Revoca del mandato

Cosa occorre fare se i genitori che hanno già conferito il mandato ad un ente autorizzato all’adozione internazionale e lo vogliono revocare?

Innanzitutto va detto che sono di due tipi le ragioni che talvolta portano i genitori a revocare il mandato all’ente: 1) i genitori intendono conferire un nuovo mandato ad altro ente, oppure 2) intendono interrompere il loro percorso adottivo.

Per revocare il mandato conferito ad un ente per l’adozione internazionale occorre inviare all’ente stesso una raccomandata con ricevuta di ritorno nella quale si precisi la motivazione per cui si revoca.

Alcuni enti forniscono un loro modello di lettera che, debitamente compilata, va inviata sempre per raccomandata A/R all’ente.

Nell’ipotesi di conferimento ad altro ente, diverso dal primo, i genitori dovranno fare attenzione alla tempistica. Va ricordato, infatti, che il mandato all’ente va conferito entro un anno da quando il Tribunale per i minori emette il decreto di idoneità. Se il cambio di ente avviene entro l’anno non vi sono problemi. Ma se il cambio avvenisse trascorso già oltre un anno dal decreto di idoneità occorre che il conferimento del nuovo mandato avvenga contestualmente alla revoca del vecchio. Non devono esserci buchi temporali rispetto al mandato al primo e al secondo ente, pena la decadenza del decreto di idoneità.

Con la revoca sorge un altro problema che attiene strettamente agli aspetti economici. Spesso la coppia che revoca, se ha versato già una parte o tutto l’importo richiesto dall’ente, si aspetta una parziale o totale restituzione. Ora, per chiarire tale questione occorre verificare innanzitutto il contenuto del contratto che gli enti fanno firmare all’atto del conferimento del mandato e, poi, a che punto era giunto il lavoro svolto dall’ente. Vi è da ricordare, infatti, che il mandato conferito è un contratto a tutti gli effetti che impegna le parti all’adempimento (l’ente si impegna a svolgere tutta l’attività necessaria all’abbinamento della coppia con il figlio e i genitori adottivi si impegnano a versare una determinata somma di denaro per gli incombenti dell’ente). E’ un contratto dal quale è sempre possibile liberarsi salvo la richiesta di pagamento da parte dell’ente fatta in base alle previsioni contrattuali sottoscritte dalle parti e, in base al lavoro svolto dall’ente stesso fino a quel momento.

Per chiarezza: se nel contratto di mandato l’ente prevede già che alla revoca consegua il pagamento di una somma o la non restituzione di quanto sino a quel momento versato, la sottoscrizione del contratto stesso impegna le parti all’adempimento di tali previsioni.

Se nel contratto non si fa menzione di tale ipotesi, l’ente potrà comunque richiedere, sotto forma di rimborso spese, quegli oneri che dimostra di aver sopportato a favore della coppia.

Resta il fatto che se la coppia non è d’accordo con l’ente occorre rivolgersi al Tribunale competente per dirimere la questione.

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A proposito dell'autore

Monica Ravasi
mamma adottiva e avvocato