Lettera di Antonella Mazzon

A MICHAIL

Caro figlio,

ti tengo in braccio seduta ad incastro tra una ragazza spagnola ed un burbero signore di non so quale nazionalità e mille emozioni si accavallano nella mente con il potere di annullarsi tra loro: non capisco più nulla e non so cosa provo…

Osservo dal finestrino la pista mentre l’aereo sta rullando… là nell’angolo scorgo elicotteri militari, e più lontano l’orizzonte. Finalmente siamo riusciti a salire su questo aereo: prima non trovavano i nostri nomi nella lista passeggeri e poi tutti i controlli di quella moltitudine di documenti che ti accompagnano… che sguardo aveva quella robusta donna poliziotto!

Però siamo qui… io con te, e più avanti sull’aereo papà e tua sorella. Provo un’enorme tristezza perché so che sto strappando le tue radici… lo pensavo anche ieri notte mentre ti cullavo seduta davanti alla finestra quando non volevi dormire, ti dicevo di guardare le luci di questa città e di imprimertele bene negli occhi: chissà quando le potrai rivedere…

Quanti dubbi e quanta paura; sono diventata madre di un bimbo nato a migliaia di chilometri di distanza, in un luogo che nemmeno sapevo esistere eppure tu avevi bisogno di noi come genitori e noi di te come figlio, con tanto amore da donarci. La tua adozione non è stata facile, nell’ultimo periodo ho perso anche diversi chili.

Qualche giorno prima della partenza tuo padre si è dovuto sottoporre a urgenti esami, sai, il dubbio è un tumore, e siamo partiti per venirti ad incontrare senza conoscerne l’esito.

Quando leggerai questa lettera sarai grande ed in grado di capire e forse proverai anche tu la rabbia che abbiamo provato io e tuo padre quando siamo stati trattati male e persino minacciati la sera prima della tua adozione: quella notte l’ho passata sveglia, ipnotizzata dalle ruote delle auto che, passando sulla strada, provocavano un rumore innaturale che mi lancinava il cervello.

Fortunatamente il giorno seguente in Tribunale il giudice ha pronunciato la sentenza di adozione e ogni cosa ha trovato il suo posto.

L’aereo ha preso quota e mentre tu dormi io penso ai certificati medici: dai tuoi referti risulta esserci un grave ritardo neurologico ma gli operatori italiani dell’associazione ci assicurano si tratti solo di una formula burocratica. Io ti guardo e mi sembra impossibile tu abbia problemi ma se così fosse sarebbe un bel guaio: torniamo a casa e io mi troverò con una bimba di 6 anni che inizia le elementari, un figlio gravemente disabile e la possibilità che mio marito abbia un tumore.

Scaccio via questi tremendi pensieri e mi accorgo forse solo ora di quanto l’adozione porti con sé un rischio elevato: ci siamo buttati anima e corpo e per la seconda volta in un progetto complicato e dai risvolti imprevedibili. Non è uno scherzo scegliere di diventare padre e madre di un bambino non nato da te!! Si avvicina l’hostess e mi porge il biberon, servirà per non farti sentir male alle orecchie: tu lo afferri con la tua solita voracità, ne scoli l’intero contenuto e poi inizi a strillare perché è vuoto. Capisco che le tue urla infastidiscano ma non so come tranquillizzarti, le frasi che ti sussurro non le comprendi… però i due omoni seduti dietro a noi si alzano in piedi, ti sorridono e ti sussurrano parole nella sola lingua che tu abbia ascoltato: tu ricambi i sorrisi e ti quieti.

Si accendono le luci per allacciare le cinture: stiamo per atterrare… in questo spazio di nessuno che sono le nuvole, stringendoti a me, ho potuto vedere con chiarezza e come in un film tutto ciò che è avvenuto…

Scendiamo dall’aereo e saliamo sul bus, a Linate… sei sempre tra le mie braccia ed i miei pantaloni denunciano fuoriuscite copiose di pipì dal tuo pannolino ma non me ne importa nulla.

Papà si avvicina e vedendo lacrime sulle mie guance mi chiede: ”Perché piangi?”

“Perché ce l’abbiamo fatta, e perché sono felice” gli rispondo sicura, nonostante tutti i dubbi che affollano la mia mente:so che è stata una scelta d’amore per la quale sono disposta a lottare contro tutti gli ostacoli che si presenteranno.

Buona vita figlio mio, io ti sarò vicina sempre, ogni volta che ce ne sarà bisogno… e fin quando mi vorrai.

Con amore mamma

Antonella

Presentazione del progetto alla pagina: Lettere dal Festival.
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