Festeggiamo l’adozione

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Mom & Son, ph Gabriela Pinto, (c.c. Flickr)

Per la nostra famiglia è molto importante festeggiare il giorno dell’adozione: il coinvolgimento di nonni, zii, cugini e amici nella festa significa che la famiglia intera partecipa e capisce la rilevanza di questa ricorrenza, che ritengo importante tanto quanto il compleanno di nostro figlio.

E’ il giorno in cui è nata la nostra famiglia, in cui noi siamo nati come genitori e in cui Diego, già figlio, ha acquisito un’appartenenza che sarà sua per tutta la vita. Festeggiare questo giorno, per noi che abbiamo adottato nostro figlio quando era neonato, ci ricorda e ci riporta alla nostra origine, rende presente l’adozione e diventa un’occasione per parlarne, ricordare, lasciare spazio alle domande, oltre che per rinnovare il nostro grazie a Dio per il dono enorme che abbiamo ricevuto.

Leggendo qua e là per trovare ispirazione e per confrontare i diversi modi per raccontare la storia dell’adozione a mio figlio, uno dei libri che più mi è piaciuto è stato “E’ la festa dell’adozione”.

E’ ricco di illustrazioni e di spunti per approfondire specie per i genitori e, toccando diverse corde, parla al cuore e alla mente stimolando la riflessione e suscitando emozioni in grandi e piccini.

Il libro racconta e spiega con parole semplici concetti difficili quali: “il mondo dei grandi è molto complicato”. Sinceramente non credo che un bambino possa capire davvero cosa significa questa frase e il perchè i genitori che li hanno concepiti e partoriti li abbiamo poi abbandonati, ma di certo il racconto è sereno, lascia spazio alle domande dei bambini, trasmette speranza e guarda sia al passato sia al futuro con la fiducia di chi ha capito che siamo nati, tutti, per amare ed essere amati.

L’altro aspetto del libro che più mi è piaciuto riguarda l’espressione di quel sentimento di mancanza che solo un genitore che aspetta di conoscere il proprio figlio può vivere. L’autrice lo chiama “fitta al cuore” ed è così: senti che il tuo cuore è pieno di amore, che c’è uno spazio vuoto che sta aspettando di essere riempito, senti il dolore per questa mancanza e in questo dolore c’è dentro ogni figlio che ha bisogno di questo amore, ma ancora non lo ha ricevuto. E’ proprio così.

Adesso che ho la fortuna di baciare e stringere forte mio figlio mille volte al giorno, ancora sento quella fitta per i giorni in cui lui era in ospedale ad aspettarci….e la sento anche ogni volta che penso a tutti i bambini, che sì, sono figli, ma non hanno ancora incontrato i propri genitori.

Margherita

“E’ la festa dell’adozione”, L. Paradiso, Ed. goWare, 2018

 

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ITALIAADOZIONI
Redazione