Compiti e ruoli (prima, dopo e durante l’adozione)

I Servizi Territoriali intervengono nelle diverse fasi del percorso adottivo con procedure specifiche.

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Prima del decreto di idoneità

Nel periodo che precede il decreto di idoneità, l’equipe ha, fra l’altro, il compito di:

  • Organizzare incontri di formazione e informazione. Questi saranno rivolti per le coppie che intendono iniziare il percorso. Tali appuntamenti   permettono, a chi si avvicina all’adozione,   una maggiore conoscenza della prassi burocratica e costituiscono  un iniziale approfondimento delle tematiche adottive   e delle motivazioni che spingono i coniugi ad adottare.Sono momenti fondamentali per un iniziale approfondimento e conoscenza di un mondo che ha regole e necessità specifiche e spesso differenti da quelle che caratterizzano le famiglie biologiche.Durante questi incontri i coniugi vengono aiutati a lavorare sull’elaborazione del lutto della sterilità, momento fondamentale per passare dal bisogno di un figlio, percepito come risolutore di una mancanza, al desiderio di amare e accogliere un bambino nato da un’altra donna  come figlio proprio.La coppia inoltre ha la possibilità di iniziare a riflettere sull’immagine del suo bambino ideale e sulla capacità di aprirsi con flessibilità all’accoglienza di un bambino portatore di esperienze traumatiche e di pesanti vissuti abbandonici.Durante i corsi, i coniugi  avranno inoltre modo di riflettere sulle capacità e risorse educative che dovranno mettere in gioco come genitori di un bambino adottato e sulle motivazioni che li spingono  a tale percorso.
  • Occuparsi dell’indagine psicosociale. In questo periodo psicologo e assistente sociale effettuano una visita domiciliare ai coniugi, allo scopo di arrivare ad una conoscenza più approfondita nell’ambiente dove i coniugi vivono, e una serie di colloqui, sia individuali sia di coppia.  Tale indagine ha lo scopo di verificare il possesso da parte dei coniugi di adeguate capacità genitoriali. In questa fase la coppia si sente esaminata e analizzata. Ogni aspetto della loro vita viene indagato ed esaminato e spesso essi vivono con disagio quella che viene percepita come un’ intrusione nella loro realtà interiore, a cui il più delle volte non sono abituati.
  • Redigere, una volta effettuata l’indagine, la relazione finale da presentare al Tribunale dei  Minori per l’emanazione del decreto di idoneità. La relazione deve contenere una descrizione dettagliata delle caratteristiche personologiche di ciascun membro, della qualità della relazione di coppia, la capacità dei coniugi di porsi come valido modello educativo nei confronti di un bambino, le motivazioni all’adozione, la situazione sanitaria, economica e lavorativa della coppia.

La fase dell’attesa

Durante la fase dell’attesa, i Servizi potranno, eventualmente in collaborazione con gli Enti, nel caso di adozioni internazionali, o con le Associazioni di genitori adottivi, mettere in azione iniziative di formazione per permettere ai coniugi di proseguire nel loro  compito di approfondimento ed elaborazione delle tematiche che caratterizzano il percorso adottivo (la relazione con i nonni, problemi di maltrattamento e abuso, le fratrie, la narrazione della storia).

L’elaborazione di tematiche così complesse investe prepotentemente la sfera intima delle persone coinvolte , e non può risolversi nella lettura di qualche libro o nella partecipazione di qualche incontro, ma va affrontata con delicatezza e gradualità, in un percorso che deve diventare un elaborazione  personale e di coppia. Sappiamo infatti che i coniugi dovranno, per poter accogliere e dare risposta alla sofferenza del figlio,  assumere su di sé la propria delusione e la propria frustrazione  per non aver potuto generare un figlio biologico, e compiere tanti altri passi nella strada dello sviluppo e della maturazione personale.

L’arrivo del bambino in famiglia

In questa fase sarò compito sei Servizi quello di:

  • Contattare e visitare la famiglia  per osservare il bambino nel suo ambiente di vita. La visita domiciliare potrà fornire molte informazioni agli operatori sull’inserimento del minore in famiglia. E’, infatti, diritto inalienabile del bambino quello di essere aiutato a integrarsi nella nuova famiglia.
  • Redigere una relazione al Tribunale per i Minori.
  • Accompagnare e sostenere la famiglia. Dopo l’arrivo del bambino e durante tutto il percorso di crescita del figlio gli operatori dei Servizi potranno, se richiesti, offrire un valido supporto alla famiglia, con incontri, gruppi destinati ai genitori o ai bambini, allo scopo di facilitare la costruzione di un ambiente il più possibile sereno e accogliente  dove il piccolo possa crescere e di aiutarlo ad affrontare le problematiche di cui un bambino adottato è portatore.
  • Proporre e organizzare incontri periodici per genitori adottivi, di gruppo o  di coppia, e per bambini adottati, per affrontare problematiche specifiche  e offrire un aiuto e un sostegno per risolvere eventuali problematiche che potranno presentarsi durante la delicata fase dell’inserimento in famiglia.

Mariangela, psicologa.

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A proposito dell'autore

Mariangela Corrias
Mamma biologica, psicologa, esperta in Psicologia dello sviluppo e dell'educazione https://mariangelacorrias.wordpress.com/