Adozione in casi particolari (Art. 44 e seguenti L. 184/83)

July 7, 1934 (CC) by National Library of Ireland on The Commons

Casi particolari (Art. 44 e seguenti L. 184/83)

Si parla di adozione particolare di un minore nel caso in cui:

a) l’adottante sia una persona unita al minore da vincolo di parentela entro il 6° grado o da un rapporto stabile precedente alla perdita dei genitori;
b) per il coniuge convivente del genitore del minore, per favorire il proseguimento dell’unità famigliare e garantire, quindi, una crescita armonica del minore;
c) quando è impossibile l’affidamento preadottivo del minore in stato di abbandono, o appare controproducente per il minore interrompere l’affidamento o i rapporti con la famiglia di origine.

In tutti questi casi, comunque, il Tribunale per i Minorenni deve accertare che l’adozione particolare risponda all’interesse del minore. Una delle motivazioni può essere, ad esempio, che sia preferibile salvaguardare il rapporto affettivo già in atto anzichè instaurare un’adozione legittimante con una coppia sconosciuta. Anche nel caso dell’adozione particolare, ci deve essere il consenso del minore che abbia compiuto 14 anni e il maggiore di 12 deve essere sentito personalmente dal giudice.

Come devono procedere le persone che intendono dar corso a questa procedura speciale?

La coppia o il coniuge che intende procedere all’adozione particolare deve presentare domanda al tribunale del luogo in cui si trova il minore. La procedura risulta semplificata rispetto a quella per l’adozione legittimante e ha lo scopo di verificare che tra il minore e gli adottanti si possa stabilire un rapporto genitoriale solido. Non occorre accertare lo stato di abbandono del minore, non si confrontano coppie disponibili all’adozione e non è previsto un periodo di affidamento preadottivo. Il procedimento si conclude con una sentenza di adozione che esplica i suoi effetti immediatamente dalla pronuncia. Fino a che la sentenza non è emanata sia l’adottante che l’adottando possono revocare il consenso prestato.

Quali sono gli effetti?

Pronunciato il provvedimento di adozione da parte del Tribunale dei Minori, il minore diventa figlio adottivo a tutti gli effetti, assume il cognome della nuova famiglia e i genitori adottivi acquisiscono il dovere di educare, istruire e mantenere il figlio, esercitano su di lui la podestà e ne amministrano i beni. Il minore assume, quindi, tutti i diritti e i doveri di figlio legittimo. I genitori naturali, a questo punto, perdono la podestà sul minore, a meno che all’adozione abbia provveduto il coniuge del genitore.

E’ revocabile l’adozione in casi particolari?

L’adozione particolare può essere revocata, su richiesta dell’adottante, dell’adottato o dei suoi congiunti e del pubblico ministero, per:

a) indegnità dell’adottato (se attenta alla vita di uno dei famigliari o se condannato per reati nei loro confronti);
b) indegnità dell’adottante (per gli stessi reati, ma commessi nei confronti del minore);
c) violazione da parte dell’adottante dei doveri verso il minore.

La domanda di revoca si presenta con ricorso al Tribunale per i minorenni ricompreso nel distretto ove risiede l’adottato, ma nel caso in cui quest’ultimo sia diventato maggiorenne si ritiene che la competenza spetti al Tribunale ordinario.

La revoca viene pronunciata con sentenza resa all’esito di un procedimento contenzioso nel corso del quali si procede all’accertamento di ogni circostanza utile da porre alla base del provvedimento di revoca.

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A proposito dell'autore

Monica Ravasi
mamma adottiva e avvocato