“Cara adozione”, il desiderio di dire grazie alla vita

Print Friendly

Fotografia di Silvia Bruffa (diritti riservati)

Come raccontare a parenti e amici dell’adozione? Come sensibilizzare gli insegnanti dei propri figli alla storia adottiva? Come promuovere l’adozione tra le persone? In tanti ci state chiedendo il nostro libro “Cara Adozione” per regalarlo in occasione del Natale. Ci fa davvero molto piacere il successo che questo testo sta riscuotendo. Mandateci i vostri commenti, le vostre impressioni e le foto delle vostre iniziative a redazione@italiaadozioni.it, verranno pubblicati sulla pagina Facebook Cara Adozione. Grazie a tutti.

“Cara adozione” è un libro senza scadenza, parla a ciascuno e va bene per tutti. Abbiamo intervistato alcune delle autrici delle lettere pubblicate per condividere i pensieri, le emozioni e le speranze che hanno riposto nei loro scritti.

“Scrivere la lettera è stato per me quasi terapeutico in quanto mi ha permesso di mettere a nudo la mia anima e mi ha fornito uno strumento semplice per far conoscere la meravigliosa esperienza di essere madre adottiva; di spiegare a quanti ignorano, perché non sanno o non vivono questa esperienza, quanto speciale, unico e particolare sia il rapporto con un figlio adottivo e quanto sia importante per una famiglia adottiva l’unione ed il desiderio di appartenenza”, racconta Emanuela.

“Io lo regalerò alle future mamme adottive, perché è importante la voce di chi è arrivato alla meta, di chi ha capito che tante paure non avevano senso di esistere, che l’adozione non è solo burocrazia, denaro, problemi, ma è una filiazione vera, autentica, che contiene la sua parte romantica, che ci apparterrà sempre. Che anche l’adozione ha la sua “pancia”, quella che credevamo di non poter mai avere”, ci annuncia Roberta.

Claudia afferma: “Quando ho appreso che la mia lettera avrebbe fatto parte di un libro sono stata felicissima, perché ho pensato di aver contribuito, seppur in minima parte, a diffondere e a far conoscere aspetti emozionali dell’adozione, che certamente non si trovano sui libri nozionistici in materia di adozione. Sono convinta che chiunque leggerà il libro “Cara Adozione” si emozionerà, così come ho fatto io e comprenderà meglio la meravigliosa esperienza che è l’adozione”.

E ancora Cinzia: “Fatemi dire ancora un grazie di cuore alle persone che hanno ideato e realizzato questo progetto editoriale, è semplicemente un perfetto manuale per tutti gli attori dell’adozione. Se penso quanto tempo impiego a descrivere, a far passare quel difficile senso di normale diversità che ci contraddistingue come famiglie adottive… ecco penso che regalerò questo libro anche per far meno fatica o forse la farò comunque, ma mi sentirò supportata.”

Silvia condivide le sue riflessioni: “Due lettere della nostra famiglia nel libro, in un solo colpo, fa davvero effetto, credetemi. Ma cosa l’adozione di Gabriele non ha cambiato nella nostra vita? Quale prospettiva è rimasta la stessa? Quale fermo “no” o certo “sì” è rimasto immutato? L’adozione cambia i punti di vista, sconvolge le certezze e crea nuovi orizzonti. Non sempre comincia con “C’era una volta”, anzi spesso è improvvisa e impazza in un momento di calma. Ci mette davanti a storie, difficili e dolorose, che solleticano le nostre paure. Non ci sono individui più o meno preparati; semplicemente ci sono persone: mamme, papà, fratelli, sorelle, zii, nonni e bambini, che non mollano, ci credono e si scelgono. Non sempre con il colpo di fulmine, ma giorno dopo giorno”.

Monia, alla domanda a chi avesse pensato nello scrivere la sua lettera, ha risposto: “A mia figlia, perché non dubiti mai un istante di non essere stata desiderata. Perché comprenda che può esistere un’altra nascita e perché un domani forse, rileggendola, comprenda che la mamma non è solo quella che sgrida se necessario, che dice “sbrigati”, che fa fare i compiti… ma che la mamma la ama più di ogni altra cosa al mondo”.

In Emilia c’è stato il desiderio di parlare a sua madre: “Ho pensato di aver reso concreta e plausibile, attraverso la voce di un sentimento autentico e sincero, la possibilità di amare profondamente il proprio genitore adottivo e di desiderare, nel medesimo tempo, la conoscenza completa di se stessi, attraverso l’accesso alle proprie origini. Origini intese sia come dati anagrafici, sia come narrazione della propria storia e, se le circostanze sono favorevoli, anche come possibilità di nuovi rapporti d’affetto. Se mia madre adottiva fosse stata viva, sono certa che, passati i primi momenti di turbamento, avrebbe acconsentito a conoscere i miei fratelli. E, per prima cosa, avrebbe offerto loro il caffè!”.

Molto spesso scrivere può essere il proseguimento di un’antica abitudine di tenere un diario. Un “diario di bordo”, come mi aveva suggerito la mia collega, quando mi ha regalato un quaderno per immortalare il primo incontro con mia figlia. Oppure può essere un consiglio: l’amica o un familiare che ti sa coinvolto, ti suggerisce di smaltire le emozioni per iscritto per trovare un tuo equilibrio e trasmetterlo ad altri. Può essere infine il semplice desiderio di comunicare con un figlio o una madre con cui, in quel momento, c’è un rapporto conflittuale, ma profondo. L’intento è sempre e comunque di andare oltre le difficoltà, in una comunicazione senza spazio e senza tempo.

Tutti insieme abbiamo realizzato questo libro. E’ stata un’esperienza umana ineguagliabile, come lo è stata quella dell’incontro con mia figlia.

L’adozione non finisce mai di stupirmi. I genitori e i figli adottivi non finiscono mai di sorprendermi con la loro forza e la loro vitalità.

E l’avventura continua. Siamo solo all’inizio.

Roberta Cellore

 

Per saperne di più clicca qui “Cara Adozione”

A proposito dell'autore

Roberta Cellore
Mamma adottiva, analista bancario, gestisco il blog ilpostadozione.org.