L’attesa dei genitori (parte I: dall’idoneità all’incarico)

Print Friendly

Tempus fugit (hourglass CC freepicturesweb)

Nell’annuale rapporto statistico della CAI (Commissione Adozioni Internazionali) appare significativa l’analisi del capitolo che riguarda le adozioni internazionali terminate nel 2011 e la relazione di queste adozioni con i decreti di idoneità degli anni 2006 – 2011.

Abbiamo fatto una sintesi dei molti dati di partenza, analizzando statisticamente una buona parte del percorso delle coppie che aspirano all’adozione. Si può valutare innanzitutto in che misura le coppie abbandonano il percorso prima del conferimento dell’incarico, secondariamente quante coppie raggiungono l’obiettivo dell’adozione e infine in che tempi si conclude l’adozione.

I dati rivelano che:

  • circa metà delle coppie che hanno ottenuto l’idoneità non sono riuscite a incontrare un figlio adottivo in cinque anni,
  • nello stesso periodo fino a un quinto delle coppie che hanno conferito l’incarico ad un ente lo revocano,
  • il 30% delle coppie che hanno ottenuto l’idoneità non la utilizzano perché non incaricano alcun ente entro l’anno prescritto per legge,
  • più di un quarto delle coppie in attesa di adottare devono aspettare 4 o più anni dall’idoneità.

Questi e altri numerosi aspetti statistici sono deducibili dalle tabelle che seguono.

Ci sarebbe da chiedersi come mai solo la metà delle coppie, già in possesso dell’idoneità, non riesce ad adottare in tempi accettabili e come mai circa il 30 % non giunge nemmeno ad affidare l’incarico ad un ente.

Parte I – Dal decreto di idoneità al conferimento dell’incarico ad un ente autorizzato.

Nella tabella 1 si può notare che il numero dei decreti di idoneità è in costante diminuzione dal 2006 al 2010 (il dato del 2011 è provvisorio, ma probabilmente indicativo della tendenza).
Considerando la costante decrescita, ci si potrebbe paradossalmente attendere la scomparsa dell’istituzione dell’adozione internazionale entro pochi anni ed è lecito porsi la domanda: qualcosa si è inceppato nel meccanismo delle adozioni internazionali in Italia?
In questa tabella sono riportati i dati relativi alle revoche dell’idoneità che riguardano principalmente le coppie che, ottenuta l’idoneità all’adozione internazionale, vengono scelte per un’adozione nazionale o che riescono ad avere un figlio biologico.

Tabella 1

anno dell’idoneità 2006 2007 2008 2009 2010 2011 (*)
numero idoneità 6.237 5.635 5.045 4.509 4.277 3.179
revoche idoneità 100 1,6% 92 1,6% 50 1,0% 64 1,4% 13 0,3% 0
idoneità rimanenti 6.137 98,4% 5.543 98,4% 4.995 99,0% 4.445 98,6% 4.264 99,7% 3.179 100,0%

(*) dati del 2011 provvisori e parziali

Come è noto, la coppia, ottenuto il decreto di idoneità, ha tempo dodici mesi per cercare un ente autorizzato all’adozione internazionale e conferirgli l’incarico di seguire la propria pratica di adozione.
I dati riportati in tabella 1 riguardano il periodo pre-incarico e quindi si riferiscono ai dodici mesi successivi al decreto di idoneità. Si deduce quindi che solo il numero di revoche riguardanti le idoneità del 2011 è un dato parziale.


La tabella 2 evidenzia che i decreti di idoneità ottenuti in un anno solare possono dare seguito a un incarico ad un ente autorizzato entro dodici mesi e quindi nello stesso anno solare o nel successivo. Per esempio alle 5.543 idoneità (non revocate) del 2007 sono seguiti 1.338 incarichi nello stesso anno e 2.381 incarichi nel 2008 per un totale di 3.719 incarichi. Le rimanenti 1.824 coppie hanno lasciato scadere l’idoneità.

Statisticamente, ipotizzando la distribuzione dei decreti distribuita costantemente nell’arco dell’anno, si può notare che le coppie dal 2007 al 2010 hanno anticipato il momento del conferimento, fino a distribuirlo equamente sui due anni solari: rispettivamente 1532 nel 2010 e 1550 nel 2011.

Nella stessa tabella 2  sono riportate le percentuali di idoneità non revocate che si sono tradotte in incarichi agli enti e le percentuali di idoneità che non hanno dato esito a nessun incarico.

Tabella 2

anno dell’idoneità 2006 2007 2008 2009 2010 2011 (*)
incarichi I anno solare 1.838 29,9% 1.338 24,1% 1.343 26,9% 1.460 32,8% 1.532 35,9% 1.364 42,9%
incarichi II anno solare 2.437 39,7% 2.381 43,0% 1.887 37,8% 1.726 38,8% 1.550 36,4% ? ?
incarichi totali 4.275 69,7% 3.719 67,1% 3.230 64,7% 3.186 71,7% 3.082 72,3% 1.364 42,9%
idoneità non finalizzate 1.862 30,3% 1.824 32,9% 1.765 35,3% 1.259 28,3% 1.182 27,7% ? ?

(*) dati del 2011provvisori e parziali

Ovviamente i numeri della colonna relativa al 2011 sono dati parziali poiché le coppie che hanno ottenuto il decreto di idoneità a fine anno possono conferire l’incarico ad un ente autorizzato entro la fine del 2012. Se si ripetesse la distribuzione biennale del 2010, gli incarichi relativi alle idoneità del 2011 sarebbero poco meno di 2.800, se la distribuzione fosse come gli anni precedenti al 2010, il totale sarebbe vicino a 3.000.

La tendenza degli incarichi come quella dei decreti di idoneità è in diminuzione, ma la propensione a tradurre in un incarico le idoneità da parte delle coppie dopo il minimo del 2008 (64,7%) ha raggiunto il 72,3% nel 2010 e il dato del 2011, pur essendo parziale, è un dato che conferma una maggiore reattività delle coppie; se confermato anche nel II anno solare confermerebbe la recente tendenza percentuale crescente. Il grafico 1 rappresenta i dati appena considerati.

Anche se la colonna relativa al 2011 non è significativa in senso assoluto è ugualmente possibile confrontare il dato con i precedenti incarichi conferiti nel I anno solare cioè nello stesso anno del decreto di idoneità.

Si può notare che nel periodo 2006-2010 una media di 1578 coppie (pari al 30,9%), raggiunta l’idoneità non ha conferito l’incarico in tempo utile e quindi ha lasciato scadere il decreto di idoneità. Va altresì sottolineato che dopo l’apice del 2008 (35,3%) il fenomeno è in diminuzione (28,3% nel 2009 e 27,7% nel 2010).

Ottenere l’idoneità all’adozione internazionale è solo un obiettivo intermedio, che ha una valenza simbolica se poi non si concretizza nel conferimento dell’incarico all’ente.

La coppia viene indagata per un periodo variabile tra i sei mesi e l’anno e infine riceve una conferma istituzionale alla propria potenzialità genitoriale, ma a fronte dello sforzo psicologico di ‘mettersi in gioco‘, di confrontarsi, di narrare e affrontare limiti e paure, come può essere appagata dal solo decreto d’idoneità?

Quale può essere il fattore che induce ad abbandonare l’iter dopo il conseguimento di un obiettivo, che seppur importante, è intermedio e fine a se stesso se non si prosegue nel percorso adottivo?

Una possibile lettura di questo comportamento è che l’iter che conduce all’idoneità per l’adozione internazionale è in gran parte comune a quello per l’adozione nazionale.
Mentre nel primo caso, ottenuta l’idoneità le coppie devono incaricare un ente entro un anno, nel secondo caso si rimane nelle liste dei tribunali per i minorenni per tre anni durante i quali si può essere chiamati per un’adozione nazionale; quindi sicuramente alcune coppie, a fronte dei costi e della complessità dell’adozione internazionale, optano per l’abbandono di questo percorso affidando tutte le loro speranze all’adozione in Italia.

Il dato medio del 30% di abbandoni dopo l’idoneità, rappresenta un grosso rammarico per le coppie che abbandonano dopo aver affrontato prove difficili, ma anche per i bambini in attesa che perdono così una speranza.


Nella tabella 3 sono indicate le revoche di incarico che in genere sono dovute all’avvento di un figlio (biologico o adottato con l’Adozione Nazionale), a un ripensamento della coppia rispetto al proprio futuro oppure al cambio di ente.

Tabella 3

anno dell’idoneità 2006 2007 2008 2009 2010 2011 (*)
revoche incarichi 856 20,0% 655 17,6% 494 15,3% 355 11,1% 145 4,7% 0 0%
incarichi rimanenti 3.419 80,0% 3.064 82,4% 2.736 84,7% 2.831 88,9% 2.937 95,3% 1.364 100%

(*) dati del 2011 provvisori e parziali

Il protrarsi dell’attesa nel tempo a volte comporta eventi che inducono la coppia ad abbandonare il progetto adottivo o che modificano i progetti di vita, così si spiega il 20% di revoche del 2006.

Per quanto riguarda il cambio dell’ente autorizzato, il dato pubblicato da CAI risulta contenuto e abbastanza costante: 84 nel 2006, 139 nel 2007, 149 nel 2008, 128 nel 2009, 123 nel 2010 e 133 nel 2011 (n.b. questi dati sono relativi a idoneità ottenute anche prima del 2006). Il cambio di ente, percorribile solo con l’autorizzazione della CAI a fronte di valide motivazioni, risulta comunque una scelta particolarmente onerosa per la coppia, in termini di costi poiché ha già anticipato all’ente delle quote che spesso non sono rimborsabili, ma soprattutto in termini di tempo d’attesa perché con il nuovo ente si dovrà ricominciare dall’inizio.


Ogni tabella può essere letta con lo spirito del bicchiere mezzo pieno o vuoto, ma realisticamente conclusioni certe e definitive, per ora, non ce ne sono. L’ impressione è che nelle coppie, a fronte del palese calo di domande e di idoneità, ci sia una progressiva maggiore determinazione a terminare positivamente l’avventura adottiva.

Continua in: Parte II – dal conferimento dell’incarico all’adozione  in cui si analizzano i tempi dal conferimento del mandato all’adozione.

A proposito dell'autore

Gabriele Cappelletti
Consulente ICT e genitore adottivo. Dal 2004 curatore di siti e blog dedicati all'adozione.