto tra Paesi diversi con presupposti istituzionali e stili di vita differenti può diventare dunque importante ed urgente.

Per questi motivi i ricercatori A. Fermani[1], M. Muzi[2] e C. A. Pereyra Cardini[3] dell’Università degli Studi di Macerata, insieme al gruppo di ricercatori condotto dal Prof. E.R. Parisì[4] dell’Universidad Nacional de San Luis (Argentina) stanno svolgendo una ricerca sulla costruzione dell’identità negli adolescenti e giovani che sono stati adottati sia in Italia che in Argentina. La ricerca in generale si propone, attraverso l’utilizzo sia di metodi quantitativi, sia qualitativi di porre a confronto la realtà argentina con quella italiana identificando l’impatto esercitato dai genitori e dal gruppo dei pari nell’acquisizione dell’identità e nel conseguente adattamento in termini di soddisfazione per la vita (inclusa le modalità di ricerca delle origini), di autostima e capacità di autodeterminazione. È stato creato ad hoc un questionario anonimo online rivolto a tutti gli adolescenti e i giovani che sono stati adottati e che è possibile compilare nel seguente link https://docs.google.com/forms/d/1nAvJvjVougDVsSwuS0NOuXK5NoJivPz4aIKV-SHcESE/viewform oppure sulla pagina facebook: Ricerca Universitaria Italia Argentina.

Benché l’adozione possa rappresentare un vantaggio per i minori, rendendo stabili le loro vite, migliorando una sana crescita, garantendo un’affettività continuata e sicura, essa pone delle sfide ai genitori e al contesto di sviluppo, che possono influire sull’autostima, sull’identità, sulle relazioni e sull’adattamento in generale.

 

Riferimenti bibliografici

Fermani, A. e Muzi, M. (a cura di) (2014). La “vulnerabilità unica”. Paradigmi teorici, contributi di ricerca e riflessioni sull’adozione. Pesaro Urbino. Aras Edizioni (ISBN 9788898615384)


[1] Alessandra Fermani è Ricercatore confermato e docente di Psicologia Sociale all’Università di Macerata. È Coordinatore del curriculum in “Psychology, Communication and Social Sciences della stessa Università. L’attività di ricerca è focalizzata alla costruzione dell’identità in adolescenza e giovinezza.

[2] Morena Muzi è Ricercatore confermato e docente di Psicologia dello Sviluppo all’Università di Macerata. Ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze dell’Educazione e analisi del territorio. Collabora con il Centro di ricerca in Psicologia dello sviluppo e dell’educazione della stessa Università. I suoi interessi si rivolgono all’approfondimento della Teoria dell’attaccamento.

[3] Carlos A. Pereyra Cardini ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Pedagogiche con una tesi sul tema dell’inserimento dei minori che sono stati adottati sia in famiglia che negli Istituti Scolastici. È iscritto al Dottorato di ricerca in Human Sciences dell’Università degli Studi di Macerata in co-tutela con l’Università di San Luis (Argentina).

[4] Elio Rodolfo Parisi è Ricercatore e docente di Psicologia Sociale e di Psicologia Politica all’Universidad Nacional de San Luis (Argentina). Ha conseguito un dottorato di ricerca in Psicologia nella stessa Università. È relatore in diversi seminari su tematiche sociali, dei diritti umani e di epistemologia in università argentine, spagnole e italiane.

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ITALIAADOZIONI
Redazione