¡CUIDADO AL TĺO! – ATTENTI ALLO ZIO! – nona puntata

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Illustrazione di Federica Brotto, (diritti riservati) federicabrotto.blogspot.it

Continua l’estate di ItaliaAdozioni con il giallo dell’autrice Paola D’antonio.
Ti sei perso la prima puntata? La puoi leggere QUI

Trovi invece QUI la seconda puntata, la terza puntata , la quarta , la quinta , la sesta, la settima e l’ottava.

Si tratta di un pretesto per parlare del rapporto tra una madre e una figlia adottiva. Un po’ si ride , un po’ si piange e un po’ si riflette. Buona lettura!

Potete anche scegliere di seguire il podcast che abbiamo registrato per voi: lo trovate a fine articolo o su Spotify.

Personaggi:

Ela: figlia adottiva arrivata dalla Colombia a 8 anni

Polly: madre di Ela

Nonna Maria Dina: nonna di Ela, suocera di Polly

Nazareno: zio di Ela, cognato di Polly,  poliziotto in pensione

Zia Sabella, zì Catarina, zi’ Peppe… vicini e parenti della nonna di Ela

Dado, Lea, Milla : coetanei di Ela, ma anche, per le bizzarre parentele da queste parti, suoi nipoti o zii di secondo/terzo grado di Ela, che solitamente abitano al Nord e vengono a Gianpeppino a trovare i nonni

Uomo mezzo morto: leggete fino in fondo, sennò che giallo è?

 

Sommario nono giorno – Luoghi comuni: l’adozione è stata accettata tra i parenti paterni di Ela, però i luoghi comuni non muoiono mai…

Nono giorno –

Visto da POLLY

Oh, per domani mi hanno convocata di nuovo per fare da interprete al colombiano, che sembra si stia riprendendo (se avesse qualcuno dei geni di resistenza fisica di mia figlia, non mi stupirebbe!).

Intanto mi tocca sempre discutere con i parenti di mio marito (qui sono TUTTI parenti!) quando, parlando di mia figlia, sottolineano le “uguaglianze” tra noi e lei, oppure ci dicono “quanto siamo stati bravi” (a togliere una bambina dalla povertà, ma soprattutto a trattarla come una figlia!). E io provo a dirglielo, che lei è nostra figlia, che l’ho attesa per più di nove mesi ma per certi versi è stato comunque un parto, con la sofferenza e la gioia che dà un parto, e che anche se è arrivata grandina mi ha legato a sé stregandomi come un neonato uscito dal mio corpo! Tutto quello che fanno o dicono a lei lo sento su di me, sono pronta a lottare per lei e per la sua vita come dicono che fanno le mamme-leonesse, è MIA FIGLIA, capito?

E poi, per fortuna, non ci somiglia penniente, non ha il nostro nasone ne’ la nostra pigrizia, non è dura di comprendonio come mio marito ne’ saccente come me, ma è una tostissima, orgogliosissima e bellissima ragazzina che sa cambiare le impostazioni  del cellulare senza leggersi nemmeno una istruzione e impara solo quello che vuole imparare praticamente senza studiare (ecco, questo mi fa dispiacere, perché per me, per la mia famiglia, studiare è tutto, ma sento che è un po’ la caratteristica della nuova generazione, e figli “naturali” delle mie coetanee non sono diversi!)

 

Visto da ELA

Oh, adesso che cominciavo a divertirmi, mi stanno già parlando di tornare a casa.

Io non li capisco, mancano ancora diversi giorni, ‘sti adulti passano il tempo ad aspettare, aspettano di partire, aspettano di rientrare, aspettano il pranzo e la cena, ma vivere il presente mai??? Io quando ho fame mangio, se mi stufo me ne vado, se ho sonno dormo! Ecchissenefrega se mi dicono che dei, come li chiamano, “privilegi”, che è grazie alla situazione economica dei miei che posso fare quello che voglio, ma che ne sanno loro in Colombia cosa mi è toccato fare, e a stento mi reggevo in piedi? E le mie sorelle rimaste in Colombia, anche loro mi dicono che sono fortunata, perché se come loro fossi rimasta lì, altro che lavorare in casa e cucinare tamal da vendere in strada, in strada quelle più grandi ne fanno ben altre, di cose! Vabbe’, forse qualche privilegio ce l’ho, ma vuoi mettere tutto lo stress che mi hanno fatto passare per ‘sta storia dell’adozione? Prima mia nonna mi passa al Bienestar Familiar come fossi un pacco, poi mi affidano a delle sciagurate che mi maltrattano (ho ancora i segni di sigaretta spenta sul polso!), poi finalmente càpito in casa di Tia Teresa, dopo un annetto cominciano a dirmi che ci sono un papà e una mamma che mi verranno a prendere dall’Italia e mi cominciano a fare foto, dove dovevo sorridere, ma io la soddisfazione  di fargli vedere la mia bocca sdentata non gliel’ho data, sorridevo sempre a bocca chiusa, ma poi, a ‘sti due, chi li voleva? Una mamma più o meno sapevo cosa fosse, ma un papà cos’è esattamente? E io, dovevo diventare loro figlia, ma che vuol dire?

Per oggi troppi pensieri, mi sono stancata, e vado a nanna!

 

Non perderti la PROSSIMA PUNTATA in uscita il 23 agosto

 

A proposito dell'autore

ITALIAADOZIONI
Redazione