Analisi libri di testo per la scuola primaria

Librandoci (CC BY 2.0) by Roberto Rossi

Le casa editrici, da me contattate, hanno risposto in modo differente rispetto all’eventuale presenza di letture o attività legate al mondo dell’adozione nei libri di testo da loro annualmente proposti. Le Monnier, ad esempio, ha affermato come questa realtà familiare sia affrontata ma in modo sostanzialmente discreto; dello stesso parere è l’editore La Spiga che tuttavia considera le letture riguardanti la tematica dell’adozione come uno spunto per arricchire l’educazione alla cittadinanza e all’affettività.

La casa editrice Immedia, invece, ritiene che si tratti di una “problematica” di difficile trattazione e pertanto non reputa opportuno proporla nei testi per la scuola primaria.

L’editore Giunti ha sostanzialmente evidenziato le difficoltà derivanti dalla delicatezza dell’argomento: se la scelta di non includere l’adozione fra le tematiche affrontate dal testo appare poco rispettosa della realtà sociale, per parlarne in modo corretto è comunque  indispensabile una competenza specifica che non tutti gli autori possiedono. Per le prime tre classi della scuola primaria non vengono proposte attività direttamente inerenti all’adozione ma vi è un’attenzione particolare riguardo alle modalità per avvicinarsi alla storia personale che dovranno essere rispettose delle differenti realtà familiari; nei libri di testo rivolti alle classi quarta e quinta la casa editrice Giunti tende ad inserire talvolta un brano che affronti l’argomento ma che lasci l’insegnante piuttosto libera rispetto alla gestione di questa tematica.

Nel libro I colori dell’arcobaleno 3, proposto dalla casa editrice Il Capitello [1], un bambino racconta in prima persona la sua amicizia con un nuovo compagno di banco figlio adottivo: ciò che li accomuna è il loro essere scontenti, il protagonista per i propri voti mentre l’amico per i capelli che lo rendono ridicolo agli occhi dei compagni. Alla fine della lettura viene richiesto agli studenti d’individuare cosa significhi la frase finale del brano “siamo proprio fatti per capirci io e lui!”; l’attività proposta potrebbe rappresentare un’occasione per parlare, se non direttamente d’adozione, delle diversità.

Nei libri di testo Leo e la matita 3, edito da Il Capitello [2], e Gatto bianco gatto blu 4, della casa editrice Giunti [3], viene proposto il medesimo brano tratto dal libro Cara piccola Hué [4]; il protagonista, un bambino, descrive le preoccupazioni ed i pensieri legati all’imminente ritorno dei genitori con la sorellina, una piccola cinese di quattro anni. Nel testo scolastico di Valdiserra tuttavia, nella rubrica di educazione alla cittadinanza, gli alunni vengono invitati a riflettere sul significato dell’adozione di una sorellina ma anche a raccogliere informazioni rispetto all’adozione a distanza. Le parole danno forma ai pensieri ed è per questo che un autorevole strumento didattico quale il libro di testo dovrebbe evitare di utilizzare il termine adozione per definire il sostegno a distanza; è inoltre fuorviante contrapporre il concetto di filiazione adottiva a quello dei programmi d’aiuto in quanto, se nel primo caso vi è la nascita di una famiglia a tutti gli effetti, nel secondo caso si tratta di un semplice sostegno economico. Se l’alunno è lasciato solo nel momento in cui legge: “con l’adozione a distanza è possibile aiutare a crescere un bambino lasciandolo nella sua famiglia d’origine” [5] potrebbe presumibilmente maturare un’errata idea dell’adozione; è fondamentale che l’insegnante sappia chiarire che il minore viene dichiarato adottabile solo ed unicamente nel caso in cui siano fallite tutte le azioni intraprese per permettere la sua crescita in famiglia ed inoltre vi è la possibilità di un’adozione internazionale esclusivamente in mancanza di un nucleo familiare connazionale d’accoglienza idoneo.

È inoltre opportuno prendere in considerazione in quale contesto venga eventualmente inserito un brano o un’attività legata all’adozione: nel libro Gatto bianco gatto blu 4 la lettura riguardante l’attesa di una sorellina proveniente da lontano si può leggere poche pagine dopo il brano intitolato “Continuo a volerti bene” [6], dedicato alla realtà dei figli di genitori separati, e dopo il testo “Un tornado a quattro zampe” [7] nel quale si parla dell’adozione di un cane; se è indubbiamente positiva l’attenzione dell’autrice in merito alla molteplicità delle tipologie familiari viene purtroppo utilizzato il termine “adottato” anche nei confronti di un cane.  In Leo e la matita 3 invece, questa stessa lettura, a cui sono dedicate due pagine, è inserita nell’unità riguardante la famiglia e precede un brano relativo alle riflessioni di un bambino che attende la nascita del fratellino, lettura a cui è dedicato lo stesso spazio.

In Ciao Amici 5, della casa editrice La Spiga [8], si può trovare un ironico testo narrativo tratto dal libro Sognando l’India edito da Piemme Junior [9]; la lettura delinea il primo incontro fotografico tra un bambino indiano e la mamma ed il papà adottivi italiani ma le domande per la comprensione del testo invitano successivamente a descrivere i propri genitori con frasi altrettanto spiritose, allontanandosi così dalla tematica dell’adozione.

Nel libro di testo Tutti in bici 2, edito da Giunti [10], viene proposta una lettura, tratta da L’isola dei racconti [11], nel quale si narra la fiaba di un re ed una regina molto tristi, perché senza figli, che, attraverso l’aiuto di una strega, adottano tre bambini provenienti rispettivamente da Giappone, Arabia ed Africa. Le domande per la comprensione del testo tendono ad evidenziare come la coppia reale non si preoccupasse delle caratteristiche fisiche dei bambini, definendo il re e la regina persone “speciali”; quest’ultima precisazione potrebbe erroneamente veicolare un’idea di adozione come “buona azione” ed è conseguentemente importante che l’insegnante sappia prontamente chiarire questa affermazione.

Nel testo Mille e una storia 4, Raffaello Editore [12], viene proposta una lettura tratta dal libro A braccia aperte [13] che narra l’infanzia brasiliana, l’arrivo in Italia e le attenzioni di una figlia adottiva verso i più deboli; il brano riportato nel testo scolastico viene proposto come racconto realistico ed in esso viene descritto il disorientamento della giovane protagonista di fronte ai modi e ai ritmi di vita della città d’accoglienza, Torino. Le domande per la comprensione non affrontano la tematica dell’adozione. Nel brano proposto viene messa in evidenza l’agiata condizione economica dei genitori adottivi tanto che Cecilia, la protagonista, afferma di sentirsi come un personaggio di una delle telenovele seguite dalla mamma brasiliana; non vi è alcun riferimento alle motivazioni che hanno portato la bambina ad essere adottata ma è opportuno che l’insegnante sappia chiarire alla classe questa stereotipata contrapposizione fra madre adottiva ricca e madre biologica povera. La lettura successiva, seconda proposta di racconto realistico, descrive il rapporto di una bambina con i nonni materni e paterni ma anche con una particolare pianta di ciliegio. Se l’albero genealogico da completare si riferisce alla famiglia della protagonista, il libro in ogni caso propone l’iniziativa: “Adotta un albero!”. Nella lettura effettivamente la bambina afferma come il ciliegio faccia parte della famiglia dei nonni materni tuttavia l’adozione è tutt’altra cosa ed è importante che soprattutto nella scuola vi sia una precisa attenzione ad utilizzare le parole per il loro reale significato.

Nel libro di testo Re 33 per la classe terza [14] non si affronta direttamente l’adozione tuttavia viene proposta un’attività legata al linguaggio dei fumetti su alcune vignette raffiguranti l’agonia e la morte della mamma gabbiano; vicenda e personaggio tratti dal famoso libro di Luis Sepulveda Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. L’alunno che ha già avuto modo di conoscere questa storia, ancor più se figlio adottivo, legherà facilmente le immagini al mondo dell’adozione e al lutto derivante dalla perdita, reale o figurata, della madre biologica. L’attività, intitolata “La macchia nera”, dalla chiazza di petrolio che imprigiona l’uccello, richiede agli alunni di riempire correttamente i balloons ma questo stesso obiettivo potrebbe essere raggiunto con ben altre immagini. Il momento della storia scelto dall’autrice non è giustificato neanche da proposte di approfondimento inerenti l’educazione ambientale. In questo stesso libro di testo è possibile leggere il discutibile brano “L’orchessa e le sette orfanelle” [15].

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A proposito dell'autore

Francesca Carioni
nata a Vizzolo Predabissi (MI), mamma biologica, insegnante di scuola primaria.