Quando chiedere aiuto

Leo Ortolani - "DUE FIGLIE E ALTRI ANIMALI FEROCI" , Sperling & Kupfer; 2011 (per concessione dell'autore)

Generalmente i genitori adottivi non hanno difficoltà a chiedere aiuto in caso di bisogno. I vari colloqui per ottenere l’idoneità ci hanno abituato alla frequentazione degli psicologi, quindi non ci sono timori o remore ad incontrare i vari specialisti. Ma quando si avverte che le cose non funzionano come dovrebbero, quando i comportamenti, le parole, le emozioni…denotano che c’è qualcosa che non va, innanzitutto si deve fare chiarezza sul problema, cioè capire  che tipo di difficoltà abbiamo di fronte. I rischi, infatti, che si possono correre nella valutazione  sono sostanzialmente di due tipi: sottovalutiamo il disagio che si sta vivendo e lasciamo passare del tempo prezioso oppure “leggiamo con gli occhiali dell’adozione” problemi di diversa natura che con l’adozione magari non c’entrano nulla.

Innanzitutto va precisato che non c’è crescita se non c’è crisi, cioè le incomprensioni, la sana contestazione, le divergenze d’opinione… sono necessarie perchè si cresca, servono per evolvere.

Inoltre non si deve sempre e solo pensare al sostegno psicologico. Può essere invece necessario l’aiuto di un logopedista se, ad esempio, dopo un anno in Italia vostro figlio non ha ancora imparato l’italiano. Oppure può essere utile far fare della psicomotricità a un bimbo che ha qualche difficoltà nelle relazioni. O ancora può essere opportuno iscrivere un bambino che fa un po’ fatica  a esprimere le proprie emozioni ad un corso di teatro o di arte terapia.

Se invece ci accorgiamo che le cose non funzionano, sentiamo che non si recupera la serenità, avvertiamo che la fatica è per tutti eccessiva allora vale la pena domandarsi se abbiamo bisogno di aiuto.  E’ necessario riconoscere il bisogno di essere sostenuti prima che insorgano  problemi gravi. Il bisogno di farcela da soli nel più genuino intento di sentirsi “come le altre famiglie”, spesso portano a condizioni di solitudine e fai-da-te che non giovano, anzi complicano le cose. Nessuno è colpevole della situazione, ma tutti insieme ne siamo responsabili . Prima corriamo ai ripari, più possibilità abbiamo di recuperare le cose che non vanno. Possiamo rivolgerci ai professionisti che abbiamo incontrato nel percorso adottivo, oppure a psicologi di nostra fiducia. Ad esempio esistono centri specializzati nelle problematiche adolescenziali, si possono trovare strutture dove sono presenti più figure professionali che lavorano in sinergia….

L’offerta di aiuto davvero non manca, sta a noi capire per tempo come muoverci.

Print Friendly

A proposito dell'autore

Ivana Lazzarini
mamma adottiva, mediatrice familiare.