Che cos’è l’adozione

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La relazione

Dopo alcuni mesi, al termine dell’indagine, gli operatori dei Servizi Sociali redigono una relazione di alcune pagine destinata al T.M. in cui ci descrivono come coppia, segnalano le nostre caratteristiche, i caratteri, le aspirazioni, i desideri, descrivono le nostre storie, le capacità, le nostre risorse umane. È prassi leggerci la relazione prima di inviarla per eventuali correzioni e aggiunte, ma pochi di noi avranno la prontezza mentale e la preparazione per contestare o correggere qualche frase o qualche concetto espresso che non ci sembri corretto e mai ci verrà alla mente qualcosa da aggiungere alla relazione che, scritta da persone preparate, siamo convinti ci presenterà al meglio presso il Tribunale.

La relazione: questo documento sempre così incompleto, imperfetto e carente… per quanto ci sembri scritto bene (a noi e agli operatori dei servizi che lo scrivono) scopriremo sempre che lo psicologo dell’ente, a cui ci affideremo per l’adozione internazionale, avrà qualcosa da rilevare, troverà una carenza o un argomento mancante, dovrà aggiungere, compendiare, completare qualche concetto. Se è composta da numerose pagine sarà troppo prolissa, se è breve, sarà troppo sintetica e scarna. E non sapremo mai come l’abbiano considerata i giudici del Tribunale per i minorenni!

L’idoneità

Qualche coppia, anzi, lo scoprirà quando, nonostante sia stata presentata con una relazione apparentemente bella e convincente, non otterrà l’idoneità. Questo accade di sovente  presso alcuni Tribunali quasi sia un’altra strategia per misurare il grado di determinazione della coppia. Infatti, in seguito, quasi tutti quelli che presentano ricorso ottengono l’idoneità e questo alimenta il sospetto che si tratti di un altro ostacolo posto per fare selezione.

I Tribunali, prima di emettere il decreto di idoneità, ci chiamano a un colloquio con un giudice onorario (nelle adozioni i giudici sono quasi sempre onorari) che ci chiede di nuovo tutto ciò che è già scritto nella relazione. Non è un’inutile ripetizione perché è una verifica che ciò che è scritto sia effettivamente da noi condiviso. Le eventuali domande di chiarimento che ci pone e la breve relazione che scrive, scopriamo poi che trattano di quelle aggiunte che noi non avevamo avuto il coraggio di proporre in aggiunta ai Servizi Sociali.

Prima di arrivare alla notifica dell’idoneità all’adozione internazionale facciamo una considerazione importante: siamo del tutto ignari che durante il percorso adottivo ci sono coppie che si ‘sfasciano’. A volte l’indagine che la coppia deve intraprendere per conoscere i propri limiti, gli obiettivi, le reali aspettative, porta a una maggiore coscienza autocritica e la coppia può arrivare a interrogarsi sulla reale consistenza della sua unione, a volte il desiderio adottivo è sentito da solo uno di noi e l’altro si convince per solidarietà di coppia e non perché lo abbia veramente metabolizzato, prima lo subisce e poi lo rifiuta. Spesso la moglie entusiasta ‘tira’ e il marito prudente ‘segue’, ma non è sempre così. Dobbiamo interrogarci seriamente se le motivazioni della coppia sono veramente condivise se le differenze di entusiasmo sono frutto di una sorta di gioco delle parti o se nascondono un effettivo disagio di uno dei due. È quindi importante arrivare a delle certezze in merito alle motivazioni individuali ancor prima che possano arrivarci i servizi sociali.

Dopo qualche tempo (un mese o due) ci giunge la notifica dell’avvenuta pubblicazione del decreto di idoneità. Quando lo leggeremo avremo una grande soddisfazione, saremo orgogliosi di avere ottenuto una sorta di patente di potenziali buoni genitori. Però è come avere la patente senza avere l’auto, è condizione necessaria ma non sufficiente, meglio spegnere l’orgoglio e mettersi a cercare un ente autorizzato all’adozione internazionale perché il cammino è ancora molto lungo e travagliato e sperare nell’adozione nazionale è un’utopia possibile, ma molto improbabile.

Gli enti autorizzati

Abbiamo un anno per affidarci ad un ente autorizzato per l’adozione internazionale, ce ne sono più di sessanta, uno che risponda alle nostre aspettative lo troveremo, non dovrebbero esserci problemi… A questo punto scopriamo che gli enti non ci stanno attendendo impazienti e a braccia aperte, ma che, al contrario, ci sopportano appena. Non riusciamo a spiegarcelo, dato che la ragione della loro esistenza è aiutare le coppie a portare a termine un’adozione internazionale, perché si comportano così? Forse perché alcuni enti non hanno come priorità esistenziale l’adozione, ma operano nel sociale con varie iniziative. Forse perché siamo in tanti. Forse perché non abbiamo nessun diritto a pretendere dei figli, ma possiamo solo desiderarli. Forse perché, a dispetto di tutti i discorsi ripetuti fino alla noia sulla necessità di cercare i migliori genitori a un bambino abbandonato e non viceversa, alcuni di noi vogliono e pretendono una serie di caratteristiche che non si possono garantire a priori: un bambino piccolo, sano e subito.

Scopriamo presto che il bimbo piccolo può anche capitare (in alcuni paesi molto lontani ci sono bimbi piccoli e adottabili), ma che ormai tutti gli enti chiedono la disponibilità ad adottare bambini fino ai sei – sette anni. Scopriamo che la speranza che sia sano (o quasi) è plausibile, ma che spesso le schede sanitarie che giungono fino a noi sono del tutto inattendibili, per difetto, per eccesso o per imprecisione. Scopriamo che esiste il labbro leporino, la scabbia e altri parassiti, e che questi ed altre imperfezioni non vengono nemmeno considerate come malattie. Cominciamo a calarci in un mondo dove la povertà e la sofferenza definiscono valori esistenziali molto diversi da quelli a cui siamo abituati, viziati come siamo dalla nostra ricca società. Scopriamo che i tempi di attesa non saranno brevi per la maggioranza di noi e che per alcuni saranno biblici.

Scopriamo anche che dobbiamo attendere mesi anche solo per avere la possibilità di partecipare ad un incontro informativo di gruppo, ci rendiamo conto che, se vogliamo conoscere e farci conoscere da alcuni enti prima di scegliere, dobbiamo iniziare subito ad insistere al telefono, perché via mail gli enti sono molto restii a dare qualsiasi informazione, via mail anzi potrebbero perfino negare di esistere, rimandando la risposta a un contatto diretto.

Cerchiamo indizi su internet, ma i siti degli enti sono spesso insignificanti, aggiornati poco e male, allora frequentiamo i forum sull’adozione e nasce il panico. Per ogni ente che prendiamo in considerazione troviamo sui forum una serie infinita di messaggi con lamentele e supposti soprusi e poi un’altra infinità di messaggi che sono invece di soddisfazione e che descrivono l’ente come il migliore del mondo. Più si cerca, più materiale si trova, ma meno le idee si chiariscono.


Indice:
pagina 1:  Premessa,  La domanda,  I futuri nonni,  L’indagine sulla coppia,  La visita domiciliare;
pagina 2:  La relazione,  L’idoneità,  Gli enti autorizzati;
pagina 3:  Gli incontri informativi,  Il corso dell’ente,  I documenti;
pagina 4:  L’attesa,  Imprevisti;
pagina 5:  L’abbinamento,  Sentirsi incinti,  Parenti e amici;
pagina 6:  Il viaggio e l’incontro,  Inizia la vita insieme;
pagina 7:  Permanenza e burocrazia,  Il ritorno a casa,  Nota.

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A proposito dell'autore

Gabriele Cappelletti
Consulente ICT e genitore adottivo. Dal 2004 curatore di siti e blog dedicati all'adozione.