Adottare in Etiopia

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(Flickr free license by United States Government Work)

Il nostro viaggio nel mondo attraverso i  paesi dei nostri figli continua, dopo l’India è la volta dell’Etiopia. Una mamma  ci racconta la sua esperienza e ci fornisce alcuni consigli. Al racconto abbiamo aggiunto una tabella con i dati delle adozioni effettuate in Etiopia. Sapere quali sono gli enti autorizzati in questa nazione e quanti sono i bambini arrivati in Italia, può essere utile per chi deve scegliere dove adottare. 

In Etiopia sono previsti due viaggi per l’iter adottivo:  durante il primo viaggio (la cui permanenza dura pochi giorni) si conosce il bambino e ci si reca in Tribunale per ottenere la sentenza di adozione. La seconda volta si rimane in Etiopia per circa 10 giorni, dopodiché, ottenuto il visto di ingresso in Italia, si torna a casa finalmente tutti insieme.

In entrambi i viaggi è essenziale la presenza di entrambi i genitori, non solo per un avvicinamento adeguato al bambino, ma anche per motivi giuridici: nel primo viaggio il Giudice deve incontrare entrambi i genitori adottivi; nel secondo viaggio, la richiesta di visto viene fatta da entrambi i genitori presso l’ambasciata italiana e in questa occasione alla coppia viene consegnato l’intero dossier relativo al proprio figlio.

Fra il primo ed il secondo viaggio passano circa 2-4 mesi. In questo periodo vi sono diversi passaggi burocratici finalizzati a preparare i nuovi documenti del bambino e al riconoscimento dell’adozione anche da parte della Commissione Adozione Internazionali. La C.A.I. rilascerà l’autorizzazione di ingresso in Italia del minore, che avrà da subito il cognome dei genitori adottivi. Prima di recarsi in Etiopia è consigliabile fare alcune vaccinazioni: antitifica, epatite A e B, meningite, accertarsi di essere coperti con antitetanica, antipoliomelite  e antidifterica sicuramente.  L’antimalarica viene consigliata soprattutto per chi si recherà nelle zone dell’Etiopia  con altitudine inferiore a 2000 mt: si può assumere il Lariam, che è mutuabile, da iniziare prima del viaggio con frequenza settimanale, oppure il Malarone, da assumere 48 ore prima di entrare in una zona malarica, con frequenza quotidiana.

Per chi si reca solo ad Addis Abeba non sussiste il rischio malaria, in quanto la città è a 2.300 m. s.l.m. e le zanzare non sopravvivono a tale altitudine. Alcuni medici consigliano la vaccinazione anticolera, che riduce la probabilità di contrarre la diarrea del viaggiatore.

Per quanto riguarda i voli noi abbiamo viaggiato fino a Roma e quindi con Ethiopian Airlines fino ad Addis Abeba; da qualche tempo vi è un volo diretto Malpensa-Addis Abeba. Altre compagnie aeree che servono l’Etiopia sono la Lufthansa e la Turkish Airlines. Il nostro biglietto aereo è stato fatto però dall’Ente, che riesce ad avere sconti sui costi inviando più famiglie per lo stesso periodo di permanenza.

Durante i due soggiorni si può essere ospitati nelle strutture dell’ente, se disponibili, oppure si può alloggiare in alberghi di livello medio nella zona di Bole, il quartiere nella parte sud-est di Addis Abeba in cui sorgono palazzi e centri commerciali di tipo “europeo”. Gli spostamenti generalmente avvengono con i mezzi dell’ente, ma qualora si desiderasse muoversi autonomamente si utilizza il taxi: delle vecchie Lada bianche e blu molto caratteristiche ad Addis Abeba.

In Etiopia è assolutamente sconsigliato bere acqua non imbottigliata, andare in giro di notte senza un accompagnamento e mangiare cibi crudi. Conviene mettere in valigia antibiotici a largo spettro, antipiretici e medicinali di uso comune, prodotti per le zanzare per chi viaggia, pannolini e omogeneizzati per i bambini piccoli. Può essere utile avere con sé una stufetta elettrica, perché può fare freddo. E’ importante avere delle torce elettriche (con batterie ricaricabili e relativo caricabatterie), in caso venga a mancare la corrente.

Come vestiario è importante considerare la stagione in cui si effettua il viaggio: le “grandi piogge” sono tra luglio e agosto fino a metà settembre. Anche negli altri periodi dell’anno è bene portarsi vestiti di diverso peso, compreso il pile e una giacca impermeabile dato che l’escursione termica tra il giorno e la sera può essere significativa.

Quando si prendono accordi con il personale etiope (es. autisti) è essenziale specificare se si parla dell’orario etiope o di quello europeo: in Etiopia la giornata inizia alle 6 del mattino, per cui la una etiope corrisponde, per esempio, alle 7 del mattino europee.

Buon viaggio

Francesca


Per sapere quali sono gli enti autorizzati e quanti sono i bambini arrivati in Italia.
Minori etiopi giunti in Italia (11/2000 - 31/12/2011)

Enti autorizzati (*) 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011   Tot.
Centro Aiuti Per L’Etiopia - 59 91 36 151 139 137 86 142 117 98 96 1152
A.M.I. - 4 2 - 3 24 24 44 54 43 27 29 254
C.I.F.A - 3 10 3 19 9 28 36 31 50 32 20 241
C.I.A.I. 2 9 1 8 20 43 21 15 22 35 19 28 223
I.C.P.L.F. - - - - - - - 26 36 52 32 40 186
A.I.A.U.Sede Reg.Toscana - - - - - - - 28 27 31 32 30 148
N.O.V.A. - - - - - 6 17 21 25 19 11 23 122
Ass.Enzo B - - - - - - - - - - 23 28 51
Progetto Alem - 3 8 - - - - - - - - - 11
N.A.D.I.A - - - - - - - - - - - 2 2
Centro Adozioni La Maloca - - - - - - - - 1 - - - 1
Tot.Etiopia 2 78 112 47 193 221 227 256 338 347 274 296 2391

N.b.: sono escluse eventuali adozioni portate a termine senza ente (primi anni transitori), con l’aiuto del Servizio Sociale Internazionale o della Commissione Adozioni Internazionali (C.A.I.).

Fonte: dati elaborati da ItaliaAdozioni a partire da fonti della C.A.I. (* le denominazioni degli enti per ragioni di impaginazione sono state abbreviate)

Per avere il quadro completo degli enti autorizzati che sono attualmente accreditati in Etiopia si consiglia di consultare la pagina Adottare in Africa dove sono presenti le denominazioni  complete degli enti stessi.


A proposito dell'autore

Ivana Lazzarini
mamma adottiva, mediatrice familiare.