La storia, una storia, la mia storia

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Focus, ph John Morgan, (c.c. Flickr)

Con l’inizio del nuovo anno scolastico vi proponiamo di partecipare a una petizione indirizzata alle case editrici di testi per la scuola primaria. Italiaadozioni, con tutti gli altri sottoscrittori, chiede di modificare le pagine  sull’approccio alla storia personale, perché diventino inclusive della storia di tutti i bambini. Crediamo, infatti, che la scuola abbia la responsabilità di formare con attenzione e sensibilità  tutti i suoi alunni.

Mio figlio adottivo frequenta la seconda elementare… Compito per domani: incolla sul quaderno la tua foto appena nato, chiedi alla mamma di mostrarti la tua prima ecografia e porta un oggetto legato alla tua nascita. Mi guarda tristissimo e non so come spiegargli, perché le maestre non hanno pensato a lui, a lui che non ha una storia da raccontare, una foto da ammirare, un oggetto che faccia affiorare un sorriso…

Faccio un giro veloce sul web, alla ricerca delle schede didattiche proposte da maestre per maestre, per affrontare il programma di storia della seconda classe della scuola primaria… Trovo consigli di questo tenore: “Ecco i nostri oggetti personali, ognuno di noi racconta la storia familiare legata alla sua infanzia…”, “Qualche anno fa eri molto diverso da come sei ora, incolla nella cornice una foto di quando eri neonato…”, “I bambino sono invitati a raccontare tutto ciò che ricordavano della loro prima infanzia, poi ognuno ha scelto alcuni momenti particolari e li ha trascritti. Nel frattempo le maestre hanno chiesto la collaborazione dei genitori, i quali hanno partecipato a casa ai lavori dei figli mostrando loro foto, ricordi e oggetti dell’infanzia”…

Ed eccoci qui, noi genitori adottivi con i nostri figli che ci guardano sgomenti, che sanno già che non li possiamo accontentare, che dell’infanzia non ricordano nulla, oppure che preferiscono non ricordare… Come affrontare questo momento in cui, in seconda elementare, si gettano le basi dello studio della storia, dell’importanza delle fonti scritte, orali e iconiche, senza turbarli?

Le soluzioni ci sono e sono molte, a partire da quelle già presenti sul nostro sito nella sezione LA SCUOLA, ma occorre in primo luogo agire alla fonte, facendo in modo che anche gli scrittori e gli editori dei libri di testo abbiano una maggiore sensibilizzazione al proposito: occorre sostituire le schede operative in modo tale che ne possa usufruire chiunque, qualunque sia la storia personale e familiare.

Da qui la nascita della petizione pensata dalla dottoressa Livia Botta (www.adozionescuola.it) che vi invitiamo a firmare, diffondendola il più possibile. Si tratta della richiesta alle case editrici di rendere “inclusive” le pagine di storia, in modo che qualsiasi bambino ne possa usufruire, tenendo conto che gli avvenimenti del passato sono per tutti diversi, e per qualcuno difficoltosi… Un gesto semplice ma che può aiutare tantissimo a non sentirsi diversi.

La raccolta firme è iniziata da qualche mese e poco dopo l’avvio sono già sono arrivate 460 firme individuali e 14 adesioni di associazioni. La loro ricchezza sta nell’estesa e variegata provenienza, sia dal punto di vista regionale che dalle “categorie” che si sono sentite coinvolte dalla petizione. Ma ancor più significative sono le motivazioni di chi ha firmato. Più che semplici firme, si tratta infatti nella stragrande maggioranza di testimonianze che “parlano”, sia riportando esperienze vissute in prima persona, sia – per chi non è direttamente coinvolto – riconoscendo la necessità che la scuola diventi più aperta e inclusiva di tutte le differenze, oltre a fare la sua parte per il superamento degli stereotipi. E’ possibile leggere tutte le motivazioni e le testimonianze sul sito di AdozioneScuola.

La petizione resterà aperta fino a fine settembre, soprattutto per dar modo agli insegnanti di coinvolgere i loro colleghi e le loro scuole nella fase di avvio anno scolastico. Presentare la petizione in collegio docenti può essere uno strumento prezioso.
Non dimentichiamo che scopo della petizione non è solo quello di arrivare a una modifica dei libri di testo, ma anche di sensibilizzare le scuole alla problematica.  Sarebbe quindi un segnale importante – oltre che un incentivo alle case editrici – se si raggiungesse una buona adesione di docenti!

Simona Schenone

Mamma adottiva  e mamma biologica e insegnante di secondaria di primo grado

 

 

Link diretto alla petizione QUI

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