I libri illustrati come strumenti inclusivi

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Immagine di Silvia Bruffa (tutti i diritti riservati)

Si aprono oggi le iscrizioni per una proposta formativa imperdibile: SABATO 17 OTTOBRE un webinar per scoprire le potenzialità inclusive degli albi illustrati.

La relatrice, la dott.ssa Maria Polita, formatrice con esperienza sulla tematica adottiva, condividerà proposte ed indicazioni per una didattica inclusiva.

L’utilizzo degli albi illustrati e della letteratura dell’infanzia come strumenti facilitatori nella prassi dell’insegnamento sono una buona pratica che non riguarda strettamente la presenza di bambini adottati in classe.

Tuttavia quante più strade si conosco per raggiungere un obiettivo (anche didattico) più è facile che la classe riesca a seguire la propria insegnante nell’affascinante viaggio dell’apprendimento.

È a partire da questa certezza che possiamo guardare al libro illustrato come ad una grande occasione per la vita in classe degli alunni con più difficoltà e anche degli alunni figli adottivi.

Sebbene infatti non sia mai corretto generalizzare, è frequente identificare alcune fragilità degli apprendenti che hanno alle spalle una storia di adozione internazionale e che la scuola e i metodi tradizionali spesso non considerano. Il lessico, ad esempio, non è argomento esplicitamente affrontato in classi dove la lingua madre è prevalentemente l’italiano. La stessa lingua per lo studio non è mai oggetto di riflessione nella sua complessità e spesso non ci si interroga mai sulle possibilità di affrontare argomenti di materie tecniche attraverso supporti diversi e originali.

Non dimentichiamo, infine, la trattazione del tema della storia personale, argomento delicatissimo che deve essere affrontato con delicatezza e attenzione.

La mia riflessione vuole mostrare come l’utilizzo di albi illustrati, immagini e storie sia un’occasione per tutta la classe di mostrare e far fiorire le proprie peculiarità in un cammino dell’apprendimento più consapevole delle differenze, ma anche più inclusivo dei soggetti che difficilmente riescono a sentirsi protagonisti.

Attraverso esempi e attività svolte “sul campo”, attraverso storie e immagini, guarderemo come l’apprendimento può scegliere vie nuove per rendere i ragazzi protagonisti del loro stare a scuola.

 

Maria Polita

Laureata in Lettere Moderne presso L’Università degli Studi di Milano, Dottore di Ricerca in “Humanae Litterae” e collaboratrice nell’attività di ricerca presso il Dipartimento di Studi letterari, Filologici e Linguistici dell’Università degli Studi di Milano, la dottoressa Maria Polita è stata docente universitaria, è attualmente libera formatrice ed ha, al suo attivo, numerose pubblicazioni e collaborazioni, nell’ambito delle quali si è occupata, tra le altre cose, di storia della lingua italiana.

 

 

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