¡CUIDADO AL TĺO! – ATTENTI ALLO ZIO! – quarta puntata

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Illustrazione di Federica Brotto, (diritti riservati) federicabrotto.blogspot.it

Continua l’estate di ItaliaAdozioni con il giallo dell’autrice Paola D’antonio.
Ti sei perso la prima puntata? La puoi leggere QUI

Trovi invece QUI la seconda puntata e la terza puntata.

Si tratta di un pretesto per parlare del rapporto tra una madre e una figlia adottiva. Un po’ si ride , un po’ si piange e un po’ si riflette. Buona lettura!

Potete anche scegliere di seguire il podcast che abbiamo registrato per voi: lo trovate a fine articolo o su Spotify.

Personaggi:

Ela: figlia adottiva arrivata dalla Colombia a 8 anni

Polly: madre di Ela

Nonna Maria Dina: nonna di Ela, suocera di Polly

Nazareno: zio di Ela, cognato di Polly,  poliziotto in pensione

Zia Sabella, zì Catarina, zi’ Peppe… vicini e parenti della nonna di Ela

Dado, Lea, Milla : coetanei di Ela, ma anche, per le bizzarre parentele da queste parti, suoi nipoti o zii di secondo/terzo grado di Ela, che solitamente abitano al Nord e vengono a Gianpeppino a trovare i nonni

Uomo mezzo morto: leggete fino in fondo, sennò che giallo è?

 

 

Quarto giorno- Persone informate dei fatti -: Polly e sua figlia adottiva Ela provano a capire qualcosa del fattaccio…

 

Quarto giorno a Gianpeppino

Visto da POLLY

Ho chiesto un po’ e gli ex “guaglioni della Massaria”, quelli che adesso hanno tra i 50 e i 60 anni e sono sparsi per il Nord Italia, sennò sono qui disoccupati ad aspettare la pensione minima, nel frattempo vivendo della pensione di qualche nonnetta invalida (i nonni, nel senso dei maschi, non sopravvivono così a lungo, si sa). Insomma, mi dicono che qui di uova verdine ci sono quelle dei merli, che però fanno i nidi in primavera. La cosa divertente è che sembra che i primi nidi li costruiscano raso terra, e le uova se le mangiano cani e volpi, poi fanno un secondo nido a mezza altezza, e alla fine imparano che se vogliono proprio riprodursi devono fare il nido tra i rami o sotto i tetti, però di solito mai dopo i primi di luglio, e ‘sti guaglioni della Massaria lo sanno bene, perché ci si divertivano un bel po’ a distruggere quello che predatori animali (che lo fanno per fame!) non riuscivano a raggiungere, mentre i guaglioni, loro sì, che si arrampicavano dappertutto.

Mio cognato, il poliziotto già in pensione, racconta di quando aveva fatto comparire e scomparire un libro di preghiere (l’unico che una famiglia di contadini possedesse negli anni sessanta, mentre di questi tempi manca pure quello) passando da una finestrella dove si arrampicava come l’uomo ragno, e si divertiva come un matto alle spalle dei suoi zii che volevano chiamare l’esorcista e si scrocicchiavano in continuazione… Tra l’altro, quella casa esiste ancora, con la pagliera ancora rivestita di amianto, che non si decidono a scoperchiare per non pagare le tasse come hanno fatto tutti quelli che ne avevano una col tetto proprio in paglia o in mattoni, perché sennò poi gli tocca denunciare la presenza di ‘sto metallo, ma non si chiamava Eternit, e doveva durare in eterno? Tanto qui cancro ai polmoni ne hanno visti pochi, giusto qualche accanito fumatore, morto a casa senza nemmeno un po’ di morfina (dovesse diventare un drogato, non sia mai!), fumando l’ultima sigaretta.

E comunque una cosa brutta la stanno vedendo: famiglie (cugini che vivono sparsi per l’Italia, sfido a fare uno studio genetico come si deve!) con demenza, una demenza che frastorna e rende placidi e attoniti all’inizio, e che solo dopo qualche anno li trasforma in matti agitati da nascondere in qualche casa di riposo, possibilmente a Milano o Torino, lontano da qui…

 

Visto da Ela

Girando qui e là con Dado e Lea abbiamo trovato qualche altro guscio d’uovo rotto verdino vicino al pollaio di nonna. A noi non ci racconta niente nessuno, siamo solo dei ragazzini che giocano, ovviamente per i grandi noi siamo sempre e solo attaccati agli smartphone, ma per forza, sennò come le inviavo le foto di quei gusci in Colombia se non con Whattsapp? Le hanno viste le mie sorelle, ma quelle, anche se hanno solo pochi pesos, pensano solo a trucchi e capelli, ma anche mio fratello e soprattutto mio cugino, quello che stava con le FARC nella foresta, insomma il figo di famiglia, se non fosse tornato rincoglionito… Insomma, Luis ha vaneggiato qualcosa sulle vendette tra bande, e pare che quando si vuol dare del traditore a qualcuno gli si rompono delle uova azzurrine addosso (dopo morto, bbanana!), così lo capiscono tutti quelli che devono capire, ma non la polizia. Magari lo posso usare anch’io, sto trucchetto, con quelle stronze smorfiose delle mie “amiche”… Intanto mi sono messa l’orecchino, quello col teschietto che avevo trovato, bello pulito e sterilizzato, e, porca pu..zzoletta, mia mamma, che sembra sempre tanto tonta quando si tratta di capire come funzionano cellulari e pc, se n’è accorta subito, e dove l’hai preso, e che schifezza… Le ho dovuto dire che l’ho raccolto da terra per strada, sennò chi se la toglieva di torno, e anche così : ma che stranezza, ma chi portava ‘sta roba qua, sembra argento, dobbiamo restituirlo… cheppalle! Sempre i miei fratelli e cugini colombiani, che hanno visto un mio selfie co ‘sto orecchino che ho messo su Instagram, mi hanno detto che in Colombia lo portano certe bande, che figo! Ma perché non sono rimasta là?

 

 

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A proposito dell'autore

ITALIAADOZIONI
Redazione