Bambini ed elaborazione del lutto. Come aiutarli

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Candles in the dark, ph Peter Becker, (c.c. Flickr)

Un piccolo contributo per cercare di affrontare insieme ai nostri bambini un tema così delicato come quello della morte ed il conseguente lutto per la perdita di un proprio caro. Consigli utili per aiutarli – ed aiutare noi stessi – nella dolorosa elaborazione di ciò che sta accadendo in questa situazione di emergenza sanitaria.

 

Ogni uomo nell’arco della propria vita si è trovato a dover affrontare la morte di una persona amata e il conseguente lutto per la perdita. La morte rappresenta per tutti un forte “terremoto”, che giunge all’improvviso, destabilizza ogni cosa e se ne va lasciando tutto cambiato.

Che cosa si intende per lutto. I bambini sono “troppo piccoli per capire?”

Il Lutto è la reazione alla scomparsa di una persona amata (Freud, 1917), è quello stato psicologico conseguente alla perdita di un oggetto significativo – come una persona cara -  che ha fatto parte integrante della nostra esistenza. (Galimberti,1999)

È uno stato psicologico che non interessa solamente gli adulti, ma anzi coinvolge completamente anche i bambini più piccoli, che tramite l’osservazione dei propri adulti significativi e delle proprie figure di riferimento– come la mamma e il papà – apprendono che gli adulti sono molto tristi e che qualcosa è cambiato per sempre.

La comprensione della perdita e del suo significato varia a seconda dell’età di ogni bambino, del suo livello di sviluppo, delle sue capacità cognitive, dalle esperienze passate, dei modelli di comportamento e delle relazioni che hanno con gli adulti significativi.

La letteratura scientifica di riferimento, ci riporta alcune considerazioni in merito allo sviluppo della consapevolezza della morte, che bisogna tener presente nel momento in cui si decide di affrontare con il bambino tale argomento:

  • I bambini più piccoli (anche i neonati) non comprendono il significato vero e proprio della morte, ma percepiscono lo stato emotivo provato dagli adulti.
  • In età prescolare, fino ai 5 anni circa, i bambini possono vedere questa perdita come un evento reversibile, una condizione non permanente. Non ne comprendono l’irreversibilità.
  • In età scolare, invece, iniziano a comprendere sia l’irreversibilità che l’universalità della morte. Non solo capiscono che la morte è definitiva, ma anche che riguarda ogni essere vivente, loro compresi.

In ogni caso, non è pensabile ipotizzare delle modalità standardizzate ed univoche per parlare ai bambini della morte e aiutarli conseguentemente nell’elaborazione del lutto. Ogni bambino è unico. E come tale è importante tener presente le caratteristiche proprie di ognuno.

“Nonno, quando finirà?” – “Che?” – “Questa cosa che si muore?” (cit. Matteo Bussola)

Queste parole di Matteo Bussola, scrittore e fumettista, mi hanno particolarmente colpita. Mostrano chiaramente ciò che può passare nella mente dei bambini in questo momento. Stiamo tutti attraverso una situazione di difficile comprensione, e possiamo solamente immaginare ciò che possano provare i più piccoli.

Come aiutarli allora in questo momento in cui la morte non solo caratterizza alcuni momenti sporadici delle nostre case, ma è presente anche solo aprendo la finestra di casa e sentendo il suono delle ambulanze, accendendo la televisione o ascoltando le persone intorno.

Piccoli e brevi consigli per parlare con i bambini della morte ed elaborare il lutto

Oggi affrontare questo tema così doloroso con i nostri bambini può esser ancor più impegnativo. Ci troviamo di fronte ad una solitudine della morte, in cui non ci è possibile stare accanto ai nostri cari, accompagnarli e salutarli per l’ultima volta. Non ci è dato il permesso di riunirci in un rito di commiato per sancire insieme il trapasso del nostro amato.

In questo momento, questi brevi consigli, possono essere intesi come delle nuove modalità e nuovi percorsi per aiutare noi stessi e i nostri bambini ad elaborare il lutto. Ciò potrà consentire a noi stessi e a loro di rendere la frattura generata dalla perdita una cicatrice che con il tempo potrà guarire.

  • Dire loro la verità. Fondamentale è il poter dire ai bambini la verità, in funzione però della loro età e delle loro caratteristiche. Non deve essere una verità “nuda e cruda”, ma modulata sul bambino e che contenga la veridicità di ciò che sta avvenendo. Si possono utilizzare parole semplici, frasi brevi e bisogna essere pronti ad accogliere ogni loro richiesta e domanda. Non è necessario dare loro una risposta. Possiamo permetterci di dirgli onestamente “Non lo so” o proporre di provare a rintracciare insieme una risposta.

Con i più piccoli, potrebbe essere utile raccontare fiabe che possano permettere al bambino di entrare in contatto con il “C’era una volta”, che non indica un “adesso”, ma un passato che ora “non c’è più”.  E più in generale, cogliere le piccole occasioni del quotidiano per iniziare a parlar loro di questo argomento così complesso e di difficile gestione. La semplice osservazione delle foglie che cadono da un albero ed iniziano ad essiccare, può aiutare in questo.

Con i bambini di età prescolare e scolare, ci si potrebbe invece prendere del tempo per guardare insieme un film o film di animazione, come ad esempio “Coco”, che tratti tali tematiche. Quello suggerito narra, ad esempio, l’avventura di un giovanissimo aspirante musicista che intraprende un viaggio verso la terra dei suoi antenati, entrando così in contatto con la storia della sua famiglia e le tradizioni familiari.

  • Condividere le emozioni. La tristezza, il dolore e la rabbia che possono caratterizzare questi momenti non devono essere nascosti, ma condivisi e anche vissuti insieme. La condivisione delle emozioni permette ai bambini di mettersi in contatto con sé stessi e di esprimere liberamente ciò che stanno provando.

Ricordiamo che il lutto è un processo, non un singolo evento, e come tale è necessario concedere ai bambini – e a noi stessi -  di piangere.

  • Ritualizzare, salutare e ricordare insieme.

Il rito funebre sancisce il trapasso della persona amata ed è la base per il processo elaborativo. Rappresenta un momento in cui si saluta il proprio caro, lo si celebra e lo si ricorda circondati dagli affetti che allo stesso modo stanno cercando di elaborare il proprio lutto. È fondamentale per sentirsi parte attiva, per esprimere il proprio dolore e per comprendere ciò che è accaduto e sta accadendo. Ciò vale per gli adulti, quanto per i bambini.

Pensiamo a piccoli riti di commiato.

  • Narrazione. Proviamo a prenderci del tempo con i nostri bambini, magari per ripensare insieme al nostro caro, ricordarlo e costruire insieme un piccolo libro che contenga aneddoti e parole di momenti condivisi.
  • Fotografia. Le immagini e le fotografie possono essere utilizzati come strumenti di ritualità familiare. Pensiamo a Miguel, nel film d’animazione “Coco”, in cui le fotografie che ritraggono i propri antenati costituiscono luogo per il ricordo e l’elaborazione.
  • Disegno e Lettera. Proviamo ad unire la narrazione verbale e quella grafica. Sediamoci accanto al nostro piccolo e proponiamoli di fare un disegno o di scrivere insieme una lettera per il nostro caro.
  • Un momento condiviso. Stabiliamo un momento, in cui poterci ritrovare (anche se distanti) tutti insieme e accendere contemporaneamente, in ogni abitazione, una piccola candela. Distanti ma uniti.

E soprattutto e prima di tutto, dobbiamo darci – e dare anche ai bambini – la possibilità ed il permesso di sentire completamente le emozioni provate; di esprimerle e di condividerle con gli altri. Non siamo soli. Non siete soli.

 

Dott.ssa Michela Ranalli
Psicologa, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia n.21975

Email: michela.ranalli@libero.it

Sito: https://www.michelaranallipsicologa.it/

 

 

 

 

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