Adozioni e Coronavirus: un tempo di cristallo

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Bromo Sunrise, ph indrabastari, (c.c. Flickr)

Nel tempo che ci porta ad insegnare ai nostri bambini e ragazzi parole come Coronavirus e lockdown, a spiegare l’importanza dell’uso delle mascherine e di rispettare il distanziamento sociale (cito testualmente la loro traduzione “cioè che dobbiamo stare distanti, proprio perché ci vogliamo bene!”) cosa accade al mondo adottivo?

La cristallizzazione dei percorsi

Tutto sembra essersi fermato da circa un paio di mesi. Le ultime coppie per l’adozione internazionale sono partite entro la prima settimana di marzo ed hanno affrontato viaggi interminabili per rientrare in Italia, altre sono ancora bloccate in Paesi stranieri. Alcune coppie impegnate nel percorso nazionale sono state abbinate, ma le frequentazioni non sono partite o il percorso si è fermato prima di conoscere i referenti delle comunità di accoglienza dove vivono i minori.  Alcuni abbinamenti, in entrambi i casi, procedono seppur a rilento, per poi fermarsi e … aspettare.

I sentimenti nell’attesa

L’attesa è una fase delicata, alla quale coppie e bambini/ragazzi non sembrano rassegnarsi, pur rappresentando una tappa irrinunciabile del percorso. Sembra essere più dolorosa, in questi giorni, per l’incertezza che stiamo vivendo, per l’impossibilità di porle un limite temporale, un confine che ci possa rassicurare. Così, noi operatori sociali, accogliamo sentimenti come la rabbia, la tristezza e la paura.

Marco e Cinzia si definiscono arrabbiati: “Dopo anni di tentativi, attesa, lungaggini ai servizi, documenti persi, finalmente toccava a noi e invece … STOP! Non sappiamo dove sono di preciso i nostri figli, come si chiamano, non abbiamo visto nemmeno una foto!”, mentre Claudia e Roberto sono disperati: “Il tempo ci è nemico, passa e noi restiamo soli, chiusi in casa con il nostro desiderio nel cuore. L’orologio batte e la validità della nostra domanda scade. Noi diventiamo sempre più grandi e forse sempre meno papabili per un bambino…”.

Leon ha paura che la stella che guarda in cielo tutte le notti “non si stacca più e non riesce ad arrivare da me”, Chantal pensa che il giudice l’abbia dimenticata “perché non vi chiama e non trova i miei nuovi mamma e papà, mi aveva promesso che lo faceva e invece niente!”; Sara ha 7 anni, chiede sempre di tornare a scuola, perché all’inizio dell’anno non sapeva scrivere e non vuole che i nuovi genitori lo sappiano; invece Maria che sta entrando nell’adolescenza, mentre guarda la sorellina Sofia dormire, piange e non vuole parlare, ma convinta da un dolcetto notturno ammette “sto diventando sempre più grande, tra poco farò 13 anni e non mi vorranno più. Magari passerà un anno o due prima di liberarci del virus e con me che ci fanno due genitori? Vorranno solo lei…”.

Prospettive digitali

Il tornado COVID-19 ha messo di fronte tutti noi, indipendentemente dal ruolo, ad importanti cambiamenti. Gli Enti Autorizzati per le Adozioni Internazionali inviano SOS: senza i contributi delle coppie, come potranno proseguire la loro attività? Chiedono quindi di sbloccare le pratiche, procedere con gli abbinamenti grazie al supporto fornito dalle nuove tecnologie e, con le adeguate misure di sicurezza, poter far di nuovo partire/tornare le famiglie. Anche nell’Adozione Nazionale, i Tribunali per i Minorenni stanno ipotizzando nuove forme di comunicazione, ad esempio a breve le case famiglia potrebbero partecipare alle udienze tramite videochiamata, sebbene restino i problemi legati alla frequentazione in ambienti comunitari, così attenzionati e controllati negli ultimi tempi.

Somiglianze

In queste giornate scandite da conferenze e telegiornali, è fondamentale per poter andare avanti, fermarci ad osservare quante somiglianze ci siano tra i sentimenti dei minori e quelli delle coppie adottive. Sono distanti, non si conoscono, la loro speranza è messa a dura (anzi durissima!) prova, ma non demordono. È veramente per questo che il nostro arcobaleno con la scritta “andrà tutto bene” resta colorato; nel frattempo noi operatori sociali ci siamo, ascoltiamo entrambi i punti di vista ed accogliamo sentimenti di ogni natura, mentre ci rimbocchiamo le maniche e ci prepariamo a mettere le mani nelle rotaie di due binari ora paralleli, ma che torneranno ad incrociarsi.

Silvia Bruffa

 

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ITALIAADOZIONI
Redazione