La tua mamma è finta!

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Katia Ranalli, Il compleanno di Rosapilla

“Un giorno, avevo allora quattro anni, una mia compagna di scuola mi disse: “La tua mamma è finta, la mia è vera”. Non le risposi. In fondo, che cosa le dovevo dire? Aveva semplicemente torto e per me era del tutto evidente. Non capiva assolutamente nulla!” Per aiutare la figlia a raccontare la propria storia ai compagni di classe, una mamma inventa una fiaba che aiuterà tutti a fare chiarezza.

Un giorno la maestra, che a me stava anche simpatica, aveva deciso di parlare in classe del momento della nostra nascita, proprio del momento in cui si viene al mondo e si guarda la luce, dopo essere stati per tanto tempo in una pancia. Avevo chiesto alla mia mamma (vera) di parlarmene, ma la risposta era stata per me facile ma per i miei compagni molto difficile: “Io – disse la mia mamma – non c’ero e non posso sapere come sia stato il momento della tua nascita”.
È ovvio che la mia vera mamma non ci fosse… era dall’altra parte del mondo ad aspettarmi. Chi c’era allora? La mia mamma biologica. Io a quattro anni già lo sapevo perfettamente. Ma i miei compagni proprio no.
Quando ho provato a raccontarlo in classe è venuto fuori un pasticcio tremendo! Anche perché ognuno sul momento della propria nascita aveva opinioni molto diverse e strane. Uno dei miei compagni, ad esempio, diceva di ricordarsi il momento della nascita! Ma come è possibile? Nessuno se lo ricorda. Così diceva che anch’io dovevo ricordarmelo… Poi, la simpaticona di prima, disse la famosa frase: “Allora la tua mamma è finta!”.
In quella classe, a dire la verità, non ci stavo molto bene. I bambini, a volte, proprio fanno fatica a capire o non vogliono capire le cose che non conoscono.
A casa la mamma mi spiegava e rispiegava tutto. Ma io lo sapevo già benissimo! Erano gli altri a non capire nulla! E da me non volevano sentire spiegazioni. Così provai con la maestra che però continuava con le sue lezioni e adesso stava già parlando dell’albero genealogico.
Ci aveva fatto disegnare un albero sui rami del quale dovevamo mettere i nomi dei nostri parenti più stretti secondo un ordine preciso. I genitori più vicini, poi i fratelli, i nonni, gli zii, i cugini… Io, per non correre rischi, e soprattutto per non dover rispondere alle stupide domande dei miei compagni, avevo riempito l’albero di “cugini”. Non c’erano mamme, papà, zie, zii, nonne o nonni, ma solo tantissimi cugini sistemati su ogni ramo (che, detto tra noi, di cugini ne ho solo quattro!).
La mia mamma, che era venuta a prendermi a scuola e aveva visto il mio stupido albero, e che sapeva la storia della “mamma finta”, mi disse che bisognava fare qualche cosa. Bisognava far capire ai miei compagni come vanno le cose del mondo.
Così una sera si mise a scrivere una fiaba. La protagonista ero io. Che bello! Una piluzza. Che cosa sono i piluzzi lo scoprite leggendo la favola.
Comunque venne a leggerla a scuola. Qualcuno capì qualche cosa in più e mi lasciò in pace. Qualcuno ancora non ci arrivava. Servivano delle immagini!
Allora la mamma chiese a una illustratrice di intervenire. Che magia! I piluzzi avevano una forma ben definita ed io ero bellissima, tutta rosa.
Così la mamma lesse la fiaba per la seconda volta in classe, ma con l’aiuto delle immagine e… miracolo! Tutti capirono!
Ora ho nove anni (quasi), ma la fiaba mi serve ancora. Continuo a incontrare bambini (e anche adulti) che proprio non capiscono che cosa sia l’adozione. E per non correre il rischio di sentirmi dire ancora che la mia mamma è finta (ma se le do un pizzicotto, visto che è qui di fianco a me, grida e quindi… altro che finta!) regalo una copia della fiaba a chiunque mi faccia una domanda strana…
Buona lettura anche a voi!

Bae
PS: la fiaba si intitola Il compleanno di Rosapilla. L’autrice, la mia mamma, è sotto pseudonimo (Lella Bae). Abbiamo scelto il nome insieme… Bae sono io… e l’illustratrice, per me bravissima, è Katia Ranalli. Anche l’editore è molto simpatico. E io lo ringrazio!

Lelle Bae, Katia Ranalli, Il compleanno di Rosapilla, Jouvence 2014.

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ITALIAADOZIONI
Redazione