L’inserimento a scuola

Secondo l’ultimo rapporto statistico della Cai, riferito all’anno 2010, l’età media di ingresso in Italia dei bambini adottati è di 6 anni. Questo significa che spesso i genitori devono decidere cosa fare in merito all’inserimento scolastico dei propri figli una volta rientrati in Italia.

Innanzitutto non c’è alcuna fretta nel mandare nostro figlio a scuola. Sia che si parli di scuola materna sia che si parli di scuola dell’obbligo, non ci dobbiamo sentire pressati dalla necessità di iniziare l’inserimento scolastico.

Nostro figlio ha bisogno di stare con noi e noi abbiamo bisogno di stare con lui e insieme abbiamo bisogno di formare la nostra famiglia. Ci dobbiamo conoscere, ambientare, capire, amare, fidare…  Per far questo occorre tempo,  pazienza e tanto tempo da trascorrere insieme.

Non occorre andare a scuola per imparare l’italiano o per socializzare: l’italiano i nostri figli lo imparano con noi (non a caso si parla di “lingua madre”) e generalmente i nostri figli hanno già socializzato a lungo negli istituti da cui provengono. Casomai adesso possono avere bisogno di rapporti esclusivi, unici e dedicati.

Se fosse necessario per nostro figlio stare con gli altri bambini si possono invitare degli amichetti a casa, si può andare insieme ai giardinetti, si può praticare insieme dello sport…

E’ sicuramente vero che i bambini hanno mille risorse e sono molto veloci nell’adattarsi e nell’imparare, ma perchè dobbiamo sottoporli a uno stress ulteriore mandandoli a scuola? Sia che vadano alla scuola materna che alla scuola elementare devono imparare la lingua per capire e per esprimersi, devono inserirsi in un nuovo ambiente e devono conoscere nuove persone, inoltre alla scuola primaria  c’è il programma da seguire, ci sono le valutazioni sul rendimento, ci sono i compiti….

Alcuni degli interrogativi che dovremmo porci prima di decidere il dafarsi sono: come si sente mio figlio adesso? ha sufficiente conoscenza dell’italiano per capire e farsi capire? è pronto per andare a scuola? stare in una classe con altri bambini, se arriva da un orfanotrofio, che emozioni provoca in mio figlio? in che classe lo iscrivo? riuscirà a sostenere le richieste del programma? come vive mio figlio la valutazione dell’insegnante?

Anche se si parla di “scuola dell’obbligo” possiamo decidere di tenere i nostri bambini a casa con noi, lasciandogli il tempo necessario per diventare figlio prima di diventare anche alunno. Chiedete ai referenti dell’ente, ai servizi sociali che vi hanno seguito nell’iter adottivo, ai dirigenti scolastici come fare per aspettare ad inserire vostro figlio nella scuola.

Se avete deciso di rimandare l’inserimento scolastico, ma vi preoccupa il fatto che vostro figlio possa perdere l’anno scolastico, vi potete rivolgere ad un’insegnate privata che lo segua e lo prepari a casa. In questo modo alla ripresa del nuovo anno scolastico il bambino sosterrà l’esame da privatista e verrà inserito nella giusta classe di appartenenza  .

A proposito dell'autore

Ivana Lazzarini
mamma adottiva, mediatrice familiare.