Il lungo “viaggio” dell’attesa

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seaside 18, ph Philippe Put, (c.c. Flickr)

Il tempo dell’attesa: un periodo pieno di sogni, speranze, frustrazioni, gioie, paure. Un periodo che può offrire stimoli di crescita e maturazione per una coppia. Riportiamo l’esperienza di una papà adottivo, che della sua attesa ne ha fatto un libro.

Il tempo dell’attesa di un figlio è stato per me e per mia moglie un tempo delicato, dove abbiamo trasformato il bisogno in desiderio, dove abbiamo rafforzato il nostro amore per costruire insieme ciò che volevamo: diventare una famiglia.

Per noi il desiderio del figlio arriva quasi subito, appena dopo sposati. Poi iniziano le difficoltà e i tentativi con la fecondazione assistita, un periodo difficile segnato dalla paura di non diventare genitori. Ogni qualvolta le speranze svanivano, mentre tentavamo con la medicina di realizzare il nostro sogno, provavo una forte frustrazione. Non ci volevamo accanire, non volevamo perdere il nostro equilibrio di coppia in quella dura prova a cui ci stavamo sottoponendo. Eravamo ad un punto morto ed io ero impaurito. Non avrei cresciuto mio figlio, non avrei ripercorso con lui una nuova infanzia, non avrei avuto parole da tramandare a chi le avrebbe testimoniate in futuro. Spesso, dopo quei fallimenti, piangevo. Il sogno sembrava irrealizzabile.

Poi con mia moglie abbiamo partorito la nostra scelta più naturale, conseguentemente all’impossibilità di procreare. Il nostro desiderio di diventare mamma e papà si sarebbe realizzato adottando. Abbiamo allora iniziato con l’iter presso i servizi sociali e da subito ci è sembrato di camminare per la strada giusta verso quello che volevamo. I tempi sarebbero stati lunghi e gli operatori che ci preparavano a diventare genitori adottivi ci mettevano davanti a tutte le eventuali difficoltà che avremmo potuto affrontare, come accogliere un bambino già grande o con problematiche di vario tipo, ma noi eravamo armati della nostra testardaggine e convinti della nostra decisione. Avevamo chiuso la porta dei tentativi di fare un figlio a tutti i costi e aperto il cuore al nostro istinto, che ignorava tutte le paure e i dubbi di quella cosa grande che stavamo facendo:adottare un bambino per crescerlo. Iniziava per noi il tempo dell’attesa.

Abbiamo vissuto quel tempo nell’orbita di un immenso universo vuoto, scandito dagli appuntamenti che il percorso dell’adozione richiede. Ci siamo immaginati sempre su una navicella spaziale, ad attendere che una telefonata ci facesse atterrare. I tempi sono stati lunghi, ma come previsto. Il periodo più difficile è stato quello dopo l’abbinamento quando nostra figlia aveva già un volto e la immaginavamo ad aspettarci, anche se all’epoca era molto piccola. Ricordo perfettamente la telefonata che ci confermava l’abbinamento: ero in una brutta zona industriale, ma quando in macchina risposi al telefono,  i capannoni che avevo davanti si sciolsero con le mie lacrime; quel momento e quel luogo diventarono parte della nostra storia.

A tutti coloro che decidono di compiere questa scelta, consiglio di riflettere per tutto il lungo tempo dell’attesa sul percorso meraviglioso che una coppia che adotta ha avviato: la costruzione di una famiglia con l’accoglienza di un bambino, che porterà ricchezza di affetto e maturità ai genitori che vedranno realizzare il loro progetto.

Io ho esorcizzato quel tempo annotando i miei pensieri nel mio “ Diario di un’adozione”, che ho iniziato a scrivere come traduzione delle mie paure e dei miei desideri, riportando gli avvenimenti per testimoniare un giorno, a mia figlia, cosa accadeva mentre la aspettavamo.

Leggendo ciò che ho scritto, descrivo il passaggio dal figlio ideale, che piano piano si modifica e che poi si materializza diventando lei, Mansi, mia figlia.  Il diario si conclude con il viaggio in India e l’arrivo a casa, il ritorno dal paese di origine di mia figlia, che diventa l’inizio della nostra nuova storia, la nascita della mia famiglia, in un giorno di pioggia dove le emozioni erano incontenibili.

Il giorno in cui abbiamo incontrato nostra figlia è stato come un piccolo big bang, dove tutto finisce, tutto ricomincia, e da allora il mondo gira intorno a lei e il mio diario diventa storia, diventa la nostra ricchezza che useremo per ricordare il tempo passato. Siamo passati da quei giorni di attesa per arrivare oggi, con nostra figlia, ad essere felici insieme, semplicemente.

Rossano Crotti

“Diario di un’adozione”, Edizioni Terra Marique, 2014

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ITALIAADOZIONI
Redazione