Decreto sicurezza e adozione

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Legalità e cittadinanza: Don Ciotti incontra gli studenti (19112013), ph Città di Parma, (c.c. Flickr)

Spett. Redazione di Italiaadozioni,

da giorni si parla del Decreto Sicurezza che è stato approvato dal Governo. Non sono un legale, ma una madre. Per di più mamma adottiva. Come tale, come normale cittadina mi pongo.

Il mio maggiore sconcerto è nato nella lettura dei commenti nei vari gruppi di famiglie adottive. A parte la confusione nell’interpretazione perché non tutti siamo avvocati, giudici magistrati o membri della Corte Costituzionale, il sollievo percepito da parte di alcuni quando è arrivata la notizia che la revoca della cittadinanza riguardava SOLO gli adottati da adulti e quindi non le altre migliaia di bambini adottati da minorenni, mi ha spiazzata.

Ma come? Non siamo noi le famiglie accoglienti? Non dovremmo essere noi i primi a non far differenze? Mi aggrego, quindi, con chi ha sollevato che COMUNQUE si apre un precedente tra cittadini di serie A e di serie B.

A mio avviso, verrebbe inoltre rafforzata l’immagine degli adottati come categoria diversa. E allora dove vanno a finire gli anni in cui ci siamo spesi per divulgare una corretta cultura dell’adozione?

In un clima di attenti all’altro che si sta creando, non possiamo certo pensare che un nostro figlio adottato da minorenne possa essere esente da “attenzioni particolari”. Per la strada non ti chiedono la storia della tua vita!

Una mamma preoccupata 

Condividiamo le rilfessioni di questa mamma. Il Decreto sicurezza ci ha interrogato come Associazione: quale idea del figlio adottivo veicola? quali paure o sospetti innesca su chi è diverso da me? quali diritti sono intoccabili? (etc.) Ma cosa dice il decreto? A quali leggi si rifa? Abbiamo chiesto all’avvocato Monica Ravasi di  illustrarcene i punti principali.

L’Art. 14.  Disposizioni in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza, ha modificato alcuni articoli della L. 91 del 1992 in materia di cittadiananza e in particolare per ciò che riguarda la possibilità di perdere la cittadinanza, introduce un nuovo articolo. Vediamo insieme.

………. «Art. 10-bis. – 1. La cittadinanza italiana acquisita ai sensi degli articoli 4, comma 2, 5 e 9, è revocata in caso di condanna definitiva per i reati previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), n. 4), del codice di procedura penale, nonché per i reati di cui agli articoli 270-ter e 270-quinquies.2, del codice penale. La revoca della cittadinanza è adottata, entro tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna per i reati di cui al primo periodo, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno.».

Dalla pubblicazione del cosiddetto Decreto Sicurezza, sul web tra le famiglie adottive si è scatenato il putiferio. La ragione? Il decreto sicurezza stabilisce, all’art. 14 comma 2 lett. d, la possibilità per chi ha acquisito la cittadinanza italiana a vario titolo ed è stato condannato per alcune fattispecie di reato in via definitiva, di perdere la cittadinanza acquisita. E i figli a noi giunti con adozione internazionale?

Leggiamo insieme cosa dice il decreto sicurezza.

Per la definizione di chi rischierebbe di perdere la cittadinanza italiana acquisita occorre osservare il richiamo legislativo agli artt. 4 comma 2, 5 e 9 della L. 91/1992 in tema di cittadinanza italiana.

I soggetti interessati sono:

1. gli stranieri nati in Italia, che vi abbiano risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, con conseguente dichiarazione di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data.

2. il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all’estero, qualora, al momento dell’adozione del decreto di cui all’ articolo 7, comma 1, non sia intervenuto lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi. 2.  I termini di cui al comma 1 sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.

3. lo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni; lo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno cinque anni successivamente alla adozione; lo straniero che ha prestato servizio, anche all’estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato; il cittadino di uno Stato membro delle Comunità europee se risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio della Repubblica; l’apolide che risiede legalmente da almeno cinque anni nel territorio della Repubblica; lo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica. La cittadinanza può essere concessa allo straniero anche quando questi abbia reso eminenti servizi all’Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato.

Ora osserviamo i reati per cui si rischia la perdita della cittadinanza, e che il D. Sicurezza indica negli art 407 comma 2 lett. a n. 4 CPP, art. 270-ter cp e nell’art. 270-quinquies.2 cp.

Si tratta, per quanto concerne l’art 407 cpp, di delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordinamento costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore al minimo a 5 anni e nel massimo a 10 anni, nonché delitti di cui agli artt. 270 comma 3 (fa riferimento alle organizzazioni e associazioni sovversive) e 306 comma 2 (fa riferimento alle bande armate) CP”.

L’Art. 270-ter cp: è punito chiunque, anche fuori dal concorso di reato e dal favoreggiamento, dà rifugio o fornisce vitto, ospitalità, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a persone che partecipano alle associazioni sovversive richiamate dall’art. 270 c. 3 cp o alle associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico, previste dall’art. 270-bis cp.

Art. 270-qinquies.2 cp: chiunque sottrae, distrugge, disperde, sopprime o deteriora beni o denaro, sottoposti a sequestro per prevenire il finanziamento delle condotte con finalità di terrorismo di cui all’art. 270-sexies cp.

Per quanto concerne il riferimento alla perdita della cittadinanza da parte di adottati maggiorenni va detto che non si tratta dei maggiorenni adottati attraverso l’istituto dell’adozione internazionale, ma di quegli stranieri adottati  da genitori italiani solo dopo essere diventati maggiorenni.

I figli adottivi adottati mediante il meccanismo dell’adozione internazionale secondo la L. 184 del 1983, per la legge italiana sono considerati bambini nati da genitori italiani, tant’è che sui certificati anagrafici vengono identificati quali genitori proprio le persone che li hanno adottati. Possiamo dire che per la legge italiana i figli adottivi non sono distinti dai figli di qualsiasi altra coppia.

Ciò detto, abbiamo raccolto sui social, non poca preoccupazione in merito ad un provvedimento che ha suscitato in molti sconcerto e rabbia.

La cittadinanza è la condizione della persona fisica alla quale l’ordinamento di uno Stato riconosce la pienezza dei diritti civili e politici, ed è molto probabile, quindi, che sul punto proseguirà l’acceso dibattito anche a livello istituzionale se non addirittura a livello della Corte Costituzionale.

 

 

A proposito dell'autore

Monica Ravasi
mamma adottiva e avvocato