¡CUIDADO AL TĺO! – ATTENTI ALLO ZIO! – quinta puntata

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Illustrazione di Federica Brotto, (diritti riservati) federicabrotto.blogspot.it

Continua l’estate di ItaliaAdozioni con il giallo dell’autrice Paola D’antonio.
Ti sei perso la prima puntata? La puoi leggere QUI

Trovi invece QUI la seconda puntata, la terza puntata e la quarta.

Si tratta di un pretesto per parlare del rapporto tra una madre e una figlia adottiva. Un po’ si ride , un po’ si piange e un po’ si riflette. Buona lettura!

Potete anche scegliere di seguire il podcast che abbiamo registrato per voi: lo trovate a fine articolo o su Spotify.

Personaggi:

Ela: figlia adottiva arrivata dalla Colombia a 8 anni

Polly: madre di Ela

Nonna Maria Dina: nonna di Ela, suocera di Polly

Nazareno: zio di Ela, cognato di Polly,  poliziotto in pensione

Zia Sabella, zì Catarina, zi’ Peppe… vicini e parenti della nonna di Ela

Dado, Lea, Milla : coetanei di Ela, ma anche, per le bizzarre parentele da queste parti, suoi nipoti o zii di secondo/terzo grado di Ela, che solitamente abitano al Nord e vengono a Gianpeppino a trovare i nonni

Uomo mezzo morto: leggete fino in fondo, sennò che giallo è?

 

Sommario del quinto giorno – Le indagini proseguono- : Anche la Polizia (ma và!) continua ad indagare: il mezzo-morto trovato nel pollaio della nonna di Ela, figlia adottiva colombiana di Polly, parla spagnolo, anzi, latino-americano!

Quinto giorno a GIANPEPPINO  

Visto da POLLY

Mio cognato, il poliziotto in pensione, ha saputo qualcosa sulle indagini su ‘sto poveretto lasciato mezzo morto nella pagliera, un notizione di cui si parlerà per anni e anni, in questo posto dimenticato da Dio (Cristo infatti si è fermato a Eboli, come tutti sanno): dice che non è italiano, forse latino-americano, perché si è svegliato e, anche se non ricorda niente, parla spagnolo; orpo, a me ne bastava una di sudamericana a farmi ammattire, questa figlia che mi sono avventurata ad andare a prendere, già grande, fino in Colombia, dopo anni e anni che volevo diventare madre: certe volte mi sembro scimunita, praticamente innamorata di questa stro…lletta che pensa solo a farsi selfie e a guardare film horror (o chissà cos’altro…) su internet, che non studia perché si fa troppa fatica (col suo bel difetto dell’attenzione, sicuramente conseguenza di malnutrizione, maltrattamenti, assenza di “cure parentali”, tutte quelle cose atroci a cui ci volevano preparare, molto teoricamente, corsi e incontri con esperti fatti per anni)

Quando ti ritrovi ‘sti tsunami in casa ti dici: ma è proprio quello che volevo? Perché a pensarci bene quello che volevo veramente era un figlio che un po’ mi somigliasse, che adorasse leggere e che volesse circondarsi di letteratura, arte, cultura, macché,ma alla fine questo sono i figli, esseri diversi da noi, comunque…

Tornando a quel poveraccio, sembra che tanto povero, almeno economicamente parlando, non fosse: vestiva firmato, abiti e scarpe fatti su misura, mica la roba che compriamo noi che pure non ci possiamo lamentare, e c’aveva pure ancora il portafogli, pieno di carte di credito ammericane, di quelle col credito illimitato, Gold, o Platinum, chennesoio, che ce ne ho una sola e mi sembra pure troppo, maniaca come sono del risparmio e delle offerte 3 x 2. Che strano che mancassero proprio i documenti, dal suo portafogli così bello pieno!

 

Visto da ELA

E finalmente abbiamo ripreso a mangiare frittate, alleluia! In Colombia da tia T. mangiavo uova tutte le mattine, e poi c’era quasi sempre pollito, e qui nonna Maria Dina lo cucina spesso, per forza, sono i suoi, e li fa col sugo, arrostiti, fritti, che meraviglia, mica quella defi di mia mamma, che “le uova solo una volta a settimana, la carne solo 3 volte”, e poi non sa cucinare un accidente, le viene tutto sciapo, mal cotto, bruciato o semicrudo, non ci azzecca mai coi tempi di cottura, poi si incàppera se glielo diciamo, che lei non fa mica la cuoca, di mestiere, che ha studiato per fare ben altro nella vita, che siamo degli ingrati, una tiritera che non finisce più, cheddupalle! Ha studiato, ha studiato, che ha studiato a fare, se poi è sempre nervosa, stressata, in una parola nevrotica, e se la prende con me e con quel caprone del papi, ma vedranno quando avrò figli, come li tratterò… ma veramente aver figli deve essere una gran rottura, piangono, urlano, pisciano e cacano, quando sono piccoli, e quando sono grandi menano e rompono, come ho fatto io, ah… Tutto sommato mia mamma ha fatto un sacco di sforzi per venirmi a prendere, e poi resistere alla mia rabbia: quando ero più piccola ero proprio una furia, se mi dicevano qualcosa che mi offendeva (lavati le mani, lavati i denti: vuoi dire che sono sporca, no?) o facevano qualcosa per ignorarmi (tipo andare in bagno senza di me) mi scatenavo, quanti morsi e calci ho dato, non li ho mai risparmiati a nessuno, sarà per quello che dopo un po’ si sono stufati, sia lo zio che mia nonna, e mi hanno affidato al Bienestar Familiar, che poi mi ha trovato ‘sta coppia di tontoloni in Italia che mi ha adottato, ed erano pure contenti, eeerano…

Ah, dice zio Nazareno che il tizio è sudamericano, vedrai che è proprio colombiano, io lo sapevo già per quell’orecchino col teschietto, ve l’avevo detto, no? C’ho i miei informatori, eh, eh, eh…

 

Non perderti la PROSSIMA PUNTATA in uscita il 14 agosto


 

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ITALIAADOZIONI
Redazione