Lettera di Iole Sortino

Lettera alle mie mamme

Care mamme,

avrei tanto bisogno di parlarvi guardandovi negli occhi e non ho mai potuto farlo, lo sapete, non me lo avete consentito, ma con questa lettera spero di riuscire a esprimere tutto quello che ho dentro di me, vorrei in realtà porvi tante domande, ma voi non potete più rispondere, lo so, ma chissà… forse sì… perché credo che, anche se non siete più in questo mondo, dalla dimensione in cui vi trovate potreste finalmente darvi un po’ da fare e venirmi incontro, cosa che non avete fatto in vita.

Ecco che subito si insinua la polemica e la critica… ma vorrei vi rendeste conto del male che avete fatto a me e, forse… soprattutto, a voi stesse.

Vi siete conosciute, lo sapete no?

In quell’occasione tu mamma Maria avevi circa 30 anni e tu mamma Bianca ne avevi più di 40.

Sono sicura, Bianca, che sarai stata un po’ invidiosa di Maria, più giovane e carina e che aveva avuto dei figli… mentre tu non potevi, e tu Maria avrai odiato Bianca che mi aveva con sé e che, secondo te, mi aveva strappato dalle tue braccia.

Vediamo finalmente di chiarire tutto tra voi e con me.

Vi siete conosciute perché cara Maria hai cercato disperatamente di riprendermi… dopo avermi abbandonata… e dopo che ormai ero stata adottata.

Già perché ora so tutto care le mie mamme, ma ho saputo tutto alla tenera età di 50 anni, entrambe non vi siete curate di farmi conoscere la verità e quando ho appreso di essere stata adottata è stato un trauma e voi non c’eravate più, non potevo chiedervi perché… perché tu Bianca non mi avevi detto nulla… perché tu Maria mi avevi abbandonato.

Sapete cosa si prova a sentirsi senza radici, a non sapere se il proprio volto è simile a quello di tua madre, se sei alta come lei, se il tuo sorriso è come il suo… ci si sente truffati è come avere vissuto una vita che non ti spettava, non hai più punti di riferimento, in balia di un destino forzato.

Sai cosa si prova, mamma Maria, a leggere nel certificato di nascita… nata da donna che non vuole essere nominata?

Ti senti un oggetto, ti senti non amata, ti senti non voluta, buttata via… ti chiedi come si fa ad abbandonare una bimba che hai tenuto con te o meglio in te per 9 mesi… sì, ti dici, lei ti ha dato la vita… allora non sapevo tutte le motivazioni che ti hanno portato all’abbandono, non conoscevo lo strazio che avevi provato e che la fortuna mi ha consentito di apprendere attraverso le tue stesse parole in una lettera che leggo e rileggo e bagno con le mie lacrime di consolazione e di tristezza infinita per te che hai sofferto per tutta la vita fino alla morte avvenuta in giovane età.

Ma nonostante le tue ragioni, cara mamma Maria, tu mi hai lasciato all’orfanotrofio, sì è stato anche frutto di ingenuità ed ignoranza, credevi di potermi riprendere… ma la realtà è che mi hai lasciato.

So che hai fatto di tutto per riavermi con te… Rosetta, tua figlia legittima, ricorda ancora se stessa, bimba di appena 8 anni e te, mamma cara, nascoste per ore nella portineria del palazzo dove abitavo con i miei genitori adottivi, per vedermi e per cercare di riprendermi, di abbracciarmi, finché non sei stata diffidata dalla polizia e dopo anni hai dovuto arrenderti.

Ma ecco ti sei arresa troppo e per sempre… perché non mi hai cercato quando ero grande? per non disturbare la mia serenità ed il mio equilibrio… ma come facevi a sapere se ero serena, se ero felice, se avevo bisogno di te… anche se in realtà ho avuto genitori adottivi meravigliosi.

Cara mamma Bianca mi hai voluto bene insieme a papa Gianni, ma perché non mi avete detto nulla?avevate paura che vi rinnegassi, ma come era possibile questa eventualità se ero cresciuta con voi e vi amavo, avete peccato tutti di un grande egoismo, avete pensato solo alle vostre paure, non avete pensato che dovevo essere io a decidere se volevo avere rapporti con la mia mamma naturale o no, potevo disprezzarla e respingerla, era un rischio da correre mamma Maria, potevo invece creare un rapporto bellissimo con entrambe… sogno di potervi abbracciare tutte e due di essere stretta e coccolata da tutte e due insieme.

Per questo scrivo ad entrambe, scrivo perché spero che per ora mi stiate guardando, che siate qui vicino a me mentre scrivo ed unite finalmente nell’amore per me.

Io vi amo e perdonate il mio sfogo e ringrazio mamma Maria per avermi dato la vita e mamma Bianca per avermi insegnato a viverla.

Iole Sortino

Presentazione del progetto alla pagina: Lettere dal Festival.
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Nota: L’ordine di pubblicazione non segue alcun criterio di merito

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ITALIAADOZIONI
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