Chi adotta i bambini special needs?

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Bambini con bisogni speciali e adozione)

Nel 2015 abbiamo pubblicato l’articolo Chi adotta i bambini special needs?” in cui proponevamo ai nostri lettori di partecipare alla ricerca condotta dalla Professoressa Chiara Oldani del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università della Tuscia. I dati emersi presentati di seguito sono molto interessanti e sono in continuo studio da parte del gruppo di ricerca, che può essere seguito sulla pagina Facebook dedicata 

Il campione delle famiglie nella ricerca sui bambini con bisogni speciali

Nel 2015 280 famiglie hanno risposto al questionario sulle adozioni internazionali di minori coordinato dal Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo; tanto entusiasmo da parte delle famiglie è stato possibile grazie anche alla promozione di Italiaadozioni.

L’adozione è un processo davvero lungo in Italia; secondo i dati della ricerca le famiglie italiane, dopo aver avuto il decreto dal Tribunale dei Minorenni, aspettano dai 2 agli 8 anni prima di abbracciare il loro figlio o figlia.

La ricerca ha permesso di raccogliere utili informazioni sulle famiglie adottive:

* i genitori adottivi hanno titoli di studio elevati, oltre il 40% ha la laurea,

* il 50% risiede nel Nord Italia

* oltre la metà ha un reddito netto mensile superiore a quello medio nazionale.

Le famiglie adottive sono quindi agiate, istruite e vivono in aree ricche del nostro paese.

Aree geografiche e patologie

Oltre il 65% dei bambini descritti nel questionario sono stati adottati ad un’età pre-scolare e sono prevalentemente maschi, i bambini più piccoli provengono da Asia e Africa.

Il 53% dei bambini giunti nel nostro paese soffrivano di patologie reversibili, transitorie, mentre il 10% sono bambini con disabilità grave; questo gesto di grande coraggio nell’accogliere bambini meno fortunati si accompagna però con una certa insoddisfazione dei genitori rispetto alle informazioni fornite all’abbinamento con il minore dall’Ente adottivo. Il 42% delle famiglie, infatti, afferma di non essere stata messa al corrente delle disabilità (lievi e gravi) al momento dell’abbinamento e affermano che le informazioni ricevute non erano esaurienti.

Le famiglie adottive hanno un intenso rapporto con i servizi sociali e sanitari e con l’ente autorizzato che gestisce la loro adozione e a questo rapporto è attribuito un buon livello di soddisfazione.

Costo dell’adozione e soddisfazione dell’esperienza

L’adozione è una scelta genitoriale costosa e la spesa più rilevante è quella dell’ente adottivo, che in media costa €7mila, seguita dal viaggio all’estero.

Il risultato forse più importante del questionario è che oltre il 90% delle famiglie adottive è molto soddisfatto della propria esperienza, attribuendo 10, 9 o 8 in una scala che va da 1 a 10.

Il gruppo di ricerca dell’Università della Tuscia continua a studiare questi dati; per chi volesse approfondire, sono stati pubblicati due articoli:

Economic analysis of Italian inter-country children adoption di Chiara Oldani , Barbara Pancino su Rivista Bancaria Minerva Bancaria http://rivistabancaria.it/ n.6-2017

The baby shortage in Italy, di Chiara Oldani 2017 su IUP Journal of Applied Economics.

Prof.ssa Chiara Oldani

Docente di Economia Monetaria al Dipartimento di Economia e Impresa (DEIm) dell’Università della Tuscia di Viterbo

 

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ITALIAADOZIONI
Redazione