¡CUIDADO AL TĺO! – ATTENTI ALLO ZIO! – decima puntata

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Illustrazione di Federica Brotto, (diritti riservati) federicabrotto.blogspot.it

Continua l’estate di ItaliaAdozioni con il giallo dell’autrice Paola D’antonio.
Ti sei perso la prima puntata? La puoi leggere QUI

Trovi invece QUI la seconda puntata, la terza puntata , la quarta , la quinta , la sesta, la settima ,l’ottava e la nona.

Si tratta di un pretesto per parlare del rapporto tra una madre e una figlia adottiva. Un po’ si ride , un po’ si piange e un po’ si riflette. Buona lettura!

Potete anche scegliere di seguire il podcast che abbiamo registrato per voi: lo trovate a fine articolo o su Spotify.

Personaggi:

Ela: figlia adottiva arrivata dalla Colombia a 8 anni

Polly: madre di Ela

Nonna Maria Dina: nonna di Ela, suocera di Polly

Nazareno: zio di Ela, cognato di Polly,  poliziotto in pensione

Zia Sabella, zì Catarina, zi’ Peppe… vicini e parenti della nonna di Ela

Dado, Lea, Milla : coetanei di Ela, ma anche, per le bizzarre parentele da queste parti, suoi nipoti o zii di secondo/terzo grado di Ela, che solitamente abitano al Nord e vengono a Gianpeppino a trovare i nonni

Uomo mezzo morto: leggete fino in fondo, sennò che giallo è?

 

Decimo giorno a Gianpeppino  - Pensieri e parole: il mezzo-morto colombiano comincia a dire qualcosa, poveri noi!, e intanto Polly ed Ela riflettono sull’adozione

Decimo giorno

Visto da POLLY

Allora, stavolta il colombiano parlava dicendo qualcosa di comprensibile, anche se non tanto sensato: diceva che la niña lo ha pegato con un palo, che starebbe a dire che la bambina lo ha picchiato con un bastone, gliel’ho fatto ripetere più volte perché non ero sicura che avesse proprio detto questo.

Sul motivo per cui fosse in quel posto bellissimo ma lontanissimo dalla civiltà (e dalle autostrade) non ha ancora detto granché, diceva qualcosa come “tio, tia, dinero”, che poi stanno per zio, zia e denaro, ma che vorrà dire?

Mi toccherà tornare, ma tutto sommato a questo punto lo faccio volentieri, i misteri mi hanno sempre incuriosito, da ragazzina leggevo i Gialli per ragazzi Mondadori, e già all’epoca mi sarebbe piaciuto fare la detective, poi alla fine ho fatto il medico, sono troppo cacarona per mettermi ad investigare tra i morti, lo faccio sui vivi, così qualche volta (anche se mooolto raramente) mi ringraziano perfino!

Oggi mia suocera, che è come la contadina della canzone “Generale” di De Gregori, come lei ha avuto 5 figli e sembra una bambina, che anche se non è andata a scuola oltre la terza elementare (per andare a scuola dovevano portare la legna per riscaldare l’aula e loro non ne avevano, così mi è stato raccontato, insomma erano troppo poveri per permettersi che una bambina andasse a scuola!) ha una grande intelligenza e sensibilità, insomma oggi mi ha detto che non devo stare ad ascoltare le chiacchiere dei parenti, che un figlio è un figlio e gli si vuole bene sempre e comunque (me lo ha detto in dialetto, ma il senso era quello), e mi sono sentita confortata perché, per quanto mi sforzi di pensare che tante frasi sono frasi fatte o cose dette tanto per dire, che c’è tanta ignoranza sulla adozione e che sia “normale” pensare che sia una “buona azione”, ne resto sempre ferita.

Sì, con tutta la mia apparente forza resto ferita, perché mi sembra sempre che venga considerata come una maternità di seconda scelta, vuoi mettere PARTORIRE un figlio, allora sì che è TUO, altrimenti sei una poverina che si affeziona ad un bambino estraneo illudendosi che sia SUO.

A parte il fatto che anche ideologicamente sono contraria alla proprietà delle persone, mi sembra comunque un obbrobrio che un figlio APPARTENGA ad un genitore

E anche oggi, per essere un giorno di vacanza, ho pensato troppo, domani sarò ancora al capezzale del colombiano, chissà cosa dirà.

 

Visto da ELA

A furia di pensare (anche se mia madre e mio padre credono che non ne sono – o non ne sia? -capace!) mi è venuto in mente che quando stavo in Colombia con mia nonna, c’era uno zio che le diceva spesso: dalla al Bienestar Familiar, così la fanno adottare da qualche riccone, e poi gli chiediamo i soldi! (ovviamente in spagnolo, ma non me lo ricordo più!)

Peccato che mia mamma e mio papà non sono dei ricconi, forse per la Colombia sì, ma in Italia no, certo, abbiamo una casa e due macchine, ma qui ce l’hanno tutti, anzi, qualche mio compagno di nuoto vive in villetta anziché in condominio, e qualcuno ha anche un’altra casa in montagna, o sul lago…Mia mamma dice sempre che vorrebbe una casa al mare, ma poi, anche se forse qualche soldo da parte lo avrebbe, ci rinuncia sempre, dice che ci vuole andare da vecchia, che vuole morire guardando il mare…Guai a lei se muore, ora che l’ho trovata una stupida che mi accontenta in tutto, non la voglio perdere!

Tornando allo zio (oddio, si faceva chiamare tìo, ma va a sapere se era davvero mio zio!), mi ricorda tanto uno squalo, forse perché aveva una bocca piena di denti, che m faceva paura quando sorrideva! Lì erano tutti sdentati, a partire da mia nonna! Ogni volta che lo vedevo mi veniva voglia di pegarlo, oddio, da dove mi è venuta ‘sta parola, volevo dire picchiarlo! E comunque un bel morso una volta gliel’ho dato, quando ha provato a mettermi una mano nelle mutandine, con la scusa che voleva aiutarmi ad alzarmi dopo una delle mie cadute (anche adesso sono un po’ imbranata a camminare, mia mamma dice che è colpa dei piedi piatti, anche se mi hanno fatto pure operare, ma l’orma dei miei piedi sulla sabbia non ha il “buco” che hanno le loro!)

Comunque, anche per oggi, ho pensato troppo, addirittura mi vengono pure in mente le parole in spagnolo, evidentemente non sto tanto bene…

 

Non perderti la PROSSIMA PUNTATA in uscita il 25 agosto

 

 

 

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ITALIAADOZIONI
Redazione