Libri: Frammenti ricomposti. Storia d’amore e di giustizia

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Travel, ph Moyan Brenn, (c.c. Flickr)

Chi sono? La scoperta di essere figlia adottiva arriva inattesa dal passato ed esige il “dare un nome” a ciò che prima era netto e conosciuto. Come agire? Quali pensieri e quali emozioni scuotono il rapporto con la famiglia adottiva? Solo il coraggio appassionato di Emilia saprà aprire a nuove speranze e permetterà di scoprire dove collocare ogni frammento di sé.

Quando una persona parte per un viaggio conosce la meta, organizza le tappe, prepara la valigia, sceglie il compagno di viaggio.
Nel libro scritto da Emilia Rosati la protagonista, non sa neppure di dover intraprendere il viaggio della vita. Tutto accade, imprevedibilmente, come di sorpresa.
Il lettore viene coinvolto in un percorso interiore profondo.
Tutto principia dalle visite che la protagonista fa con la madre all’Annunziata, per esplodere poi con la scoperta di essere stata adottata.
L’amore profondo che lega Emilia ai genitori adottivi non diminuisce il malessere cui, almeno all’inizio, non riesce a dare un nome. La vita in frammenti come dice il titolo. Vita che si ricompone attraverso i profumi e i gesti della vita che si ricostruisce. L’autrice riflette sul passato che non ci appartiene più, diventa estraneo.
Chi sono? Diventa la domanda fondamentale. Conoscere il passato ci rende persone diverse? La protagonista è convinta di essere inadeguata, fuori posto. Eppure è alla ricerca del suo posto nel mondo che reclama come un diritto.
Il tempo passa ma non sempre cura. Il balsamo arriva con la decisione di fare la ricerca. Le domane sono molte, la paura di cosa si scoprirà insieme alla paura di non riuscire a sapere è molta. Ma il desiderio di scrivere il libro della propria vita è più forte, determinante e porta Emilia a decidere di andare incontro al suo passato.
I colpi di scena si susseguono. La ricerca delle proprie origini non si ferma mai e porta la protagonista anche a trasgredire alle regole che le stanno troppo strette.
I pezzi del puzzle si ricompongono, finalmente i frammenti sono parte del tutto.
Questa è la storia di molti. I molti che non possono conoscere le proprie origini perché la madre all’atto di dare la vita chiede l’anonimato per se’.
Una legge considerata troppo dura e che si scontra con la realtà digitale dei nostri tempi. Con internet ciò che non consente la legge spesso è liberamente fruibile. Trovare fratelli e sorelle o parenti vari diventa più facile nell’epoca in cui siamo tutti collegati nel web.
In parlamento giacciono dei progetti di legge cui il legislatore non ha ancora dato una forma definitiva. E così molti figli attendono speranzosi ma non immobili.
Molti figli adottivi come Emilia prendono la vita in mano e cercano, cercano instancabilmente, fino a trovare talvolta le risposte.
Emilia con delicatezza ringrazia per la propria vita i genitori adottivi e trova conforto nell’incontro con la figura della madre biologica.
Ma se nella ricerca delle proprie origini si parla di madri, Emilia non dimentica di dare un posto anche al padre, quello biologico.
Sopra tutto rimane qualcosa di ancora più impalpabile e fondamentale: il rispetto per chi non è ancora pronto per conoscere la verità.

Un libro appassionante ed equilibrato come solo la vita spesso sa essere.

 

Frammenti ricomposti. Storia d’amore e di giustizia, Emilia Rosati, Ed. Scientifiche Italiane

 

A proposito dell'autore

Monica Ravasi
mamma adottiva e avvocato