La revoca del mandato: domande e risposte

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Signing Paperwork, ph Dan Moyle, (c.c. Flickr)

Domande e risposte su un’eventualità che, purtroppo, può capitare e sulla quale occorre essere informati: la revoca del mandato da parte della coppia o dell’Ente. 

Una coppia aspirante adottiva, per poter procedere con l’adozione internazionale, deve ottenere innanzitutto il Decreto d’idoneità e poi deve procedere con la scelta dell’Ente Autorizzato a cui conferire il proprio mandato. Dalla data di emissione del Decreto d’idoneità da parte del Tribunale dei Minori di competenza, la coppia ha un anno di tempo per scegliere l’Ente tra quelli presenti nell’Albo. Questo tempo serve per informarsi tra le varie possibilità e per poter scegliere consapevolmente. 

Una volta scelto l’Ente a cui affidare il compito di trovare il proprio figlio nel mondo, viene stipulato un contratto tra le parti. I genitori conferiscono il mandato all’Ente prescelto e quest’ultimo si impegna a portare a compimento l’abbinamento tra il minore e la sua famiglia adottiva. Nella stragrande maggioranza dei casi tutto va a buon fine, si forma la nuova famiglia con grande soddisfazione e gioia. I rapporti con l’Ente proseguono nel tempo sia attraverso gli incontri conviviali, sia attraverso gli appuntamenti per redigere le relazioni da inviare al Paese d’origine del minore, ove richiesto nel post-adozione.

Purtroppo però a volte capita che ci si trovi di fronte a problematiche che inficiano il rapporto di fiducia tra i genitori e l’ente. Fiducia che invece deve esserci assolutamente, insieme alla massima trasparenza. In questi casi è prevista la revoca del mandato da parte di entrambe le parti coinvolte. Per questo motivo è bene avere chiaro cosa succede con l’ente prescelto, nel caso della malaugurata ipotesi che si debba arrivare alla revoca del mandato, sia che la revoca venga chiesta dalla coppia sia che venga richiesta dall’ente stesso. 

Come regolarsi con i soldi già versati? Se sono già stati consegnati documenti, certificati e fotografie della coppia devono essere restituiti? Se il dossier della coppia si trova già in uno stato straniero, l’ente deve occuparsi del reperimento e del suo invio ai genitori? Chi deve sostenere questi costi? Conviene che la coppia nella conoscenza degli enti, si informi e abbia chiaro anche questo aspetto, per poter scegliere con maggiore serenità.  Ovviamente ogni ente fornirà ai futuri genitori le risposte con le proprie specifiche peculiarità.

Da parte nostra abbiamo chiesto in generale al nostro avvocato Monica Ravasi alcune delucidazioni a riguardo.

Cosa occorre fare se i genitori che hanno già conferito il mandato ad un ente lo vogliono revocare?

Innanzitutto occorre spiegare quali possano essere le ragioni che inducono i futuri genitori a revocare il mandato all’Ente: alcuni di essi revocano il mandato ad un Ente per conferirlo ad un’altro, e questo accade quando vi sono delle incomprensioni di fondo nella gestione del mandato o perchè ad esempio, chiusa la via per un paese, i coniugi intendono affidarsi ad altro Ente che opera verso paesi con maggiori prospettive adottive.

Talvolta capita, invece, che i coniugi intendano interrompere definitivamente il loro percorso adottivo. Anche questo può avvenire per il sopravvenire, ad esempio, di una gravidanza naturale oppure perchè si intende soprassedere al percorso adottivo.

Per revocare i genitori dovranno inviare all’ente una raccomandata con ricevuta di ritorno nella quale preciseranno la motivazione della revoca.

Alcuni enti forniscono un loro modello di lettera che, debitamente compilata, va inviata sempre per raccomandata con ricevuta di ritorno all’ente.

Qualora i genitori intendano conferire il mandato ad altro ente dovranno fare attenzione alla tempistica. E’ noto, infatti, che il mandato all’ente va conferito entro un anno da quando il Tribunale per i minori emette il decreto di idoneità. Se il cambio di ente avviene entro l’anno non vi sono problemi. Oltre l’anno dal decreto di idoneità occorre revocare e contestualmente affidare il nuovo mandato. Non devono esserci buchi temporali tra revoca e nuovo mandato, pena la decadenza del decreto di idoneità.

Occorre fare attenzione anche agli aspetti economici legati alla revoca del mandato. Come dicevo, infatti, il mandato è un vero e proprio contratto che deve essere adempiuto da entrambe le parti. Alla prestazione di presa in carico del percorso adottivo da parte dell’Ente corrisponde l’obbligo dei genitori di pagare il servizio ricevuto come declinato dall’organismo interpellato.

Qualora i genitori abbiano già versato in toto o parte delle spese per l’adozione richieste dall’Ente cosa succede?

Va detto che prima di firmare il mandato sarebbe buona cosa chiedere tali informazioni all’Ente stesso. E’ certo che queste domande non sorgono spontanee al momento del conferimento del mandato. Occorre comunque leggere con attenzione i termini del contratto che i genitori sono invitati a sottoscrivere.

E’ sempre possibile liberarsi dal contratto, ma non senza delle conseguenze che hanno sempre un risvolto economico. Nel contratto si potrà parlare di penali per il recesso anticipato. In ogni caso l’Ente potrà trattenere gli importi versati, per l’intero loro ammontare o in parte, giustificandoli con l’attività già svolta a favore della coppia.

Per chiarezza: se nel contratto di mandato l’ente prevede già che alla revoca consegua il pagamento di una somma o la non restituzione di quanto sino a quel momento versato, la sottoscrizione del contratto stesso impegna le parti all’adempimento di tali previsioni.

Se nel contratto non si fa menzione di tale ipotesi, l’ente potrà comunque richiedere, sotto forma di rimborso spese, quegli oneri che dimostra di aver sopportato a favore della coppia.

Può l’ente revocare il mandato della coppia?

Certamente. Sempre in virtù della natura contrattuale del mandato. Pertanto l’Ente può rinunciare al mandato conferitogli dalla coppia.

A proposito dell'autore

Monica Ravasi
mamma adottiva e avvocato