Scuola e adozione: corso di aggiornamento

I colori dei bambini (CC BY-NC-SA 2.0) by aldoaldoz

Marco Chistolini (psicologo, psicoterapeuta e direttore scientifico del Ciai, Centro Italiano Aiuti all’Infanzia) ha tenuto due moduli di aggiornamento per insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria sul tema “Scuola e adozione”, di seguito  una breve relazione di quanto appreso nel primo incontro.

Tanti sono gli interrogativi, i dubbi, quando nelle nostre scuole accogliamo un bambino adottato.  Nel primo incontro noi docenti abbiamo avuto l’occasione di confrontarci cercando di capire con quale bagaglio un alunno adottato varca la porta della nostra classe.

  • Sicuramente c’è un vissuto di abbandono cioè di un’esperienza di perdita sempre negativa.
  • A volte vi sono esperienze sfavorevoli o possibili danni biologici.

Un altro aspetto che deve essere attentamente considerato, soprattutto nell’adozione internazionale, è quello relativo al gran numero di cambiamenti che il bambino adottato deve affrontare:

  • Nuovo contesto relazionale (lingua, cultura..).
  • Nuove abitudini e stile di vita.
  • Nuovi amici e compagni.
  • Nuova alimentazione.
  • Nuovo paesaggio.
  • Nuovo clima…

L’aspetto più importante che non occorre trascurare è quello delle risorse, i punti di forza che ogni bambino possiede (resilienza, capacità cognitive, capacità relazionali…). Tali risorse si scoprono e si svelano nell’incontro quotidiano con il nostro alunno: basta avere uno sguardo attento e la voglia d’incontrare “l’altro che mi sta di fronte”.

Come il bambino adottivo vive l’inserimento a scuola?

E’ stato interessante osservare con gli occhi di un bambino adottato come l’apprendimento (acquisire conoscenze) e la socializzazione (relazioni, regole…) siano due livelli che implicano un impatto sulla sfera dell’identità personale: qual è il mio valore, cosa sono capace di fare, come gli altri mi vedono… Il bambino adottato si pone delle domande significative:

  • Ho una storia particolare, non sono nato dalla pancia della mamma, sono stato lasciato: cosa significa? Valgo meno?
  • Vengo da un altro paese, sono somaticamente diverso: chi sono, qual è la mia identità?
  • Spesso ho difficoltà nell’apprendimento: è colpa mia? E’ perché sono stato adottato? Valgo di meno?

Davanti a questi interrogativi profondi occorre che la scuola con i suoi insegnanti ed educatori  si ponga curando in modo particolare  l’inserimento, i temi connessi all’adozione e le eventuali difficoltà di comportamento/apprendimento.

Per quanto riguarda l’inserimento si tratta di una questione molto delicata e spesso sottovalutata  in quanto si pensa che per i bambini sia normale andare a scuola. Se consideriamo le domande che si pone il bambino adottato e l’enormità dell’impegno, cognitivo ed emotivo, comprendiamo l’utilità di alcuni accorgimenti come quello di attuare l’inserimento dopo circa sei mesi dall’arrivo del bambino in famiglia, procedere con un inserimento graduale, valutare la classe in cui inserirlo, curare la conoscenza e lo scambio di informazione tra scuola e famiglia. La scuola può aiutare il bambino e la famiglia attraverso una specifica attenzione a dare messaggi corretti sull’adozione e sulla differenza etnica. E’ importante offrire un progetto di lavoro mirato sulla famiglia, sulla genitorialità e sull’identità etnica. Il progetto, naturalmente, dovrà coinvolgere tutto il gruppo classe e non solo quelli adottati. Per esempio la storia della famiglia, che si affronta generalmente il secondo anno della scuola primaria, deve tener conto e rispettare le differenze di ogni bambino,  (vedi De Rienzo, L’adozione e la scuola)

Esistono numerosi strumenti che possono aiutare i docenti nel lavoro quotidiano (schede operative, libri con approfondimenti). L’insegnante, inoltre non deve dimenticare di adeguare i contenuti e la metodologia alle caratteristiche psicologiche e cognitive del bambino. Altri strumenti utili possono essere delle ricerche, la lettura di fiabe, la visione di cartoni animati. Sicuramente ci sono numerosi testi per approfondire l’argomento come per esempio: Chistolini, M., Scuola e adozione Edizioni Franco Angeli, Milano 2006 oppure AA.VV. Siamo tutti figli adottivi. Nove unità didattiche per parlarne a scuola Rosenberg & Sellier, Torino 2004.

L’argomento è sicuramente molto articolato ed è difficile riassumere in poche righe la ricchezza del primo incontro con il professor Chistolini, per questo è importante che ogni insegnante, dopo essersi documentato, metta in gioco la sua creatività e la sua professionalità ricordando in ogni istante l’importanza della relazione.

Laura Ghezzi, insegnante di scuola primaria

 A settembre verrà pubblicata la relazione del secondo incontro.

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ITALIAADOZIONI
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