Domande e risposte sull’adozione

The Donkey Sanctuary's mascot Lucky (CC BY-NC 2.0) by Donkey Sanctuary Press Images

Noi genitori adottivi, e/o operatori del settore diamo per ovvie un certo numero di affermazioni riguardanti l’iter adottivo, ma chi non ha vissuto direttamente o indirettamente un’adozione spesso pone domande ingenue che in alcuni casi ci fanno sorridere e in altri ci fanno alterare. Per questo motivo tentiamo di compilare una lista di domande basilari con risposte che almeno chiariscano i temi principali dell’adozione come avviene nel nostro paese.

A chi ci si rivolge per adottare un bambino? Per adottare un figlio ci si deve rivolgere al Tribunale per i Minorenni di competenza compilando e presentando una ‘domanda’ che in realtà è una dichiarazione in cui i coniugi offrono la loro disponibilità all’adozione. (Cfr: prepararsi all’adozione)

Si può adottare solo all’estero? No esistono sia la “Adozione Nazionale” volta ad accogliere un bambino nato in Italia, sia la “Adozione Internazionale” tramite la quale si può accogliere un bambino straniero. (Cfr: Adozione nazionale)

Adottare un bambino è così difficile come si sente dire? No, ci sono riuscite numerosissime coppie con caratteristiche comuni. Sono necessarie alcune doti come la perseveranza, la pazienza e una forte motivazione di entrambi i coniugi. A volte ci vogliono alcuni anni e a volte l’attesa e/o le difficoltà inducono alla resa. (Cfr: la decisione)

Una coppia deve essere necessariamente sposata per adottare? Si,  è necessario essere sposati all’atto della domanda e si deve dimostrare di essere conviventi da almeno tre anni (sposati da almeno tre anni oppure conviventi da almeno tre anni e infine sposati). (Cfr: requisiti per adottare)

Si possono scegliere i bambini? No, le procedure di adozione escludono la possibilità che si possa scegliere uno specifico bambino come figlio.

Si può scegliere il sesso, il colore, l’età? No, anche se in alcuni casi, nell’Adozione Internazionale, la scelta della provenienza di un bambino straniero da un’area geografica determinano l’etnia e, in parte, l’età.

Le coppie incontrano il bambino nel suo paese d’origine? Si, le coppie si recano nel paese di origine del bambino dove lo incontrano e dove avvengono le procedure legali e burocratiche di adozione secondo le leggi del paese e della Convenzione de L’Aja o di accordi con il nostro paese. (Cfr: Adozione Internazionale)

Tutti i bambini presenti negli istituti sono adottabili? No, sono adottabili solo quelli che sono in stato di abbandono, altri sono temporaneamente in istituto ma mantengono un legame affettivo con almeno un genitore o un parente. (Cfr: dichiarazione di adottabilità)

Per adottare all’estero ci si può rivolgere direttamente al paese d’origine del bambino? No, è necessario operare tramite una delle numerose (circa 65) associazioni onlus autorizzate dalla Commissione Adozioni Internazionali. (Cfr: come scegliere l’Ente)

Nelle adozioni Internazionali i bambini provengono solo da alcuni paesi? Si, è possibile adottare un bambino in stato di abbandono proveniente solo da un paese che abbia ratificato la Convenzione de L’Aja o che abbia accordi bilaterali in materia di adozioni e cooperazione con l’Italia (che ha ratificato la suddetta Convenzione).

L’adozione Internazionale è come l’adozione a distanza? No, l’adozione a distanza che si dovrebbe meglio definire ”sostegno a distanza“ è molto differente dall’adozione. Nell’adozione la coppia deve seguire un percorso articolato al fine di essere idonea e autorizzata ad accogliere un bambino in stato di abbandono proveniente solo da alcuni paesi, tramite un Ente Autorizzato. Nel sostegno a distanza (adozione a distanza) qualsiasi soggetto, persona singola, coppia di fatto, coppia sposata, ecc., può aiutare un bambino di un qualsiasi paese del mondo a vivere in condizioni dignitose, a curarsi, a studiare o a prepararsi per un lavoro che in futuro gli dia sostentamento autonomo. In genere, questo supporto, effettuato tramite referenti o associazioni che operano all’estero, si traduce nell’invio di denaro e nello scambio epistolare.

Perché costa così tanto adottare un bambino? Innanzi tutto dobbiamo distinguere tra Adozione Nazionale e Adozione Internazionale: la prima è sostanzialmente gratuita, la seconda necessità dell’intermediazione di un Ente Autorizzato che deve informare e formare la coppia, tradurre tutta la documentazione legale e burocratica necessaria e richiesta dal paese di origine del bambino, organizzare il viaggio, la permanenza, gli spostamenti, le traduzioni dei documenti del bambino, mantenere i rapporti con le autorità straniere, con gli orfanotrofi e ha l’obbligo di fare azioni di cooperazione per migliorare le condizioni dell’infanzia risiedente nel paese. Tutte le attività e i costi degli Enti Autorizzati sono sottoposti al costante controllo della Commissione Adozioni Internazionali.

Adottare all’estero ha costi che dipendono dal paese di provenienza del bambino? Si, ci sono delle tabelle redatte dalla CAI (Commissione Adozioni Internazionali) e visibili sul suo sito in cui sono dettagliatamente descritti i costi di molti enti per ogni paese. In un’altra sezione ci sono i tetti dei costi possibili per ciascuna area geografica.

Prima di rivolgersi ad un’Ente Autorizzato per l’Adozione Internazionale si deve ottenere qualche documento del Tribunale? Si, è necessario un decreto di Idoneità prodotto dal Tribunale per i Minorenni. (Cfr: Tribunali per i Minorenni)

Come si ottiene l’idoneità all’adozione? I Servizi Sociali Territoriali (ASL/USL) incontrano ripetutamente la coppia, scrivono una relazione che inviano al Tribunale per i Minorenni che in caso di riscontro positivo redige il decreto di Idoneità all’adozione Internazionale. (Cfr: qualche consiglio pei i genitori)

Può capitare di adottare un neonato? Si, nell’Adozione Nazionale ci sono bambini non riconosciuti alla nascita che vengono dati in adozione entro pochi giorni.

I bambini adottati da piccoli, quando crescono, sanno di esserlo? È necessario rivelare sempre l’origine adottiva del figlio? L’adottato ha diritto di essere informato in merito al suo essere figlio adottivo e in ogni caso è fondamentale mantenere la massima sincerità nella relazione tra genitore e figlio adottivo. Quindi secondo la maturità e la capacità di comprensione del figlio è giusto rivelare ciò che si conosce delle sue origini. (Cfr: il bambino adottivo)

L’adottato può cercare i veri genitori? Premesso che probabilmente i genitori più veri sono quelli che lo hanno cresciuto e quindi li conosce già, si, il figlio adottivo può avere accesso alle sue origini e quindi cercare i genitori biologici quando ha compiuto 25 anni, ma con limitazioni definite caso per caso dal Tribunale per i Minorenni. (Cfr: ricerca delle origini)

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A proposito dell'autore

Gabriele Cappelletti
Consulente ICT e genitore adottivo. Dal 2004 curatore di siti e blog dedicati all'adozione.