Lettera di Giovanna Restelli

Lettera a chi non ho conosciuto

Cari genitori biologici,

Non so dove siete, ma vi ringrazio per ciò che avete fatto per me…

Grazie a te donna sconosciuta, per avermi custodita dentro di te, anche se non hai trovato il giusto spazio per me, al di fuori di te.

Grazie a te uomo ignoto, per aver deciso, insieme a lei, che sarei stata meglio altrove.

Avevate ragione!!!

Non sono ironica, ma sincera!!!

Quindi non tornate sui vostri passi, perché vi potrei offrire solo la mia indifferenza, che è qualcosa di diverso dall’odio, dalla rabbia, dal dolore e ovviamente anche dal bene e dall’amore… è peggio.

Vuol dire che al di là di riconoscere la vostra esistenza nel mio passato, nel mio DNA, voi non siete niente per me, due assenze per niente percepite, due fantasmi dietro le mie spalle.

Due persone come tante altre, non vi giudico peggiori dato che non vi conosco e sappiatelo che non sono solita esprimere valutazioni su chi non ho in qualche modo vissuto.

Non penso a voi e se vi nomino è solo perché riconosco che vengo da voi e sono nella mia famiglia poiché mi avete lasciata andare, magari con dispiacere.

Non cancello il mio passato perché significherebbe rinnegare il mio IO, la mia identità per vergogna o non accettazione della mia storia adottiva. Sarebbe come dire che essa mi crea problemi. Non è per niente così!

Non vi scrivo per conoscere le vostre ragioni, per sapere chi siete o per scoprire chi sono, anche perché io so chi sono oggi e mi basta. Voglio soltanto farvi sapere che sto bene dove sono, con i miei genitori (voi siete solo i miei procreatori) e ringraziarvi perché la vostra decisione mi ha consegnato una famiglia, la mia.

Volevate sentirvi dire che mi mancate, che vi sto cercando? Non è così, anche se vi potrà sembrare strano.

Vi dirò di più…spero non siate infelici per la scelta che avete fatto e che questa lettera vi rassereni, così che la mia serenità sia anche la vostra!

Mi auguro che altri capiscano che i bambini vanno tutelati e che la migliore prova d’amore sia lasciarli allontanare da noi qualora dovessimo nuocere alla loro crescita e minare la loro gioia futura.

State tranquilli, sono cresciuta bene, me lo dicono tutti, sono in pace con me stessa e con voi!

Non vi dico altro di me…

Ricordatevi che non ce l’ho per niente con voi, anzi! Poteva andarmi male e invece no, dunque vi saluto e mi congedo con queste parole da voi… per sempre!

Buona fortuna e buone cose per il vostro futuro!

Al mio ci penso io, con mamma e papà accanto a me!

Voi ci siete stati, ma il mio cammino continua senza di voi, alla grande! Vi lascio il cordone ombelicale e mi prendo la mia libertà di volare nel cuore di chi mi ha cresciuta, voluta ed amata.

Con riconoscenza,
il frutto della vostra unione, la figlia a voi sconosciuta
la figlia ora adottata, amata e felice,

Giovanna

Presentazione del progetto alla pagina: Lettere dal Festival.
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Nota: L’ordine di pubblicazione non segue alcun criterio di merito

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