Adottare un bambino grande

Bambini sempre più grandi

Mozambican child speaks with Marines (CC BY-NC 2.0) by United States Marine Corps Official Page

L’età media dei bambini adottabili sia in Italia che all’estero sta gradualmente aumentando, ciò comporta che, anche se è possibile adottare bambini abbandonati alla nascita, viene richiesta alle coppie che si avvicinano al percorso adottivo una disponibilità in merito all’età gradualmente sempre più alta anno dopo anno. Così tutte le coppie aspiranti all’adozione sono costrette a interrogarsi su quali siano i propri limiti riguardo all’età del figlio desiderato.

Quando una coppia si dichiara disposta ad adottare un bambino grande o un preadolescente deve prima  effettuare un’attenta auto-valutazione perché la relazione genitori-figlio presenta una maggiore complessità nel percorso di accompagnamento verso l’età adulta. Per capire la varietà degli approcci al problema consideriamo due coppie: Mario e Giovanna, Piero e Stefania (*).

Le motivazioni

La prima coppia (Mario e Giovanna) ha dato la propria disponibilità per un bambino grande dopo aver compiuto un percorso di riflessione ed elaborazione in cui, dopo il desiderio del proprio figlio biologico, si è prima orientata verso l’adozione di un bambino piccolo e poi ha iniziato a valutare l’ipotesi di adottare un bambino più grande. Questo percorso di crescita è stato stimolato e accompagnato da valutazioni sui tempi necessari, sulle probabilità di portare a termine il progetto adottivo e sulle difficoltà che potrebbero insorgere in presenza di troppa differenza d’età tra genitori e figli.

La seconda coppia (Piero e Stefania) dopo un percorso di riflessione sull’istituto dell’adozione, è giunta a valutare ed approfondire la situazione dei bambini grandi residenti in istituto e che siano adottabili, scoprendo  che questi ragazzi hanno spesso subito ripetute storie di abbandono sia in famiglia che nelle istituzioni, da parte di chi si è preso cura di loro dopo i genitori (educatori o parenti più o meno prossimi). Separazioni anche da parte del personale educativo degli istituti per il normale avvicendamento o per motivi di gestione che hanno rinnovato il dolore dell’abbandono.

Le due coppie dimostrano quindi motivazioni differenti:

  • per Mario e Giovanna prevale l’esigenza personale della coppia di accorciare i tempi, di avere una risposta positiva al proprio progetto, di trovare le condizioni migliori (per esempio la differenza di età) per iniziare il percorso adottivo;
  • per Piero e Stefania l’attenzione si focalizza verso la realtà dei ragazzi più grandi, orientandosi e imperniandosi sulla possibilità reale di offrirgli una vita alternativa a quella che avrebbe vissuto rimanendo in istituto sino all’età adulta.

Ma come non esistono solo il bianco e il nero, ma tutte le sfumature del grigio. Spesso la coppia che si avvicina all’adozione di un bambino grande ha un approccio simile a quello di Mario e Giovanna, iniziando a riflettere più sulle motivazioni personali, e poi scopre il mondo vissuto dai minori più grandi in istituto e sceglie di aprirsi a questo progetto come Piero e Stefania. Quindi non è opportuno “demonizzare” le motivazioni più “private e personali” che spesso sono il punto di partenza di un percorso che porta la coppia a capire la dimensione sociale dell’adozione e il punto di vista e i bisogni del bambino o del ragazzo in crescita.

Questi sono i motivi per cui la scelta dell’adozione di un bambino grande deve essere accompagnata da una profonda riflessione all’interno della coppia. Spesso l’entusiasmo di uno dei coniugi non è pienamente condiviso dall’altro che viene risucchiato in un’avventura di cui non è completamente consapevole. È molto importante scambiarsi sinceramente idee e convinzioni per poter valutare attentamente le risorse e disponibilità (personali e di coppia) a gestire le esigenze fisiche, emotive e psicologiche del futuro figlio. Per fare questa auto-valutazione è assolutamente necessario conoscere a fondo i possibili scenari che si potranno presentare nel momento dell’adozione e nella successiva vita in comune.

Non si può solo sperare che la propria storia futura sia formata solo da momenti felici senza troppe difficoltà. Il bambino grande porta con sé un passato complesso e ha una coscienza del presente che si accompagna a numerosi dubbi e incertezze che potrebbero avere come conseguenze la riduzione dell’autostima, l’impossibilità di tollerare delusioni e frustrazioni, l’incapacità di relazionarsi col mondo circostante, l’indisponibilità di fidarsi degli altri (coetanei e adulti) e l’incapacità di stabilire un legame di attaccamento (anche con i genitori). Le nostre coppie dovranno prodigarsi in un impegno continuo e costante di educazione che avrà come obiettivo l’aiuto al ragazzo nella ricostruzione dell’affetto e della fiducia in sé e negli altri.


Indice:
pagina 1: Bambini sempre più grandiLe motivazioni;
pagina 2: L’adolescenza, La conflittualitàInadeguati?
pagina 3: Come verificare la nostra disponibilità;

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A proposito dell'autore

Gabriele Cappelletti
Consulente ICT e genitore adottivo. Dal 2004 curatore di siti e blog dedicati all'adozione.