Adottare un bambino grande

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L’adolescenza


In prossimità dell’adolescenza, la relazione genitori-figli è costretta a rigenerarsi in un periodo di profondo e drammatico cambiamento fisiologico. L’ambito di cura affettiva di tipo fisico-affettivo migra verso bisogni emotivi, psicologici, sociali e culturali. La costruzione dei legami affettivi è costretta a confrontarsi con le avvenute relazioni del passato presenti come ricordo vivo, ma anche come residui inconsci, cioè come incertezze, ansie, timori e persino paure. L’adolescente vissuto sin da piccolo in una famiglia (biologica o adottiva) comincia disconoscere l’autorità genitoriale, limitandosi a riconoscere l’eventuale autorevolezza (se presente) del genitore solo in quanto adulto, quindi cosa può accadere in una famiglia appena formata dove ruoli, limiti, autorità e autorevolezza hanno ancora contorni sfumati e in parte sconosciuti?

Gli aspetti relazionali di tipo più sconosciuto rendono l’adozione di un bambino preadolescente o adolescente, molto differente da quella di un bambino più piccolo (sotto i dieci anni).

I genitori devono prestare attenzione anche all’aspetto contrario: non devono cadere nell’errore di attribuire all’adozione problemi e difficoltà tipici di tutti i ragazzi di una determinata età. Le problematiche legate all’adozione non possono diventare la giustificazione o essere considerate l’unico motivo di spiegazione di comportamenti indipendenti dall’adozione stessa. Studiare e analizzare le proprie vicende con occhio obiettivo aiuterà a distinguere le situazioni confrontandole con quelle dei coetanei. Essere immersi in un contesto sociale ricco di relazioni in questi casi è molto utile.

In genere l’adolescenza è un periodo (sfumato) di modificazione emotiva, fisica e ormonale che risulta traumatica, ansiosa e angosciante; è allo stesso tempo desiderio e paura del processo di passaggio che inevitabilmente si presenta. É una continua ricerca di identificazione, è una situazione di passaggio in cui c’è profonda difficoltà di percepire se stessi accompagnata da un senso di ribellione, di protesta (anche silenziosa), di distruzione di riti e consuetudini familiari. La personalità ne risulta dispersa e frammentata in un periodo di sospensione (difficoltà della percezione di sé) che crea numerosi problemi anche ai genitori biologici. Nel caso di genitori adottivi con esperienza di convivenza recente (adozione di bambini preadolescenti o adolescenti) le difficoltà sono aggravate dalla mancanza dei suddetti consolidati riti familiari destinati alla contestazione ma nel contempo riconosciuti come riferimenti stabili da tutta la famiglia.

La conflittualità

Il percorso di crescita di ogni adolescente, cioè la conflittualità con i genitori, prende sfumature differenti caso per caso, che i genitori (adottivi e non) devono essere preparati ad affrontare per non essere colti di sorpresa. In questo caso i genitori non percepiranno i segni di insofferenza nei loro confronti come un difetto di relazione, ma li interpreteranno correttamente come un cammino di crescita e auto-affermazione del figlio, necessario per la verifica dei legami affettivi.

La ricerca di una propria identità e di autonomia dell’adolescente dovrà però essere accompagnata dalla capacità di autoregolamentazione possibile solo se i genitori saranno presenti e porranno dei limiti (sensati e congrui alle situazioni). Senza questi limiti al ragazzo cercherà l’eccesso senza sensi di colpa e quindi perderà il senso del sé (autocoscienza). Saranno capaci i genitori adottivi con una breve esperienza familiare a porre i suddetti limiti?

Ciò significa che prima di adottare un bambino e soprattutto un bambino grande o un preadolescente o un adolescente è necessario essere informati e coscienti delle difficoltà oggettive che si possono incontrare in futuro. È necessario valutare attentamente le proprie capacità di coppia e le disponibilità ad affrontare il percorso che ci attende ben conoscendo anche gli aspetti più complessi e difficili del passaggio dall’infanzia al mondo degli adulti in relazione al rapporto con i genitori (biologici e adottivi).

Inadeguati?

L’auto-coscienza rispetto ai propri limiti eviterà ai nostri genitori Mario e Giovanna, Piero e Stefania di giungere alla percezione di non essere più in grado di gestire il figlio, di sentirsi inadeguati, di aver sbagliato ad adottarlo, di non riuscire a mantenere la relazione complessa e faticosa con il ragazzo. Rendersi conto che le difficoltà educative sono proprie di tutte le situazioni familiari sia adottive che biologiche, eviterà l’estrema conseguenza a cui può portare uno stato d’animo di frustrazione, cioè all’idea di un nuovo abbandono del minore.

La “restituzione”, il riabbandono, estreme conseguenze del fallimento adottivo sono un aspetto semi-sconosciuto in termini statistici del mondo dell’adozione, un aspetto che riguarda soprattutto i figli adottati in età più grande. Il periodo più a rischio è quello della preadolescenza e dell’adolescenza. Le motivazioni profonde possono dipendere da un percorso superficiale nel momento della scelta adottiva (quindi Mario e Giovanna sono più a rischio), oppure da situazioni di difficoltà vissuta in solitudine, cioè in assenza di un aiuto adeguato ed autorevole nel momento in cui si manifestano comportamenti del figlio ostili, difficili da capire e da gestire.

In questi casi il sistema familiare va in crisi con il figlio, i genitori provano delusione, frustrazione, dolore, ansia. Essere in grado di di riconoscere queste situazioni permette di affrontarle più serenamente, di attribuire loro il significato corretto. È in questi frangenti che la disponibilità sul territorio di associazioni di famiglie adottive ha un ruolo fondamentale nel supportare e rinvigorire le risorse interne della coppia che deve però prima rendersi conto di averne bisogno (cfr. Quando chiedere aiuto)

Quindi è fondamentale valutare a monte la propria scelta adottiva e la propria disponibilità a caricarsi le difficoltà della crescita del ragazzo anche rispetto a potenziali difficoltà importanti e significative.


Indice:
pagina 1: Bambini sempre più grandiLe motivazioni;
pagina 2: L’adolescenzaLa conflittualitàInadeguati?
pagina 3: Come verificare la nostra disponibilità;

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A proposito dell'autore

Gabriele Cappelletti
Consulente ICT e genitore adottivo. Dal 2004 curatore di siti e blog dedicati all'adozione.