Conosciamo l’affido

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The BEAT CARES (CC BY-ND 2.0) by Ron Sombilon

Si sa davvero poco dell’affido e spesso solo per sentito dire. Quello che sappiamo con certezza, invece, è quanto ce ne sia bisogno. Occorrono persone singole, famiglie con o senza figli, addirittura nonni che si interessino a questa proposta e decidano se  dare la propria disponibilità a vivere questa avventura.  Chi si interessa all’affido, generalmente, non conosce tutti i risvolti e le implicazioni tipiche del percorso di affidamento: va dunque aiutato a comprendere la complessità e il fascino della strada che desidera intraprendere. Abbiamo quindi pensato di offrire le prime informazioni sull’affido, rimandando per maggiori approfondimenti ai siti che troverete in calce all’articolo.

Cos’è l’affidamento familiare

 

L’affido familiare non è un’adozione. E’ un intervento a termine, di aiuto e sostegno offerto al bambino e alla sua famiglia d’origine, che non è in grado di occuparsi delle sue necessità.
Un minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo può essere affidato a un’altra famiglia o ad una persona singola che gli assicuri le relazioni affettive, l’educazione, l’istruzione e il mantenimento di cui ha bisogno.

Lʼaffido inoltre può essere distinto in residenziale, ovvero quando il minore vive stabilmente con la famiglia affidataria mantenendo rapporti regolari con la famiglia dʼorigine, oppure a tempo parziale quando il minore trascorre con la famiglia affidataria parte della giornata ma di sera torna a casa dai suoi genitori, o i fine settimana od un periodo di vacanza.

Chi può diventare genitore affidatario?

Gli affidatari possono essere: coppie sposate o conviventi, coppie con o senza figli, persone singole, separati o vedovi.

Cosa devono fare gli affidatari

Dare la disponibilità affettiva e avere la volontà di accompagnare per un tratto di strada un bambino o un ragazzo aiutandolo a sviluppare le sue potenzialità, valorizzando le sue risorse.
Avere uno spazio nella propria vita  e nella propria casa per accogliere un bambino.
Avere la consapevolezza della presenza e dell’importanza della famiglia d’origine nella vita del minore.
Partecipare agli incontri di verifica sull’affidamento predisposti nel tempo dai servizi sociali.

Le caratteristiche dell’affido

L’affido ha carattere di temporaneità, infatti l’affidamento può cessare quando la situazione di difficoltà che lo ha generato viene risolta, quindi è fondamentale il mantenimento dei rapporti con la famiglia d’origine del minore in previsone del suo rientro.
La famiglia affidataria ha diritto a un contributo economico per contribuire alle spese di mantenimento del minore.
I genitori affidatari godono degli stessi benefici relativi ai congedi lavorativi garantiti ai genitori naturali.

Il percorso per diventare affidatari

Si deve dare la propria disponibilità al servizio sociale del territorio di residenza e quindi si intraprende un percorso di consapevolezza sulla possibilità di diventare genitore affidatario. Tale percorso si conclude con la definizione dell’abbinamento più adeguato tra le caratteristiche e la disponibilità dell’affidatario e le esigenze del bambino e della sua famiglia.

A proposito dell'autore

Ivana Lazzarini
mamma adottiva, mediatrice familiare.