Adozione nazionale, internazionale e speciale

Anéis (CC-BY-2.0) by Jeff Belmonte

Chi può adottare? (art. 6 L. 814/83) (ulteriori notizie)

Possono dare disponibilità all’adozione di soggetti minori degli anni 18 i coniugi sposati da almeno tre anni (nel computo del triennio si contano anche gli anni di eventuale convivenza more uxorio purchè comprovati. Detta durata deve sussistere al momento della pronuncia e non al momento della domanda di adozione. Tuttavia, non sembra opportuno accettare la domanda di chi non si trova in tale condizione e la presenta con largo anticipo perchè verrebbe a mancare un importante indice di stabilità del matrimonio), non separati (nemmeno di fatto), ritenuti idonei ad educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendono adottare.

Vediamo inoltre gli altri possibili sviluppi dell’iter adottivo:

- Dichiarazione di adotabilità

Chi può essere adottato?

Qualsiasi minore che si trovi in stato di abbandono morale e materiale, con conseguente dichiarazione dello stato di abbandono da parte del Tribunale per i Minorenni competente territorialmente, può essere adottato.

Dichiarazione di adottabilità (ulteriori notizie)

L’Art. 8 della L. 184 fa riferimento alle condizioni per la dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore. Presupposto per la dichiarazione stessa è l’accertamento dello stato di abbandono in cui il minore si trova, in quanto privato dell’assistenza morale e materiale da parte dei genitori e dei parenti che sono tenuti a provvedervi, ovvero, come meglio indicato dalla dottrina, quelli entro il 4° grado (ciò si evince anche dal riferimento espresso negli artt. 9, 11, 12, 13 della L. 184/83).

Nell’indagine tesa alla verifica dello stato di abbandono bisogna tener conto che l’adozione rappresenta l’extrema ratio ed è importante dare priorità all’interesse del minore di essere educato nell’ambito della propria famiglia d’origine.

Affinchè si constati lo stato di abbandono occorre che sussistano carenze materiali ed affettive che costituiscano una condizione di pregiudizio per il minore e che comportino il rischio della compromissione della salute e delle possibilità di uno sviluppo equilibrato fisico e psichico del minore.
Lo stato di abbandono non è escluso dalla circostanza che i genitori o qualche parente entro il quarto grado presti al minore le cure materiali essenziasli essendo necessario verificare che l’ambiente domestico sia idoneo a garantire un equilibrato ed armonioso sviluppo della personalità del minore (così si è espressa anche la prevalente giurisprudenza. Vd. Cass. 28.10.2005 n° 21100).

E’ preclusa la dichiarazione di adottabilità del minore nel caso in cui la mancata assistenza morale e materiale, da parte dei genitori o dei parenti entro il quarto grado, derivi da causa di forza maggiore avente carattere transitorio, e sempre che ciò non influisca negativamente sullo sviluppo psico-fisico del minore.

Alla procedura per dichiarare l’adottabilità sono state apportate delle modifiche fondamentali con la riforma prevista dalla L. 149/2001. All’Art. 8 della L. 184 come modificato dalla L. 149, infatti, è prevista l’assistenza tecnica di un difensore sia per i genitori e i parenti entro il 4° grado che per il minore, che divengono così parti del processo che porterà o meno alla dichiarazione di adottabilità. La conseguenza è che la difesa del minore è diventata obbligatoria. In difetto il giudizio è nullo per vizio del contraddittorio. Il minore e i suoi genitori sono consideratoi liticonsorti necessari e devono essere assistiti da un proprio difensore, il quale viene nominato d’ufficio dall’autorità procedente nel caso in cui ne siano sprovvisti.

Questa modifica introdotta dalla L. 149/2001 è ufficialmente entrata in vigore il 1 luglio 2007 dopo diversi rinvii. Si tratta, a ben vedere, di una novità importantissima e che ha reso obbligatoria sin dall’inizio del procedimento di adottabilità la difesa tecnica di tutte le parti, compreso il minore.

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A proposito dell'autore

Monica Ravasi
mamma adottiva e avvocato